Cosa ne pensa un autore..?

COSA ASPETTARSI DA UN EDITORE PICCOLO/MICRO

Molti di voi sono alle primissime armi, e probabilmente non hanno né pubblicato, né mai parlato con un editore. Ecco perché oggi parleremo della piccola editoria (o micro), quella più ricettiva e disponibile verso gli emergenti/esordienti, e di cosa aspettarsi da una pubblicazione di questo tipo.

  1. INVIO OPERA, VALUTAZIONE

Notoriamente i piccolo/micro editori sono più accessibili per gli esordienti: molto spesso invitano all’invio di opere direttamente dal proprio sito, fornendo una mail o un indirizzo. I tempi della valutazione sono mediamente gli stessi per tutti: dai 4/5 mesi fino all’anno. Pochi vi forniranno una vera e propria scheda di valutazione, molti accetteranno in base alla vostra popolarità o ai bacini di pubblico a cui potreste attingere (in poche parole, più siete vendibili e meglio è). Il contenuto dell’opera è ovviamente fondamentale, ma aspetto molto importante sarà, appunto, la vendibilità: ricordatevi che anche i piccoli devono sopravvivere vendendo.

2. CONTRATTO

I contratti saranno dei più disparati: dalle 2 paginette in cui si parla vagamente di ogni aspetto, precisando però per bene qual è la portata dei vostri diritti d’autore, alle 10 pagine piene di postille. Alcuni piccoli editori cercheranno di limitare il più possibile l’esborso dei diritti d’autore attraverso postille come “copie minime vendute”, “ammontare totale superiore a”, etc etc, altri proporranno sconti per la vendita di copie direttamente all’autore, e così via. Insomma, il nocciolo è che, in qualche modo, loro cercheranno di rientrare della spesa, come normale, anche in caso di flop.

3. EDITING

Anche per l’editing vale il discorso fatto per il contratto: l’editore potrà essere molto preciso, valutando forma e contenuto in più fasi e con più persone, oppure potrà delegare all’autore l’intero processo della correzione e della formattazione del testo. Insomma, dipende. Ricordatevi che più piccolo è l’editore, meno soldi girano, e quindi meno professionisti ci sono per curare il testo e per tutti gli altri processi produttivi e promozionali.

4. COPERTINA

Rare volte il piccolo editore avrà un grafico di buon livello a occuparsi della copertina. Vi suggerisco, per questo, di guardare agli altri titoli dell’editore con cui dovete firmare e di farvi un’idea voi stessi. Molto spesso si tratterà di immagini comprate in Stock sul web o, addirittura, verrà fatta direttamente richiesta all’autore di una possibile copertina, o un aiuto nel farla.

5. STAMPA

Con la stampa digitale, genericamente la prima tiratura del vostro libro sarà bassa (50, 100 copie massimo), proprio per tutelare il piccolo editore da grosse perdite. La qualità della stampa dipenderà dalla bontà del tipografo scelto e dal prezzo di copertina finale (ricordate che il tipo di carta, il tipo di stampa etc. hanno un diverso costo, cosa che va a influire sulle decisioni dell’editore).

6. PROMOZIONE

Non aspettatevi un grande aiuto per quanto riguarda la promozione: il piccolo editore non ha a disposizione grosse somme per la pubblicità, e nemmeno una fitta rete di contatti.  Nel migliore dei casi, proporrà schede del libro a librerie, biblioteche, enti, recensori, giornali, etc etc, contattandovi per capire se siete disponibili a fare presentazioni o eventi, quante, dove, e cercando con voi di organizzarne. Difficilmente in proprio allestirà una vera campagna promozionale: la cosa costa parecchio, e le risorse, come detto, sono limitate. Nel peggiore dei casi, invece, non farà assolutamente niente: stampato il libro, aspettatevi, in molti casi, di non sentire più l’editore, e che tutto sia nelle vostre mani.

7. DISTRIBUZIONE

La distribuzione costa anche più della promozione: il piccolo editore si appoggia prevalentemente a piccoli distributori, se non addirittura alla sola distribuzione online. Aspettatevi problemi anche sul versante Amazon: il colosso online ha infatti preso una linea decisa nei riguardi dei piccoli editori e difficilmente vi permetterà di vedere il vostro libro sempre disponibile sulla piattaforma. Più probabile Ibs (con tempi di invio e ricezione biblici, tranne in pochi casi).

8. RENDICONTO E SALDO

Anche qui aspettatevi di tutto: nel migliore dei casi una rendicontazione (la comunicazione del numero di copie vendute) precisa e trasparente, nei tempi convenuti, con un saldo dei diritti onesto; nel peggiore, l’assenza di comunicazione nonostante venga imposta dal contratto, il mancato saldo dei diritti, etc. etc.

