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Pensieri sparsi – sull’impossibilità di promuoversi

E no, non è uno di quei post di autori frustrati che non sanno proprio dove sbattere la testa perché ODDIO, NESSUNO LEGGE IL MIO LIBRO. Il fatto invece è un altro: mi chiedo, sinceramente, quanto sia conveniente promuoversi, o meglio, promuoversi in un certo modo.

Parliamoci chiaro. Sono bloccato in casa da quasi tre mesi per una bruttissima tendinite al ginocchio che non vuole saperne di passare (roba da non riuscire a piegarsi, vai a capire perché. Finora sono passati medici, ospedali e terapie di tutti i tipi, ma in tre mesi risultati scarsi). E insomma, forse mi è stato utile come periodo di riflessione, perché mi chiedo sempre più se valga la pena promuoversi in prima persona, fisicamente, nelle librerie.

Sì, parlo proprio di firmacopie e presentazioni.

Verissimo, una promozione con firmacopie fatta bene può portare, nel lungo periodo, anche a un centinaio abbondante di copie vendute. Parlo di eventi settimanali o bisettimanali, spesso per un pomeriggio, una mattinata o un’intera giornata, stando in libreria a presentare il proprio libro. Il punto è, appunto: ne vale la pena?
Vale la pena girare per mesi, libreria per libreria, per cento lettori? Che poi ok, il libro lo comprano, ma siamo sicuri che lo leggano? E faranno o meno passaparola? Cioè, parliamo di numeri troppo esigui, troppo, soprattutto se messi a confronto con L’ENORME riscontro che ti dà anche una semplice pubblicità via Fb (sì, di quelle a pagamento).

Confrontiamo i costi, per capirci meglio. Diciamo che restiamo nel nostro circondario, quindi facciamo firmacopie entro una ventina di chilometri (abbondiamo, trenta). Usiamo il treno, per risparmiare. Magari un bel panino al sacco. 7 euro a evento, così, se ne vanno. Per 4, 5 eventi (facciamo 4 1/2 per misurare una media) fanno quasi 35 euro. Ecco, con 35 euro si fa una campagna pubblicitaria su facebook dignitosa, scarsina, ma che dà risultati diretti. Commenti, mi piace, possibili lettori interessati. Alla fine del mese dei famosi quattro eventi, invece, avremo speso 35 euro per la vendita di un numero di copie (se ci va bene davvero) sotto la quarantina. Siamo buoni, 40, dai.

Se facciamo due calcoli, ci saremo proposti o fatti vedere, in libreria, circa da quattrocento, massimo seicento clienti potenziali (di cui appunto 40 hanno davvero comprato). Ci hanno ‘visti’, quindi, circa 600 persone.
Comodamente da casa, con una promo fb da 35 euro, abbiamo già superato abbondantemente i 600 clienti potenziali. Che poi nessuno abbia comprato, è un’altra cosa.

Il punto è capire PERCHE’ si promuove in libreria. Per sfondare? No di certo, cento copie vendute sono un buco nell’acqua. Per guadagnare? Spesso il guadagno copre appena il costo del viaggio. Per visibilità? Allora tanto vale utilizzare un modo migliore, la promozione facebook.

Terribile, certo, ma quando hai tanto tempo per riflettere, giungi anche a queste conclusioni. Quindi ecco, di sicuro sono impossibilitato, oggi, a fare la mia solita promozione in libreria – quanto meno per ora – visto il mio povero, maledetto ginocchio. Ma mi chiedo quanto sia utile tornare a farla, quali vantaggi porti, quali benefici. A parte conoscere belle persone (i librai che reggono questo sistema sbilenco  fatto di tanta offerta e poca domanda) e passare il proprio tempo tra i libri.

Non so, comincio a pensare che la promozione in libreria sia più un tentar di illudersi, un cercare di convincersi, sentendocisi a casa, che i libri siano il nostro ambiente naturale. D’altronde, un autore dove dovrebbe stare?
Beh, forse a casa…

Dilemmi.

Voi che ne pensate?

Dal mio ginocchio è tutto, linea allo studio

Ivano

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Altro, Cosa ne pensa un autore..?

