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Vi meritate questo shit-publishing? – Il caso Elisa Artemide

Mi sveglio per prendermi un cappuccino in santa pace in terrazza, con il naso all’insù per gustarmi l’aria di lago e fiori di Sirmione, ed ecco che mi arriva il tanfo di letame e sudore e sangue dell’ennesimo alterco-caso letterario-sbudellamento in diretta su Fb. A quanto pare, un’autrice AVREBBE plagiato un’altra autrice; beh, c’è un disastro in atto, la letteratura è in pericolo serio, dovrebbe intervenire la SIAE, ma che dico, gli avvocati, ma che dico, il questore, ma che dico, il Garante, ma che dico, il Pubblico Ministero!

Divaghiamo poco, che sono tutto scottato per colpa della bell’idea di non portarmi dietro la crema solare perché no, figurati se ci scottiamo, alla fine siamo al lago, mica in Liguria:

Elisa Artemide, questo il suo nome (un’illustre sconosciuta per me, e mi sento poco colpevole di questo, vedendo l’elenco e il tema delle sue opere) AVREBBE, secondo una sua lettrice, copiato PARI PARI, ma PARI PARI PARI, interi paragrafi, pagine – addirittura, si mormora, tomi, ma che dico, abiti e calzature, ma che dico, arredamento della casa e mezzi, ma che dico, lo stesso stile di vita – dal libro di un’altra famosissima autrice, Rayne Miller (anche qui mi sento colpevole poco e niente di non conoscerla, vedendo l’elenco e il tema delle opere che, va da sé, sono similari – se non, come qualcuno ASSERIREBBE, identiche – a quelle della prima autrice citata).

Per dovere di cronaca, riporto alcuni dei “sorprendenti” brani “beccati” dall’indomita lettrice, presi dai due libri in questione, Doni rari e preziosi della Miller, uscito a maggio 2015, e Un cuore da conquistare della Artemide, datato giugno 2017.

(il tutto è tratto da una delle recensioni Amazon al libro in questione, che non linko: non faccio pubblicità allo shit-publishing)

ELISA ARTEMIDE:

Davvero? Michael conosce qualcuno a questo party? Penso che dopo tutto non sarà così male come ho previsto. Non vedo l’ora di provocarlo con le sue lamentele al fatto di doverci venire.
«Oh, be’, meglio così. Vorrei conoscerli anche io, ma prima mi serve
dell’acqua. Ho davvero sete dopo la lunga nuotata del pomeriggio. Deve
essere colpa del sale».
«Vieni con me, bella mia, ci penso io a te».
Un’ora più tardi sono pronta ad andarmene, ma sfortunatamente sembra sia l’unica a pensarla così. Michael e la sua vecchia amica Caroline siedono uno accanto all’altra su un divano, ridendo e chiacchierando delle elezioni e di tutto ciò che possa esserci: dalle migliori piste da sci sulle Alpi, alle scarpe di Ferragamo. Sembrano divertirsi molto assieme.

RAINE MILLER:

Davvero? Ethan conosceva qualcuno a questo party? Pensai che dopo tutto non sarebbe stato così male come aveva previsto. Non vedevo l’ora di provocarlo con le sue lamentele al fatto di doverci venire.
«Oh, be’, meglio così. Vorrei conoscerli anche io, ma prima mi serve dell’acqua. Ho davvero sete dopo la lunga nuotata del pomeriggio. Deve essere colpa del sale.»
«Vieni con me, bella mia, ci penso io a te.»
UN’ora più tardi ero pronta ad andarmene ma sfortunatamente sembrava fossi l’unica a pensarla così. Ethan e la sua vecchia amica Carolina sedevano uno accanto all’altra su un divano, ridendo e chiacchierando delle elezioni italiane e di tutto ciò che potesse esserci:
dalle migliori piste da sci sulle Alpi, alle scarpe di Ferragamo. Sembravano divertirsi molto assieme.

ELISA ARTEMIDE:

Manuel mi fa fare un giro della sua villa seicentesca elegantemente
ristrutturata e le numerose opere d’arte presenti mi lasciano di stucco. Ha addirittura adibito un’intera stanza a galleria fotografica. Mentre torniamo alla festa, cerco Michael con il mio drink per tutta la stanza senza riuscire a vederlo nonostante sia più alto degli altri. Mi serve dell’acqua.
«Sta parlando con Caroline e Roger, dei miei amici», mi spiega Manuel, interpretando correttamente il mio bisogno di trovare Michael. «Credo che si conoscessero già».

