Cosa ne pensa un autore..?

PERCHE’ Editoria A Pagamento E’ SINONIMO DI IMMORALE

Giusto ieri, girovagando tra i vari siti che devo visitare per la mia attività di curatore di collana editoriale presso Amande Edizioni, mi imbatto in uno strumento di calcolo preventivi per stampa di libri, creato da una tipografia, dedicato agli editori interessati. Perché ve ne parlo? Eccovi spiegato, in breve, il motivo:

Un editore (generico: eap, non eap, doppio binario; ad ogni modo, un piccolo editore, a bassa tiratura) genericamente parte con una tiratura di 50, 100 copie, per poi ristampare (con stampa digitale) le copie necessarie alla distribuzione o alla vendita. Un editore a pagamento, giusto per introdurre l’argomento, stampa invece circa 100 copie, che invia poi direttamente all’autore (o un numero copie similare, insomma) appena siglato il contratto e ricevuto il pagamento (dall’autore stesso).

Vi chiederete: quanto costa, a un editore, stampare una cinquantina di libri da 150 pagine di media?

Lo volete davvero sapere? Bene: 150 euro. No, avete capito bene. 150 euro per 50 libri. Diventano quindi, supponiamo, 300 per 100 libri.

Ora, mettiamoci anche il costo del bollino isbn (intorno ai 50 euro di costo sul numero di copie complessivo, che può quindi essere cinquanta ma anche diecimila); arriviamo a 200 euro per 50 libri, 350 per 100 libri.

Mettiamo da parte il fatto che, quindi, uno potrebbe essere tentato di aprire un editore, a questo punto (ma mancano i prezzi della burocrazia, del personale, delle tasse, etc). Concentriamoci invece su un altro aspetto: un editore a pagamento chiede all’autore dalle 1.000 alle 6.000 euro. Per, mediamente, 100 copie, appunto. Il guadagno netto è assolutamente immorale, e tutto a carico dell’autore: parliamo di cifre che, senza mettersi sul mercato, vanno dai 650 ai 5.650 a titolo pubblicato. Sull’unghia.

Ora, è chiaro a tutti come questo meccanismo non abbia alcun senso, alcuna giustificazione: nemmeno quella del ‘ma così il rischio d’impresa è condiviso, o quantomeno non ce l’ho nemmeno, io editore’. No, qui si parla proprio di sfruttamento vero e proprio.

E voi, che vi affacciate per la prima volta al mondo editoriale: volete essere sfruttati?

Se avete osservazioni, domande, pensieri vostri, lasciateli pure qui sotto: risponderò volentieri.

ps. sì, una mezza idea di aprire un editore ce l’ho avuta anch’io, leggendo i dati, quindi state tranquilli, non siete i soli XD

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Cosa ne pensa un autore..?

COSA NE PENSA UN AUTORE..? – LA PROMOZIONE

Allora ragazzi… il post che avevo pensato di scrivere era diverso, ma dopo attente riflessioni, ho deciso di ripensarci su, e dare a tutti una cosa utile, anzi, direi necessaria.

Eccola: non fatevi mangiare vivi dall’ansia di promuovervi.

Il mercato italiano vi divora, vi mangia vivi, e pensate che solo spremendovi come un limone potete raggiungere i risultati. Sbagliato. Nemmeno spremendovi come un limone raggiungerete il grande pubblico.

Non faccio questo per demoralizzarvi, ma per aprirvi gli occhi, e per prendere la letteratura e lo scrivere come dev’essere presa, e cioè: come una passione. Non un passatempo, non un hobby, ma qualcosa che vi piaccia e che fate solo perché vi piace.

Non badate ai numeri, tenete lontana l’ansia che vi mettono addosso gli editori per le poche copie vendute, o per l’opinione che hanno degli autori (“non si danno mai da fare”): chi deve fare promozione sono in primis loro. Voi fate del vostro, ovviamente, contribuite, ma non esauritevi, perché non c’è una sola via utile al raggiungimento di questo fine:

– facebook non funziona: i vostri contatti potrebbero interessarsi ai vostri lavori, ma essendo conoscenti non li compreranno. Magari vi faranno complimenti, ma saranno di circostanza. Sono poche le persone che possono davvero sostenervi tra i vostri contatti, anche ad averne migliaia. E, soprattutto, un ”amico” di fb stressato più volte tende a non sentire più ciò che dite.

