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SETTEMBRE 2018 – facciamo il punto

Vacanze finite, è ora di ripartire.

Come vi avevo già anticipato, per settembre è prevista l’uscita del mio ultimo libro, Piccole Cose Paurose, che chiuderà la mia parentesi letteraria (quantomeno per un bel periodo, credo abbastanza lungo). Per chi non lo sapesse, un paio di mesi fa ho dato alle stampe, per puro sfizio personale, una vera chicca: il libro per bambini con cui avevo partecipato a IoScrittore, uscito appunto per Amande nel mese di Luglio, e che potete già trovare negli store online. Ho in mente qualche presentazioncina per entrambi, più che altro per divertimento personale, sapendo bene quanto tiri il mercato dei piccoli/piccolissimi editori/autori. Niente di più, niente di meno, contando anche il fatto che i firmacopie ormai non tirano più di tanto (purtroppo) e le mie ginocchia non reggerebbero a tante ore in piedi o comunque non in situazione di relax (30 anni e dimostrarne 70).

E in più sono felicemente occupato nell’organizzazione del mio matrimonio, che si terrà a Maggio 2019. E non potrei essere più contento.

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Dopo aver tentato di candidarmi come consigliere comunale alle Amministrative 2018 di Macherio e aver miseramente fallito ( 😀 ) ho deciso di prendere parte a un corso (molto serio) di recitazione al Teatro dell’Elica di Lissone, giusto per non farmi mancare nulla. Sono in trepidazione, non vedo l’ora di iniziare e conoscere la mia insegnante (che mi dicono essere molto molto brava).

Per non parlare dei DUE libri in uscita per la collana che gestisco, Nuove Luci, e che sto provvedendo a editare insieme agli autori Marco Emilio Boga e Amleta.

Insomma, un bel periodino intenso.

E per voi com’è stato il rientro a casa?

 

 

Ps. Consiglio vivamente ai lettori di fare un salto a Ranzi, Liguria, dove ho passato circa una settimana di vacanza. Un borgo bellissimo, che ti riempie il cuore e in cui non vedi l’ora di tornare! Un’esperienza indimenticabile.

 

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CHI SONO
Lavoro nell’ambito editoriale da circa dieci anni, collaborando con case editrici e autori indipendenti; ho pubblicato, a mia volta, già 11 romanzi. Gestisco per Amande Edizioni la collana editoriale Nuove Luci, occupandomi di editing, correzione bozze, promozione e ricerca di nuovi autori.

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Cosa ne pensa un autore..?

L’IDIOZIA DEL CONCORSO IOSCRITTORE

Esiste un concorso in Italia che evidenzia come la classe degli autori, se così si può definire, sia un cumulo di cialtroneria, arroganza e tracotanza. Esiste un concorso capace di tirare fuori il peggio da una categoria che quotidianamente tira già fuori di suo, umanamente parlando, solo il proprio peggio, preda di invidie e guerre tra poveri per poter vendere una copia all’anno del proprio libro. E quel concorso è IoScrittore.

Ma andiamo con ordine.

Qualche anno fa partecipo al concorso, appena inaugurato, con la speranza di trovare in una giuria di soli autori un conforto rispetto alla scarsa conoscenza letteraria generale riscontrata nelle giurie dei vari concorsi italiani, piene di personaggetti dalla scarsa fama e dall’ancora più scarsa voglia di analizzare davvero un testo. Il concorso, infatti, è costruito in modo tale che chiunque partecipi debba leggere anonimamente l’incipit di altri concorrenti anonimi e giudicarli, dando suggerimenti e selezionando un voto tra 1 e 10 per diverse caratteristiche testuali (grammatica, lessico, originalità, etc.). Ma come mi illudo, quanta innocenza! Chiaramente, a concorso chiuso, dai vari voti al mio testo e dai vari giudizi traspare che gli autori hanno giudicato O senza aver letto, O avendo letto in modo sbrigativo (perché occorre appunto valutare diversi incipit, ben più di uno), O esprimendo criteri soggettivi (politici, religiosi, etc), O azzoppando chiaramente il testo, per avere più possibilità di passare alla fase successiva abbassando il voto medio di un probabile candidato vincente avversario.

Passano gli anni e ignoro bellamente il concorso, sapendo bene di cosa si tratta e quali siano le problematiche relative a una giuria del genere, che oltre appunto all’essere giuria è UN GRUPPO DI AVVERSARI. Nonostante le notifiche mail da parte dell’organizzazione che mi invitano annualmente a partecipare, niente, vado avanti per la mia strada.