RAINE MILLER:

Marco mi fece fare un giro della sua villa seicentesca elegantemente ristrutturata e le
numerose opere d’arte presenti mi lasciarono di stucco. Aveva adibito un’intera stanza a galleria fotografica.
Dov’era finito Ethan con il mio drink? Lo cercai per tutta la stanza senza riuscire a vederlo nonostante fosse più alto degli altri. Mi serviva dell’acqua.
«Sta parlando con Carolina e Rogelio, dei miei amici» mi spiegò Marco,
interpretando correttamente il mio bisogno di trovare Ethan, «Credo che si conoscessero già.»

ELISA ARTEMIDE

«Pronti a diventare genitori?», domanda il dottore allegro.
«Sì».
«Ok, può guardare adesso se vuole, Mister Walker», mi avvisa il dottore con quel tono secco che mi dice quanto si stia concentrando sul da farsi.
Mantengo gli occhi su Elen, mentre lui pratica l’incisione, strofinandole il
pollice con la mano, conscio che niente al mondo mi avrebbe mai spinto a guardare un bisturi che incida la sua pelle perfetta. Lei è calma e senza emozioni: non sembra provare alcuna paura, solo una forte determinazione ad andare avanti e terminare. È così sorprendente.
Le donne sul punto di dare la vita sono magnificamente coraggiose nel modo di arrivare in fondo alla cosa e vedere Elen sotto questa luce è qualcosa di eccezionale.
Il suono dei monitor fa da sottofondo a quello degli strumenti medici e ai
movimenti del suo corpo sul tavolo, mentre gli addetti arrivano alla bambina.
«Senti male?», sussurro a mia moglie.
«Non sento dolore, Alex, solo spingere e tirare. È una sensazione strana, ma sto bene». Annuisce, sorridendomi. «Voglio solo conoscere nostra figlia».
«Anche io, mia bellissima, anche io».
«Ci siamo», dichiara il dottore con una certa autorità.
Do un’occhiata oltre il telo e vedo una corona di capelli scuri che esce dalla pancia di Elen, poi un viso accartocciato, dall’espressione arrabbiata per il modo brusco in cui è stato portato in quel mondo di luci e rumori, infine spalle e braccia minuscole e il resto di un corpicino che esce dall’apertura.
L’intero processo dura forse dieci secondi e altrettanto velocemente Lei arriva.

RAINE MILLER

«Pronti a diventare genitori?» domandò Fred allegro.
«OK, puoi guardare adesso se vuoi, E» mi avvisò Fred con quel tono secco che mi diceva
quanto si stesse concentrando sul da farsi.
Avevo mantenuto gli occhi su Brynne mentre lui faceva l’incisione; strofinandole il pollice con la mani, conscio che niente al mondo mi avrebbe mai spinto a guardare un bisturi che affettava la sua pelle perfetta. Lei era calma e senza emozioni: non sembrava provare alcuna paura, solo una forte determinazione ad andare avanti e terminare.
È così sorprendente.
Le donne sul punto di dare la vita erano magnificamente coraggiose nel modo di arrivare in fondo alla cosa e vedere Brynne sotto questa luce era qualcosa di eccezionale.
Il suono dei monitor faceva da sottofondo a quello degli strumenti medici e ai movimenti del suo corpo sul tavolo, mentre gli addetti arrivavano al bambino.
«Non sento dolore, Ethan, solo spingere e tirare. È una sensazione strana, ma sto bene.» Lei annuì sorridendomi, «Voglio solo conoscere nostro figlio.»
«Anche io, mia bellissima, anche io.»
«Ci siamo» dichiarò Fred con una certa autorità.
Diedi un’occhiata oltre il telo e vidi una corona di capelli scuri che usciva dalla pancia di Brynne, poi un viso accartocciato, dall’espressione arrabbiata per il modo brusco in cui era stato portato in quel mondo di luci e rumori, infine spalle e braccia minuscole e il
resto di un corpicino che usciva dall’apertura.
L’intero processo durò forse dieci secondi e altrettanto velocemente… lei arrivò.

ELISA ARTEMIDE – UN CUORE DA CONQUISTARE uscita del 20/6/2017 CAPITOLO VENTISEI Alex «Dottore, cosa sta succedendo? Mi dica qualcosa di utile!». Prendo il medico di turno per il colletto avvicinandolo al mio viso, mentre mi sembra che il cuore mi esploda da un minuto all’altro.«Smettila di maltrattare il dottore e lascia che faccia nascere tuo figlio»,dice Cate calma, liberando il dottore.«Vada con l’infermiera, signore. La preparerà per il parto», dice il medico.«Dovete per forza praticarle il taglio cesareo?», gracchio.«Temo di sì, Mister Walker. La bambina è podalica e non possiamo rischiareche nasca con i piedi. Elen non riuscirebbe a sopportarlo».Michael mi dà una pacca forte sulla schiena. «Starà bene. Smettila di preoccuparti e vai a prepararti».Il dottore mi lascia nell’ingresso e sparisce oltre una porta con la scritta Riservato al Personale.Deglutisco, seguendo l’infermiera nella speranza dinon svenire prima di arrivare dovunque mi stia portando.«Dov’è mia moglie?», domando.«La stanno preparando per l’intervento e le stanno facendo l’epidurale. Ildottor Grey le spiegherà tutto passo per passo durante la procedura. Lei potrà seguire il parto parlandole». Mi sorride amabilmente. «Congratulazioni,papà».

