Momento Poesia

TUTTO VALE, WALT WHITMAN – BookTopics

Oggi è il turno del grande Walt Whitman 🙂

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Cosa ne pensa un autore..?

COSA ASPETTARSI DA UN EDITORE PICCOLO/MICRO

Molti di voi sono alle primissime armi, e probabilmente non hanno né pubblicato, né mai parlato con un editore. Ecco perché oggi parleremo della piccola editoria (o micro), quella più ricettiva e disponibile verso gli emergenti/esordienti, e di cosa aspettarsi da una pubblicazione di questo tipo.

  1. INVIO OPERA, VALUTAZIONE

Notoriamente i piccolo/micro editori sono più accessibili per gli esordienti: molto spesso invitano all’invio di opere direttamente dal proprio sito, fornendo una mail o un indirizzo. I tempi della valutazione sono mediamente gli stessi per tutti: dai 4/5 mesi fino all’anno. Pochi vi forniranno una vera e propria scheda di valutazione, molti accetteranno in base alla vostra popolarità o ai bacini di pubblico a cui potreste attingere (in poche parole, più siete vendibili e meglio è). Il contenuto dell’opera è ovviamente fondamentale, ma aspetto molto importante sarà, appunto, la vendibilità: ricordatevi che anche i piccoli devono sopravvivere vendendo.

2. CONTRATTO

I contratti saranno dei più disparati: dalle 2 paginette in cui si parla vagamente di ogni aspetto, precisando però per bene qual è la portata dei vostri diritti d’autore, alle 10 pagine piene di postille. Alcuni piccoli editori cercheranno di limitare il più possibile l’esborso dei diritti d’autore attraverso postille come “copie minime vendute”, “ammontare totale superiore a”, etc etc, altri proporranno sconti per la vendita di copie direttamente all’autore, e così via. Insomma, il nocciolo è che, in qualche modo, loro cercheranno di rientrare della spesa, come normale, anche in caso di flop.

3. EDITING

Anche per l’editing vale il discorso fatto per il contratto: l’editore potrà essere molto preciso, valutando forma e contenuto in più fasi e con più persone, oppure potrà delegare all’autore l’intero processo della correzione e della formattazione del testo. Insomma, dipende. Ricordatevi che più piccolo è l’editore, meno soldi girano, e quindi meno professionisti ci sono per curare il testo e per tutti gli altri processi produttivi e promozionali.

4. COPERTINA

Rare volte il piccolo editore avrà un grafico di buon livello a occuparsi della copertina. Vi suggerisco, per questo, di guardare agli altri titoli dell’editore con cui dovete firmare e di farvi un’idea voi stessi. Molto spesso si tratterà di immagini comprate in Stock sul web o, addirittura, verrà fatta direttamente richiesta all’autore di una possibile copertina, o un aiuto nel farla.

5. STAMPA

Con la stampa digitale, genericamente la prima tiratura del vostro libro sarà bassa (50, 100 copie massimo), proprio per tutelare il piccolo editore da grosse perdite. La qualità della stampa dipenderà dalla bontà del tipografo scelto e dal prezzo di copertina finale (ricordate che il tipo di carta, il tipo di stampa etc. hanno un diverso costo, cosa che va a influire sulle decisioni dell’editore).

6. PROMOZIONE

Non aspettatevi un grande aiuto per quanto riguarda la promozione: il piccolo editore non ha a disposizione grosse somme per la pubblicità, e nemmeno una fitta rete di contatti.  Nel migliore dei casi, proporrà schede del libro a librerie, biblioteche, enti, recensori, giornali, etc etc, contattandovi per capire se siete disponibili a fare presentazioni o eventi, quante, dove, e cercando con voi di organizzarne. Difficilmente in proprio allestirà una vera campagna promozionale: la cosa costa parecchio, e le risorse, come detto, sono limitate. Nel peggiore dei casi, invece, non farà assolutamente niente: stampato il libro, aspettatevi, in molti casi, di non sentire più l’editore, e che tutto sia nelle vostre mani.

7. DISTRIBUZIONE

La distribuzione costa anche più della promozione: il piccolo editore si appoggia prevalentemente a piccoli distributori, se non addirittura alla sola distribuzione online. Aspettatevi problemi anche sul versante Amazon: il colosso online ha infatti preso una linea decisa nei riguardi dei piccoli editori e difficilmente vi permetterà di vedere il vostro libro sempre disponibile sulla piattaforma. Più probabile Ibs (con tempi di invio e ricezione biblici, tranne in pochi casi).

8. RENDICONTO E SALDO

Anche qui aspettatevi di tutto: nel migliore dei casi una rendicontazione (la comunicazione del numero di copie vendute) precisa e trasparente, nei tempi convenuti, con un saldo dei diritti onesto; nel peggiore, l’assenza di comunicazione nonostante venga imposta dal contratto, il mancato saldo dei diritti, etc. etc.

 

Ecco tutto ciò che dovete sapere sui piccoli/micro editori. Se avete dubbi sul procedere o meno con una pubblicazione di questo tipo o scegliere invece un’autopubblicazione, vi invito a leggere i miei articoli in merito.

E buona lettura a tutti!