Quest’anno decido di ritentare, un po’ per esperimento (magari proprio per scrivere un bell’articolozzo nuovo nuovo) e un po’ per curiosità: per capire, insomma, se qualcosa è cambiato. Allego quindi l’incipit di un mio LIBRO PER BAMBINI togliendo i riferimenti al mio nome e scrivendo una breve sinossi, come da regolamento. Esamino gli incipit degli altri concorrenti cercando di essere il più obbiettivo possibile (e da curatore di collana posso dire di essere diventato abbastanza bravo nel distinguere un buon testo da un testo scritto male) e attendo di capire se passerò o meno il turno e se i giudizi saranno positivi. Insomma, se qualcosa è cambiato.

Bene.

No, non bene.

Gli 8 giudizi arrivano (mi chiedo dove siano finiti gli altri due). 8 giudizi in cui:

  • si dichiara che il “giudice/autore” avrebbe segnalato il testo perché conteneva, a suo dire, i nomi e cognomi delle due AUTRICI, e la cosa va contro il regolamento. Ah, buono a sapersi. Quindi io sarei due donne. Non una, due. Buono. E siamo al primo.
  • si dice che i libri per bambini o ragazzi non devono avere coordinate o subordinate, ma devono essere costruiti solo secondo lo schema S V O, cioè Soggetto Verbo e Oggetto, e punto, perché i bambini di oggi non sono quelli degli anni ’50, sono rincitrulliti e quindi va usato il linguaggio più semplice. Bene, un ringraziamento da parte dei bambini e dei ragazzi del 2018. E siamo al secondo.
  • si dice che il testo opera una discriminazione sessuale perché quando c’è una cosa bella da dire, il papà (che racconta la storia) si riferisce sempre alla mamma del bimbo a cui viene raccontata, e non a un uomo. Ah beh. Che il serpente buono è un attacco ai simboli che da sempre simboleggiano il male e bisogna finirla con questo sdoganamento anti-cristiano. Che non si può insegnare ai bambini che tutti sono uguali, anzi, che bisogna dire che tutti son diversi e che tutto è relativo. Coerente, direi. Comunque, bene. Molto bene. E siamo al terzo. Olé direi.
  • si afferma che non è niente di nuovo (su 16 pagine eh), perché un bambino protagonista di un’avventura in un bosco è una cosa già sentita, quindi buuuu. E siamo al quarto. Cazzarola.
  • si fa bene, bravo, bis. Ogni tanto, eh. Quinto giudizio positivo. Alla faccia, siamo dovuti arrivare al quinto per un briciolo di complimenti.
  • si conferma che i bambini di oggi non riescono a stare attenti perché non hanno più attenzione, mai, quindi anche qui: SVO. Insomma, lo scenario dei bambini rincitrulliti è dichiaratamente palese. Buono a sapersi.E siamo al sesto.
  • si adduce che è troppo carino. Oh, siamo quasi alla luce nel buio, eh. Un po’ di respiro. Settimo commento, quantomeno, positivo. Alla facciazza.
  • si dice che… che… beh, l’ottavo giudizio non è scritto in italiano corretto. “Più” con l’aggiunta di un apostrofo, virgole dove non ci devono stare, punti mancanti, “è” scritto senza accento. Insomma, come fa uno che scrive così a sentirsela di commentare un qualsiasi testo? Non ci siamo. Sunto del giudizio (se sono riuscito a capire bene, perché l’analfabetese non lo comprendo molto, anche se con le lingue me la cavo abbastanza): altresì e gradevole non si possono scrivere in un libro per bambini, né che un serpente stia in piedi, né che una nutria si chiami Signora Nutria, che dire Signora è antiquato. Ah beh, se è così, scusami. Pardon. Aspetta, mi nascondo dietro una roccia e me lo scrivo sulla mia tavoletta di creta babilonese. Ok. Ok ok.

Insomma, tutto questo mi porta ancora una volta a pensare a quanto sia sbagliato dare la possibilità a dei concorrenti, che arbitreranno la cosa con soggettività, carenze letterarie, troppa aggressività, troppa competitività e scarsa oggettività, di giudicare proprio i testi in gara. Nel complesso, per dirla alla populista, quanto sia un’idiozia clamorosa.