RAINE MILLER – DONI RARI E PREZIOSI uscita del 14/5/2015 «FRED, cosa sta succedendo? Dimmi qualcosa di utile!» Presi mio cognato per il colletto avvicinandolo al mio viso, mentre mi sembrava che il cuore mi dovesse esplodere da un minuto all’altro. «Smettila di maltrattare il dottore e lascia che faccia nascere tuo figlio» disse lui calmo,liberandosi, «Vai con Mary Ellen, ti farà preparare per il parto. Stai per diventare padre, gransignore!» «Taglio cesareo? Davvero, Fred?» gracchiai. «Temo di sì, amico. Il bambino è podalico e non possiamo rischiare che nasca con i piedi.Brynne non riuscirebbe a sopportarlo.» Mi diede una pacca forte sulla schiena. «Starà bene. Smettila di preoccuparti e vai a prepararti.» Fred mi lasciò nell’ingresso e sparì oltre una porta con la scritta Riservato al Personale. Deglutii seguendo Mary Ellen nella speranza di non svenire prima di arrivare dovunque mi stesse portando. «Dov’è mia moglie?» domandai. «La stanno preparando per l’intervento e le stanno facendo l’epidurale. Il dottor Greymont le spiegherà tutto passo per passo durante la procedura. Lei potrà seguire il parto parlandole.» Mi sorrise amabilmente, «Congratulazioni, papà.»

 

Allora, tralasciando il fatto che uno dei due libri è pubblicato, e da Corbaccio, editore iscritto regolarmente a Siae (e che quindi l’autrice dell’autopubblicato rischia seriamente, NEL CASO, una denuncia per plagio da Corbaccio e la richiesta di restituzione dei guadagni sommata a una bella multozza), analizziamo punto per punto le mie opinioni in merito.

Punto primo: senza il self-publishing questo non sarebbe mai successo. O MEGLIO, il self-publishing ha certamente influito.

Avete presente quelle clausole GRANDI COSI’ nei contratti che gli editori mandano agli autori e che dicono SI AFFERMA CHE L’INEDITO E’ FRUTTO ESCLUSIVAMENTE DELL’INVENTIVA DELL’AUTORE E NON E’ MAI STATO PUBBLICATO O DIVULGATO IN QUESTA O ALTRA FORMA?

Ecco, appunto. Un editore, NEL CASO, si sarebbe subito sganciato dalla polemica di oggi, avrebbe fatto il culo a quattro all’autore e probabilmente avrebbe sommato denuncia a denuncia (per mancato rispetto del contratto). Ora c’è da chiedersi: Amazon Direct Publishing è un editore, e in quanto tale POTREBBE passare a denuncia? Staremo a vedere. NEL CASO (oh, si sa mai, dicono che questa abbia il gratuito patrocinio, e io non ho soldi da buttare in avvocati).

Chiaro che, senza un contratto minimo da rispettare, uno fa un po’ il cazzo che gli pare. Anche copiare.

Punto secondo: gli pseudonimi e il self-publishing

Ora: cosa vieta ai lettori, dopo questa polemica, di pensare che la cara Elisa, autrice sotto pseudonimo, NON SIA anche Clara, ed Elisabetta, e Gina, e ABBIA, nel caso, copiato e venduto altri dieci, cento, mille romanzi? E cosa vieta, IN CASO DI PLAGIO, a un’autrice sotto pseudonimo di crearne uno nuovo e lavarsi via di dosso l’etichetta dell’autrice colpevole?

Punto terzo: il libro scelto per il plagio

Diciamocelo: non è che stiamo parlando di capisaldi della letteratura. Stiamo parlando di merda. Ma di merda nel vero senso del termine. Di quei libri che meglio gli Harmony, che Cento colpi di spazzola scansati, che in confronto Volo è Leonardo Da Vinci. Cioè, non me ne vogliate: libri per analfabeti.

D’altronde, con tutta la ragione che posso dare a lettrici incazzatissime per aver scoperto una cosa simile (e aver quindi, NEL CASO, la conferma di esser state prese per il culo da mesi), leggiamoci un po’ i commenti al fatto avvenuto, o anche solo le altre recensioni su Amazon: errori grammaticali, sintattici etc etc a profusione. Robe da quinta elementare scarsa. Tipo che D’Annunzio non si volta nella tomba, ci rotola dentro stile Fidget Spinner (così facciamo anche moda, dai).

