Il paese dei poveri

IL PAESE DEI POVERI: Recensione di Bostonian Library

Ringrazio Bostonian Library per questa bella recensione, che vi riporto qui sotto:

Considerazioni.
Il romanzo in questione si pone nel filone distopico che tanto mi piace leggere, ma senza rinunciare a grandi tematiche di spessore come la povertà e la relativa segregazione e discriminazione di coloro che si trovano a vivere miseramente senza nulla possedere.

Il protagonista di questa storia, Achille, è infatti un uomo che non possiede molto, è un povero, un soggetto che in una società che punta sull’implementazione delle risorse, sull’incremento della produttività per il raggiungimento di una ricchezza sempre maggiore, non conta nulla e su cui nulla si può puntare.
E’ una vita da emarginato quella che spetta ad Achille, il quale non lavorando non si può concedere quanto spetta normalmente a coloro che sono invece produttivi e necessari nelle maglie della società.

La storia, seppur non molto lunga, si presenta interessante e grazie anche allo stile particolare di Mingotti riesce a incentrare tutta la narrazione in modo da catturare l’interesse del lettore introducendolo direttamente nella visuale e nei panni di Achille, cercando di portarlo il più possibile nel suo vissuto e con lui a conoscere la situazione estremamente agosciosa del suo vivere, che appare sin da subito veramente molto difficile.

L’intento dell’autore è palesemente rivolto non tanto ad indagare la situazione dei poveri, quanto piuttosto portare nei panni dei soggetti esterni, quelli che osserivano i più poveri, coloro che non hanno idea di quello che la condizione, di ciò che comporta la situazione di povertà.
E’ un romanzo complessivamente interessante e atto a sensibilizzare sul tema preso in considerazione, ma devo confessare di aver trovato il romanzo decisamente molto lento. Mi è davvero dispiaciuto perchè la storia è interessante e Mingotti riesce ad emergere sempre per uno stile che cattura, con argomentazioni importanti, passaggi e riflessioni che sfiorano il poetico, ma la lentezza ha davvero avuto grande parte di questa lettura, facendomela apprezzare molto meno di quanto avrei potuto.

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L'angolo delle recensioni

L’ANGOLO DELLE RECENSIONI – FEBBRAIO 2015

Ecco le pagelle dei tre libri che hanno giocato nello scorso incontro di gennaio

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Daniel Pennac – Come un romanzo – 6,5

Buon gioco di gambe, bel dribbling e fraseggi, ma come al solito poca costanza in partita. Un giocatore che latita, molto fronzoli e poca concretezza. Comunque una partita ben giocata, sulle giuste zolle di terra. Finora, la sua migliore. E non è un gran complimento.

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Sergio Cioncolini – Andava a veder morire i piccioni – 7

Ottimo centravanti questo cioncolini: segna sempre, con semplicità e concretezza. L’attaccante che la mette dove te l’aspetti, ma con una forza tale da non lasciarti scampo. Ottima partita per questo giocatore, che ha dato sfoggio di tutta la sua esperienza.

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Franz Kafka – La metamorfosi e altri racconti – 7

Un regista di centrocampo sublime, che fa giocate che mai ti aspetteresti e lascia meravigliati. A volte ci si deve fermare per rivedere l’azione, con più precisione, nei dettagli. Magnifico giocatore, che ha ancora moltissimo da dire. Un fenomeno, in questa partita.

Alla partita di marzo, quindi: non vediamo l’ora di veder scendere in campo i prossimi giocatori!

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