Il paese dei poveri

RECENSIONI – “Il Paese dei Poveri” su Youbookers

Ringrazio ancora una volta gli amici di Youbookers e Valentina per la piacevole recensione che vi allego qui sotto 🙂 Dateci un occhio!

copertinaIl paese dei poveri è il nome dato ad una comunità   in cui vengono portate tutte quelle persone disadattate, in difficoltà, povere, che non sanno di che sostentarsi. In questo luogo si viene spogliati, lavati, rasati e vestiti solo con una sorta di  divisa che servirà per essere identificati e introdotti alla vita in comunità. I malcapitati  dovranno  sottostare ad un regolamento ferreo appeso ai muri del sanatorio. Questo è ciò che succede ad Achille di Mea il nostro protagonista. La storia ci viene raccontata dall’autore con la focalizzazione esterna con un linguaggio non facile, duro e profondamente impattante sul lettore.
Il paese dei poveri è indubbiamente un romanzo di genere distopico, non certamente alla “Suzanne Collins”, ma molto più simle alla produzione Orwelliana. I personaggi vengono internati e isolati in questo istituto, bianco, asettico, freddo e angosciante che si rivelerà una sorta di campo di concentramento per i più reietti della società, che verranno sottoposti alle più svariate torture, simili a quelle perpetrate dai Nazisti di Hitleriana memoria. Il regolamento a cui accennavo, consente loron pressocchè nulla e i rapporti umani sono molto molto risicati. L’unica  occupazione le di questi poveri sarà spaccare pesanti pietre in un campo all’aperto. Anche il nostro protagonista deve adeguarsi a tutto ciò: Achile di Mea è un uomo passivo, rassegnato e totalmente privo di gioia ma soprattutto senza speranze e dignità che non vive, ma sopravvive. Mi ha ricordato per certi aspetti Stoner di John Williams.
ll paese dei poveri è un romanzo crudo, barbarico, spietato, angosciante e ricco di orrore che non mi sento di consigliare a tutti i palati. Ho amato molto la storia e lo stile utilizzato che trovo geniale. Ivano Mingotti non è certo un dilettante, sa scrivere e lo fa in un modo minuzioso, chirurgico, a tratti morboso e ripetitivo, per non trascurare nulla di ciò che accade e renderci partecipi, come se stessimo osservando la scena con una lente d’ingrandimento.
Una lettura non consigliabile a tutti, ma che merita moltissimo.

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