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Perchè preferire l’autopubblicazione al piccolo editore

Cercherò di essere il più conciso, pratico e diretto possibile. Insomma, perché un autore dovrebbe preferire l’autopubblicazione al piccolo editore?

Eccovi i principali motivi:

 

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I COSTI

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 1

Il piccolo editore può essere di tre tipi: a pagamento, a doppio binario, noEap. L’editore a pagamento obbliga l’autore a pagare, se davvero vuole pubblicare, una media di 1500 euro, inviandogli in seguito 100 copie del libro (se va bene). Circa 15 euro a copia, diciamo. L’editore a doppio binario richiede all’autore l’acquisto preventivo di una cinquantina di copie, in media, a pieno costo di copertina. L’editore noEap – non a pagamento – fa uno sconto del 30, massimo 50% sul prezzo di copertina, qualora gli vengano richieste copie dall’autore.

Su un libro medio – facciamo 15 euro, 170 pagine – ACQUISTATO DIRETTAMENTE DALL’AUTORE per eventuali presentazioni o eventi vari, l’editore a pagamento si prenderà il 100%, l’editore a doppio binario il 100% (inizialmente), l’editore noEap il 50, 70% (per sempre).

Con l’autopubblicazione l’autore sa subito quanto gli costerà stampare ogni singola copia. Per il famoso libro medio, parliamo di 3, massimo 3,5 euro a copia: se confermiamo i fatidici 15 euro di prezzo di copertina, meno del 30% va all’editore.

 

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I VINCOLI

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 1

Il piccolo editore vi lascerà scrivere ciò che volete solo se lo pagate. Perché ha bisogno, almeno di facciata, di pubblicare cose “di un certo tipo” per sopravvivere – in realtà il piccolo editore si basa su quel che l’autore fa per promuoversi, non su quel che l’autore scrive, quindi la tematica del “pubblicare cose di un certo tipo” viene mantenuta solo per dare l’illusione un’autorevolezza che la casa editrice cerca vanamente.

L’autopubblicazione vi permette di scrivere quel che volete, quando volete, come volete. Di mettere il prezzo di copertina che volete, la copertina che volete, tutto ciò che volete fare. Nessun vincolo. Questo, chiaramente, può andare anche a vostro discapito, ma è ben altro discorso.

Altra cosa da sottolineare: mentre nell’editoria convenzionale è preferibile NON sforare le 150, massimo 180 pagine, nell’editoria Self questo vincolo cade. Sia chiaro, non è un obbligo imposto da chi vi pubblica, ma superare un certo tot di pagine porta il prezzo di copertina di un libro pubblicato da editore – noEap, doppio binario, a pagamento – ben oltre i 15 euro (più pagine avrà l’opera, più sarà alto, sfiorando e superando anche i 20 euro), limitandone fortemente la vendibilità. Nel Self, è l’autore a determinare il prezzo di copertina, come già evidenziato.

 

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IL LAVORO SULL’OPERA

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

Il piccolo editore, che sia a pagamento o meno, farà uno scarso lavoro sull’opera. Non avendo dipendenti pagati per farlo, scarso editing, scarsa correzione bozze, scarso studio dell’opera e della sua struttura. Rarissimi i casi di editore con una buona struttura di correzione, editing e formattazione del testo.

Nell’autopubblicazione sarete voi stessi a dover formattare, correggere e editare, magari con l’aiuto di terzi. Sostanzialmente ciò che avreste fatto pubblicando con piccoli editori.

 

 

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LA PROMOZIONE

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

Per quanto il piccolo editore FINGA di promuovere, adducendo fantomatici concorsi, eventi o contatti, Youcanprint e la micro-mini-editoria promuovono allo stesso modo: non facendo nulla, lasciando che sia l’autore a muoversi, aspettando e sperando.

Insomma, in entrambi i casi dovrete promuovervi in prima persona.

 

 

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LA DISTRIBUZIONE

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

I piccoli editori NON entrano in libreria se non attraverso l’autore. Allo stesso modo, gli autopubblicati NON entrano in libreria se non attraverso l’autore. Sostanziale parità.

 

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L’AUTOREVOLEZZA

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

Vero, l’autopubblicato ha poca autorevolezza, anzi, è visto come un qualcosa di scarso valore, perché non passa dal filtro di qualcuno o qualcosa (nel caso, un editore). Difficilmente una libreria vi metterà a scaffale se siete autopubblicati.

Ma, importante, l’editore piccolo, sconosciuto, sa di editoria a pagamento anche se non lo è, e quindi è visto come qualcosa non solo di scarso valore, ma da bollare e allontanare, previ opportuni controlli. Difficilmente una libreria mette a scaffale il libro di un editore sconosciuto.