Se leggete Shitpublishing e non vi accorgete che questi libri sono tutti tutti tutti uguali, tanto che MAGARI sono DAVVERO tutti tutti tutti uguali (virgole e scene comprese), allora il problema siete voi. Sincero: come fa un libro di merda del genere ad aver preso 29 volte 5 stelle su 5? Ma serio? Ma avete mai letto un libro vero?

Punto quarto: qui siamo in presenza di un genio

Ci ho pensato su, e alla fine mi rendo conto che, forse, NEL CASO (ehm ehm) siamo davvero davanti alla più grande impresa nella letteratura italiana degli ultimi decenni: una presa per il culo globale.

Del tipo: questa gente legge merda? Bene, diamogli la merda che merita.

Cioè, seriamente, pensateci: questa persona (magari è un uomo, alla fin fine) si SAREBBE messa a COPIARE interi brani di un libro GIA’ pubblicato, stile puzzle, scegliendolo con cura tra altre migliaia, AVREBBE QUINDI POI confezionato una copertina con mezzo busto di un mezzo cretino nudo e poi clic, caricato il tutto, SE NE SAREBBE STATA lì ad aspettare che il mondo si muovesse da sé, che le mosche venissero alla merda, attratte dal profumino. Un genio. NEL CASO, pensava e sapeva che quasi nessuno se ne sarebbe accorto. Anzi, correggo: non fosse stato per quella lettrice che aveva appena letto il libro ‘copiato’, beh, sicuramente nessuno se ne sarebbe accorto. Davvero!

E se fosse stato, NEL CASO (coff coff), un esperimento, un gioco? Se fosse stata tutta una messa in scena per dimostrare che sì, la gente legge merda, la gente legge schifezze, e quindi si merita di essere presa per il culo? Beh, chapeau, devo dire, solo e soltanto chapeau.

Magari lui/lei è lì, NEL CASO EH, davanti allo schermo, che se la ride sotto i baffi mentre 4 gatti si scannano e imprecano per un libro che non esiste né è mai esistito e contro una persona che non esiste, che non è mai esistita e che non esisterà mai.

Insomma, in fin dei conti, tutta la mia stima per chi ha scoperto l’inghippo, ma, fosse stato davvero un esperimento, beh, mi alzo in piedi per dieci minuti d’applausi all’autore/autrice fantasma. Che tanto, quei dodici euro che avete buttato per quella merda li avreste buttati per altra merda, detto sinceramente. Mica ci avreste comprato un libro decente: voi, un libro decente, nemmeno sapete cos’è.

Ah, buona lettura eh

Ivano

ps. io avviserei Amazon, Corbaccio e la Miller, tanto per. Giusto per gustare, da dietro lo schermo, quei 4 gatti che si ammazzano tra loro – che stavolta può essere il vostro turno, alla faccia sua, NEL CASO EH. NEL CASO. NEL. CASO. Ah, altra cosa: io andrei, fossi in voi, a esaminare anche i vecchi libri. Sia mai, MAGARI, e dico MAGARI, non è una cosa nuova, è una roba partita in modo graduale, da lontano. Magari con altri pseudonimi. Dateci un occhio, ecco (io evito, la merda non mi piace nemmeno vederla da lontano)

pps. Punto quinto: cosa ho scoperto dopo

E niente, a quanto pare, la sedicente autrice AVREBBE copiato brani anche dalla “famosissima” Penelope Douglas (ah beh) e da una fantomatica Abbi Glines. NON AVREBBE mai chiesto scusa (che ci starebbe anche, in accordo al mio punto quarto) e AVREBBE addirittura minacciato querela per diffamazione (a quanto pare) chi l’ha beccata. E, punto finale, AVREBBE detto di essere protetta da patrocinio legale gratuito e AVREBBE cancellato ogni traccia e bloccato i suoi detrattori, tenendo così all’oscuro, in teoria, i propri lettori. Allora no, qui non siamo proprio in presenza di un genio. No, direi di no. NEL CASO FOSSE VERO, ma NEL CASO, EH (ehm ehm coff coff) più di una bambinata, di una grande cazzata dopo cui non si sa che fare, perché il casino è molto più grande di quanto si credeva potesse essere. Tanto, chi mi becca? E poi, se mi beccano, che vuoi che mi facciano? Ecco, immagino tutti gli insulti che la suddetta POTREBBE AVER ricevuto. Insomma, non c’è bisogno che ve li elenchi io, no? Ah, c’è? Ma andateveli a cercare, no? Ah, autrice originale e editore sono stati poi avvisati. Prevedo cazzi amarissimi. D’altronde, io ero già davanti allo schermo con i pop corn, pronto a vederli scannarsi. Vi avevo avvisati, no? Bon apetit!

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