 

Ecco tutto ciò che dovete sapere sui piccoli/micro editori. Se avete dubbi sul procedere o meno con una pubblicazione di questo tipo o scegliere invece un’autopubblicazione, vi invito a leggere i miei articoli in merito.

E buona lettura a tutti!

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Cosa ne pensa un autore..?

Perchè smettere di pubblicare con piccole o mediopiccole case editrici conviene (assai)

Parliamoci chiaro: se avete già pubblicato (senza pagare, è chiaro) lo avete fatto con piccole, o mediopiccole case editrici. Non credo siate tanto fortunati da aver pubblicato con grandi (se è così, touché. E vorrei conoscere la vostra esperienza. YOUFEEEEEEL NON CONTA). Ora, ammettiamolo, buttiamo la maschera e diciamocelo chiaramente: cosa hanno fatto questi editori per i vostri libri? Vi devo rispondere seriamente, o sappiamo già tutti la risposta?

Posso sembrare un po’ ipocrita, perché anch’io gestisco una collana editoriale di un piccolo editore, MA, e c’è un bel MA, a me piace essere corretto e diretto con i miei autori. Dico subito cosa ci aspetta, come ci muoveremo, cosa posso dare io e cosa possono dare loro, quanto o meno gli convenga. Altrimenti, sarei scorretto. Metto subito in chiaro, insomma, un bel piano promozionale: che poi sia un piano piccolo, minuscolo, rispetto alla grande editoria, è ovvio. Puntiamo alle 50, 100 copie, e quel che viene viene.

Ma torniamo a bomba: quanto hanno fatto per voi gli editori con cui avete pubblicato?
Quanti contatti vi hanno passato? Quanta promozione han fatto ai vostri libri? Quanto hanno distribuito? Quanto NON vi hanno tartassati per farvi muovere, per farvi promuovere?

Diciamocelo subito: se devo andare da un editore piccolo per far quello che farei con un’autopubblicazione, forse è meglio che autopubblichi. Perché? Perché se un editore non promuove, ma devo promuovere io; se un editore non sceglie il testo della quarta, ma lo devo scegliere io; se il pubblico non lo trova lui, se non trova il target, se non muove un dito, ma lo devo fare io; se sceglie la copertina ma è orrenda, perché tanto vende l’autore, non certo il mercato; se non sceglie la copertina, ma me la devo fare io; se non fa promozione su facebook, né a pagamento né non, e la devo fare io; se non cerca recensioni, non cerca contatti, non cerca giornali da contattare, ma lo devo fare io; se è talmente piccolo, o comunque mediopiccolo, e nessuno lo conosce, tanto che la gente che ti trova in libreria ti chiede “quanto hai pagato per pubblicare?”, che è come dire che NON hai pubblicato con NoEap se loro non lo sanno; se sul contratto scrive una cosa, ma non ne rispetta mezza: BEH, ALLORA L’AUTOPUBBLICAZIONE E’ MEGLIO.

Perché non c’è alcuna autorevolezza in un marchio editoriale sconosciuto: il segnalino al centro della copertina, in basso, col nome dell’editore, non favorisce in alcun modo voi, a meno che non sia un simbolo conosciuto e riconoscibile. Tantovale ficcarcene uno voi, palesemente finto e senza rimandi, e avrete lo stesso effetto.

Perché chiariamocelo: se dopo cento mail in cui l’editore vi spinge a leggere i libri degli altri autori di collana, o a comprare i vostri stessi libri a prezzo scontato, o vi chiede con insistenza cosa farete per promuovere, VOI non rispondete “e voi, cosa state facendo?”, gli scemi siete voi.

Quindi, uno spassionato consiglio: autopubblicate e toglietevi almeno il peso e l’ansia di dover compiacere qualcuno che da voi ottiene e basta.

Io comincerò dall’anno prossimo, quando e come ne avrò voglia. Per i miei parenti, i miei conoscenti, che tanto i lettori sono quelli, lo sappiamo bene. Poi vi farò sapere, nel caso.

E buona lettura.

Ivano

ps. se volete riportarmi le vostre esperienze a proposito, sono tutt’orecchie.

pps. chiaramente come gestore di collana non faccio nulla di tutto quello che ho riportato.

ppps. per chi volesse provare la promozione facebook: è inutile a basse cifre. E ad alte non recuperate la spesa. Tantovale fare volantinaggio, che è comunque buttare denaro, ma senza l’angoscia della mancanza di risultati in classifica Ibs o Amazon.



 

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