Ps. il libretto magari lo pubblicherò lo stesso, se siete interessati a una favola per bambini da leggere insieme ai vostri figli o, se siete ragazzi, da sfogliare soli soletti. Tra l’altro avevo anche tutte le illustrazioni pronte di George, il bimbo, della Signora Nutria, del simpatico Signor Serpente e di tutte le altre bestioline del bosco magico. Peccato, sono riusciti a profanare anche questo. E comunque, una conferma: il mondo letterario, così come internet, è popolato da una pletora di personaggi di Mmmmmmmmm… che buono il gelato!

Buona lettura

Ivano


Se l’articolo vi è piaciuto, date un occhio al mio ultimo libro, Nimal Kingdom, pubblicato da Nulla Die nel 2016. Qui sotto potete trovare i link per saperne di più e per acquistarne una copia (o anche più d’una, se volete. Io di sicuro non ve lo impedisco!)

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Se invece siete autori e siete in cerca di una buona consulenza editoriale, o di un buon editing, di una correzione bozze, di una traduzione ben fatta – ma senza svenarsi – contattatemi su ivanomingottiautore@libero.it

 

 

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WHO I AM
I’ve been working in the publishing industry for about ten years, with publishers and independent authors; I’ve already published 11 novels on my own. I run Nuove Luci, an editorial series belonging to Amande Edizioni, dealing with editing, promotion and researching authors.
I’ve translated several novels, essays and collections for a variety of publishers and authors. Here’s an approximate list of the books I’ve already translated:

  • “La storia del male” by Mario Serroni, self-publishing, novel
  • “Il Fiorino Nero” by Marco Del Pasqua, self-publishing, novel
  • “NeXt, una nuova economia è possibile” by Leonardo Becchetti, Albeggi, essay
  • “Il killer delle fiabe” by Roberto Re, GDS, novel
  • “Quel nome era Evoc” by Lorenzo Crescentini, self-publishing, short story
  • “Un viaggio di nozze da amare e da odiare” by Mery Lambert, self-publishing, short story
  • “Marsiglia-Algeri, viaggio al chiaro di luna” by Ilaria Guidantoni, Albeggi, essay
  • “Dal Fachiro al 730” by Elena Manzoni, self-publishing, novel
  • “La Bomba Zar” by Andrea Brunetti, self-publishing, novel
  • “Io, Fidel” by Noa Bonetti, Iris4, essay
  • Commercial excerpts for Parallelo45
  • “Christmas Wedding” by Anna Giraldo, self-publishing, short story
  • “Gabbie” by Enrico Mattioli, self-publishing, novel
  • “Il mondo al rallentatore” by Erica Rossi and Stefano De Giorgis, self-publishing, travel diary
  • “La Città D’oro” by Andrea Brunetti, self-publishing, novel
  • “Octoflexus” by Sandro Di Nardo, self-publishing, novel
  • “Petali di Sinapsi” by Roberta DeFassi, self-publishing, novel
  • “Virus” by Andrea Brunetti, self-publishing, novel
  • “Storie di Qualunquisti Anonimi” by Enrico Mattioli, self-publishing, novel
  • “Evadne y el valle de las gorgonas” by Diana Al Azem, Dunwich Edizioni, novel
  • “Ibernazione” by Andrea Brunetti, self-publishing, novel
  • “L’aliena” by Roberta Mella-Simion, self-publishing, novel                                                     
  • “Gli spiriti selvaggi” by Andrea De Angelis, self-publishing, novel
  • “In Fondo al Cuore” by Rachel Queen, self-publishing, novel
  • “Punto di non ritorno” by Mario Serroni, self-publishing, novel
  • “Amor de madre” by Fernando Pérez Rodriguez, self-publishing, novel
  • “La Fine del Mondo” by Mario Serroni, self-publishing, novel
  • “L’arte del realizzare il sogno dell’anima” by Georgia Briata, self-publishing, essay
  • “Le foglie del destino” by Enrico Baccarini, Enigma Edizioni, essay
  • “Inmigrantes españoles en Hawaii” by Francisco Javier Albertos, self-publishing, essay
  • “Cody Carter, L’infiltrato” by Emily Cross,  self-publishing, novel
  • “The Vatican Knights” by Rick Jones, self-publishing, novel

For information, details or to request a quote, please contact ivanomingottiautore@libero.it or use the form below:

 

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