COME PROPORSI ALLE LIBRERIE – per autori

Il primo passo per promuovere il proprio libro, per un autore, è senz’altro il passaggio obbligato dalle librerie; in fondo, sono proprio le librerie a reggere tutto il sistema libro, sono le librerie il posto in cui i libri davvero si vendono – e non certo internet – e sono le librerie il posto in cui l’autore può davvero sperare di farsi conoscere. Il difficile, per tanti, però, è: COME CI ARRIVO IN LIBRERIA?

Prima di tutto, va detto che il contatto con la libreria non vi pioverà dal cielo (né dall’editore, dato che i libri si distribuiscono in libreria tramite distributore): se volete finire a promuovere il vostro libro in libreria, dovrete cercarvelo. Questo non vuol dire andare in giro con il naso all’insù a cercare, tra le vetrine di tutte le città d’Italia, l’insegna Libreria, ma, più semplicemente, usare gli enormi mezzi che, fortunatamente, la rete ci mette a disposizione.

Primo passo, quindi: Google Maps. Cercando ‘Libreria vicino a..(casa vostra)’ troverete tanti, ma davvero tanti riferimenti per contattere le varie librerie: indirizzo, spesso sito, a volte indirizzo mail, ma, cosa più importante, NUMERO DI TELEFONO.

Ora, non staremo qui a sindacare cosa sia meglio fare in libreria per promuovere il proprio libro (se presentazione, o libro a scaffale, o firmacopie. Beh, molto meglio firmacopie, ma vabbé), ma ci addentreremo piuttosto sul come poter instaurare una comunicazione con la libreria stessa.

Punto primo: usate SEMPRE E SOLO il numero di telefono. Usate la mail SOLO ED ESCLUSIVAMENTE  se vi viene richiesto. Perché? Perché i librai ricevono tonnellate e tonnellate di mail da gente che non ha voglia di alzare la cornetta, e spesso le tonnellate di mail non possono essere tutte tutte lette. E poi, sinceramente, chiamare è molto più umano, molto più educato e molto più vincolante: una risposta, ad ogni modo, la avrete per forza.

Punto secondo: siate gentili. Ricordate che dall’altra parte della cornetta ci sta una persona, e non un mezzo per farvi vendere libri. Rispondete e chiedete garbatamente, che la risposta sia positiva o meno. Con la gentilezza, si ottiene tutto. E un autore più gentile è più simpatico, quindi più ‘vicino’.

Punto terzo: siate autorevoli. Non arroganti, sia chiaro, ma cercate di non sembrare appena usciti dal grembo materno, o gente che ha pubblicato per miracolo e che non sa che pesci pigliare. Insomma, fate capire che avete anche voi la vostra bella esperienza, perché conta tanto: un autore che sembra un pivello viene messo in ultima fila in lista d’attesa, se una fila c’è, e un autore che non ha l’autorevolezza per mostrarsi al telefono si immagina non ce l’abbia nemmeno di persona: quindi perché tentare di promuovervi?

Punto quarto: siate sintetici. Se dovete dire di che libro si tratta, riassumetelo in poche parole, o frasi: una telefonata lunga è una telefonata fastidiosa, e un autore che tiene troppo al telefono è un autore antipatico: c’è da lavorare, in una libreria, in fondo.

Punto quinto: non siate fastidiosi. Se vi si chiede di richiamare più avanti, richiamate più avanti davvero. Ma non di qualche ora, magari di qualche giorno. Non assillando il libraio sembrerete in primis più occupati, quindi più autorevoli, più umani, in quanto interessati a non infastidire e lasciar lavorare, e più educati, rispettando i tempi altrui.

Date sempre del lei a meno che non vi venga richiesto di dare del tu. E poi, siate amichevoli al primo incontro in libreria, ma senza sbrodolare: il libraio è un essere umano, ma non è vostra sorella.

Se riuscirete a seguire questi consigli, saprete entrare nel circuito delle librerie e… chissà, magari un giorno vi incontrerò tra gli scaffali.

Io, per mio conto, posso dire di aver conosciuto tante persone splendide tra i librai, che vi invito a conoscere.

E, come sempre, buona scrittura

Ivano

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