– anobii non funziona: anche cercando i lettori uno per uno, e ottenendo migliaia di contatti di gente che vi ha letto e vi apprezza, e inviando poi, a questi contatti, anteprime o dati, non otterrete nulla: chi vi ha letto lo ha fatto per farvi un favore, spesso, e spessissimo in forma gratuita (da parte vostra, soprattutto, e loro). Saranno pochissime le persone disposte a spendere, anche con MIGLIAIA di contatti. Ve lo dico per esperienza personale (6500 contatti. Risultato: 15 copie vendute contattandoli)

– youtube non funziona: la gente non guarda video lunghi e in cui doversi concentrare. E men che meno video sulla letteratura. La gente che guarda video sulla letteratura spesso FA letteratura, quindi raramente potrà finanziarvi.

– le presentazioni non funzionano: pochissima gente va a vedere presentazioni, e di questi solo un numero minuscolo compra poi il libro. Ve lo dice chi gestisce un’associazione che fa presentazioni. Fate voi.

– lo spam non funziona: la gente è ormai impermeabile a qualsiasi stimolo conosciuto. Fatevene una ragione.

In poche parole: NON perdete la testa dietro alla promozione. Fate con calma e per passione, lentamente, coi vostri tempi, e nei luoghi che ritenete più opportuni, tenendo bene a mente che, in primis, dovete arricchirvi nel cuore, e non nel portafoglio, e divertirvi. Le copie vendute sono un problema dell’editore, non vostro: a voi sta creare un libro di qualità, di cui siate fieri, e che arricchisca di esperienza la gente a cui arriva.

E, soprattutto, a voi sta godere del dono della scrittura.

Se scrivete per essere letti da tanti, riponete subito la penna.

Insomma, prendete la vita meno ansiosamente ( e ve lo dice uno che ha una fissa d’ansia incredibile, e un’ossessività nelle cose a dir poco spaventosa ).
E, come diceva qualcuno, poco poeticamente, SCIALLA.

Scrivete per voi, e per dare qualcosa.

Ma non aspettatevi mai, mai, di vendere in Italia.

Un abbraccio forte. E ricordate: fate cose per cui, alla sera, nel letto, possiate sorridere e di cui andare fieri.

Ivano Mingotti

https://i1.wp.com/marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/01/vendere-on-line.jpg

ps. giusto per questi motivi, d’ora in poi mi prenderò un bel pausone dalla letteratura e dallo scrivere. Meno promozione serrata, più tranquillità. Per carità di Dio, continuerò a farlo, nel mio piccolo, ma senza ammazzarmi. Se mi vedete meno in giro, sapete il perché.

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Cosa ne pensa un autore..?

COSA NE PENSA UN AUTORE..? – Perchè diffidare dalla pubblicazione con acquisto copie.

Il discorso è molto semplice.

Esiste la pubblicazione “free”, che non chiede contributo all’autore, in nessuna forma, per il suo romanzo.

Esiste la pubblicazione “con contributo”, che chiede un contributo minimo all’autore, parziale delle spese, per il suo romanzo.

E poi, esiste la pubblicazione a pagamento.

Ora, veniamo al dunque.

Molti editori (non riporto nomi) si considerano “non a pagamento” per il semplice fatto di non chiedere direttamente la somma all’autore che vuole pubblicare, ma un generico “acquisto copie”. Spesso sono editori medio-piccoli, e da qui – seguite il ragionamento – deve venire il diffidarne:

se l’acquisto copie obbligatorio, per l’autore, va dalle 50 alle 100 unità, è molto probabile che questa somma sia l’intero numero di copie stampate in prima edizione.

Cosa vuol dire?

Che se io, editore che mi definisco “non a pagamento”, ti chiedo, per la pubblicazione, SOLO di comprare 100 copie, ebbene, ti sto chiedendo di coprire il costo nudo della stampa di TUTTE le copie del tuo libro.

Non di una parte, non di una percentuale, ma di TUTTO.

Non me la sto prendendo con gli editori a pagamento, né con gli editori a contributo: semplicemente questo è un dato da esporre a chi è incerto sul da farsi.

Ripeto: se pubblicate con acquisto copie obbligatorio, state, nella maggior parte dei casi, PUBBLICANDO A PAGAMENTO.

Cheers.

Attendo vostri commenti 😉

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