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Altro

GOOGLE ADWORDS e YOUTUBE: FUNZIONANO? – Quattro chiacchiere con l’autore

Sta chiudendo l’ennesima libreria, tra l’altro di amici. Scoprirlo è stato un ulteriore shock, dopo i resoconti giuntimi dagli autori della collana che gestisco e che, tramite firmacopie, si presentano nei vari bookshop per cercare di far conoscere il proprio libro. Poche copie vendute e scarsa affluenza, a volte dimezzata o più rispetto all’anno precedente, anche in grandi o storiche librerie. La situazione, insomma, sta diventando drammatica.

In questi anni pensavo di vedere una crescita nel comparto ebook, che la lettura si spostasse pian piano sul digitale, in questo mondo così veloce e smart; invece niente, anche lì siamo fermi al palo. Strano, perché le statistiche danno le vendite complessive nel reparto editoria come in crescita, eppure le librerie chiudono, una dopo l’altra, e sono sempre più spopolate. E, come detto, le vendite digitali NON crescono.

Da dove vengono queste vendite, allora? Dalla miriade di mini-micro editori che pubblicano richiedendo l’acquisto di poche copie all’autore? Dal selfpublishing, di successo e non? Sinceramente non riesco a capire.

Recentemente mi sono trovato a provare Google AdWords, nella sua versione Youtube. In poche parole, si paga per anteporre ai video del sito uno spot, di lunghezza da decidere, sotto il quale compaia un bottone che, se cliccato, rimanda a un link specifico o a uno store online. La mia esperienza? Circa 80 euro per due campagne (cioè due video pubblicitari E due cose pubblicizzate ben diverse) con risultati praticamente nulli.

La prima campagna, focalizzata sulla promozione del mio ultimo libro, Piccole Cose Paurose, ha visto circa 6000 visualizzazioni (è stata quindi vista da 6000 utenti) ottenendo circa una 50ina di clic (cioè 50 clic di utenti sul bottone che rimandava al link correlato; non verificabili) al sito di vendita IBS. Vendite accertate dopo 50 clic e 6000 visualizzazioni: 2. Esatto, due copie. Parliamo di circa 30 euro spesi per due copie vendute, una follia.

La seconda era incentrata sulla promozione dei miei servizi editoriali, collegata direttamente al mio sito personale; in questo modo, sono riuscito a constatare SE i clic “indicati” come ottenuti dalla campagna fossero reali. Risultato finale (in due tranche, una di un mese a un euro al giorno, e una di un giorno a venti euro per sole 24 ore): zero richieste, più di 7000 visualizzazioni, altri 40 e passa clic supposti. I clic reali, visibili tramite Analytics di WordPress – cioè il numero di utenti entrati nella pagina linkata (e quindi cliccata) appartenente al mio sito – sono meno di 30, molto meno. A parte chiedersi per quale motivo Google AdWords dica più di 40 e Analytics di WordPress gli risponda “meno di 30”, è facile constatare che spendere più di 40 euro per meno di 30 clic al sito (cosa che GIORNALMENTE supero abbondantemente, e gratis) e nessuna richiesta ottenuta è, quantomeno, controproducente.

Farò un ultimo tentativo a breve con una campagna di promozione ebook, in cui oltre ai clic reali potrò constatare, tramite YouCanPrint, le vendite effettive, con un bugdet per pubblicità di 20 euro per 24 ore: potrò così capire se, abbassando il costo del prodotto finale, il risultato cambi o, quantomeno, la campagna diventi una possibilità meno accantonabile. Al momento, lo è pienamente.


Considerazione finale: sconsiglio vivamente di entrare nel mondo dell’editoria in questo momento storico. Senza librerie indipendenti, che vedo in fortissima crisi, restano in piedi solo gli store online e le librerie di catena, cosa che certo non aiuta autori sconosciuti e senza una vera e propria rete di distribuzione. Probabilmente si andrà sempre più verso la pubblicazione di libri di personaggi già conosciuti e verso un’ulteriore crescita del comparto erotico-romance per quanto riguarda i piccoli o piccolissimi autori (settore che non conosce crisi, ANZI).

Io mi sto dedicando al teatro (giusto ieri primo mini-spettacolo della mia vita da attore) e alla produzione di piccole sceneggiature (già ora, in collaborazione con l’insegnante del corso che frequento, e in futuro in modo più approfondito). Credo che il settore audio-visivo difficilmente subirà una crisi a breve, e dunque vedo prospettive più rosee per coloro che, abili con la penna, si vogliano cimentare nella scrittura di testi per la televisione, il teatro, e soprattutto il cinema e le serie tv.

Per il resto, buona lettura.


Se l’articolo vi è piaciuto, date un occhio al mio ultimo libro, Piccole Cose Paurose, pubblicato da Augh! nel 2018. Qui sotto potete trovare i link per saperne di più e per acquistarne una copia.

Informazioni sul libro

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Link per l’acquisto:

IbslaFeltrinelliAmazonAugh Edizioni

Se invece siete autori e siete in cerca di una buona consulenza editoriale, o di un buon editing, o di una correzione bozze, o di una traduzione – ma senza svenarsi – contattatemi su ivanomingottiautore@libero.it

 

 

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