Momento Poesia

UN NOI, di IVANO MINGOTTI

Lingue di fuoco
e satiri alle foci dell’oriente,
quando guardando l’alba pensi
meraviglia

Avevi un cuore tremulo,
che si piegava ad ogni vibrare di vento

Io avevo solo una pala,
un legno
e tanta pece,
e preferii farmi una strada che una casa

Vivemmo come i salici vivono,
tendendo sempre i rami a terra
e mai al cielo,
respirando l’aria bassa
per il timore di bruciarsi troppo

Cogliendo ogni giorno i frutti amari
delle contraddizioni,
saltando a piè pari i dolori dell’altrui
per non doverci fare troppo male

Avevi mani fresche,
e sazie di sospiri
e mi tenevi in mano
come fossi sacro.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

TURBOLENZE, di IVANO MINGOTTI

L’illusione di potersi dire vinti
nella più recondita delle ipotesi
è solo una parvenza,
la falsità che cela qualcosa di più profondo,
e tetro,
e denso

Veniamo al mondo come fiori
per vivere come turbanti, tragedie e fuochi,
spilliamo dai nostri calici il giorno
per renderci più umani nelle chiacchiere

E odiamo l’altro,
odiamo doverci avere a che fare
per il semplice fatto che fuori da noi
non esiste mondo,
e che dentro noi
esiste l’universo intero

Occorrerebbe cavarsi gli occhi, spegnersi le orecchie,
turarsi anche la bocca,
bruciarsi la pelle
per avere vera pace

Ogni uomo grida e cerca solitudine
e poi, scopertosi solo
non fa che rimpiangere le proprie guerre.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

UNA MIGLIORE VERSIONE DI ME, di IVANO MINGOTTI

Una migliore versione di me
la troverai affissa
sulla bocca di tutti gli altri
che parlano

Ci lamentiamo sempre,
non siamo mai soddisfatti di ciò che è fuori
e tentiamo di avere dentro un tesoro inestimabile
sapendoci fatti di sterco

Nient’altro che uomini tra uomini,
non dei, non semidei, non eroi,
ma scimmie in una gabbia azzurra e nera
destinata al fuoco
al delirio
al macello

Come una nave presa da un forte vento,
pronta ad essere ribaltata.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

CALAMITA’, di IVANO MINGOTTI

La ferocia delle arti
sibilo di una festa altrui per cui si forza sempre il proprio tempo,
scava nelle nostre carni
che come cartapesta sfrigolano e cedono
alla sua tempesta

Chetarsi al destino
al fato
credendo di poter gioire all’oggi
pensando di potere chiudere la bocca
all’esigenza del domani altrui
è folle,
stupido

Siamo costretti a soffrire perennemente
per colpa di nessuno, se non dei nostri mezzi stessi
che furon superiori agli altri
e per questo motivo maledetti.

©Ivano Mingotti

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