Quindi, sostanzialmente, è ancora una volta pareggio.

 

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LE IPOCRISIE

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 1

Il sito di autopubblicazione non vi farà pressioni per vendere. Il sito di autopubblicazione non farà finta di essere il miglior editore sul pianeta, di distribuire un sacco e promuovere ancora di più, ottenendo in realtà risultati quasi nulli per ogni singolo libro. Il sito di autopubblicazione non vi chiederà di vendere per poter sopravvivere, non farà finta che siate Hemingway solo perché vendete (bene) a parenti e amici, non farà finta che siate Svevo perché pagate le vostre copie del libro. Il sito di autopubblicazione non farà un editing, una correzione bozze e una formattazione pessima, rovinandovi il lavoro, e dandovi poi la colpa se “il risultato non è dei migliori” a livello di formato. Il sito di autopubblicazione vi dirà sempre quanto avete venduto, vi darà la percentuale che vi spetta e senza enormi ritardi, non vi mentirà sul costo di stampa, non gonfierà il prezzo di copertina per poter sopravvivere.

Il sito di autopubblicazione non fa niente se non stampare, ma è già meglio del piccolo editore, che sta sulle vostre spalle come un parassita, facendo poche cose e anche male.

Insomma, il responso è chiaro:

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 3

se proprio volete pubblicare, autopubblicate

Se poi vi capita tra le mani un contratto per Mondadori, beh, questo è un altro discorso.

Buona lettura!

 

Ivano

 

ps. Per ulteriori informazioni, seguite i tag o esplorate il sito.

pps. no, l’editore noEap non vi obbliga a  comprare copie. Chiaro, altrimenti sarebbe editore a pagamento, o doppio binario. Come scritto, e come avrete (spero) ben capito, i costi per l’autore noEap si riferiscono alle copie che l’autore decide di ‘comprare’ dall’editore a prezzo scontato, per presentazioni, firmacopie o altro.

ppps. e no, Las Vegas o similari non sono piccoli editori, ma medi, a volte mediograndi. Il piccolo editore è quello che fa tirature minori alle 500 copie (dalle 50 copie iniziali in su). Sì, non meravigliatevi, esistono. E si chiamano piccoli editori. Già.

pppps. (solo per autori pubblicati adirati) per favore, non chiamate l’editing fatto da voi e dall’editore, o il post di condivisione su facebook, o la presenza con un tavolino 3×1 alla fiera di Quielà un buon lavoro sul vostro testo. Cioè, ve lo chiedo come un piacere personale, toglietevi di dosso la patina da autore che DEVE essere conosciuto perché TRATTASI DI DIO IN TERRA e cercate di vedere la realtà per quella che è. Cosa ha fatto il vostro editore per vendere di più il vostro testo? Senza il vostro lavoro, la vostra presenza, il vostro editore riuscirebbe a vendere un centinaio di copie della vostra opera? Sì? No? Ecco, ora è tutto più chiaro.

ppppps. (per autori pubblicati adirati e anche un po’ sciocchini) guardate che esiste google, eh. Se mi dite che il vostro è un grande editore che fa di tutto per voi e poi scopro digitando il vostro nome e cognome che pubblicate a pagamento e manco vostra nonna sa che avete scritto un libro, beh, non è che questo vada poi proprio a vostro favore…

pppppps. (per autori pubblicati adirati, un po’ sciocchini e un po’ ingenui) Babbo Natale esiste, certo. Come è certo che nell’editoria, piccola e grande, si pubblichino solo grandi capolavori. Vero, verissimo. Bravi. Adesso però tirate su la cartellina e andate a scuola, che fra poco suona la campanella.


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Cosa ne pensa un autore..?

Perchè smettere di pubblicare con piccole o mediopiccole case editrici conviene (assai)

Parliamoci chiaro: se avete già pubblicato (senza pagare, è chiaro) lo avete fatto con piccole, o mediopiccole case editrici. Non credo siate tanto fortunati da aver pubblicato con grandi (se è così, touché. E vorrei conoscere la vostra esperienza. YOUFEEEEEEL NON CONTA). Ora, ammettiamolo, buttiamo la maschera e diciamocelo chiaramente: cosa hanno fatto questi editori per i vostri libri? Vi devo rispondere seriamente, o sappiamo già tutti la risposta?

Posso sembrare un po’ ipocrita, perché anch’io gestisco una collana editoriale di un piccolo editore, MA, e c’è un bel MA, a me piace essere corretto e diretto con i miei autori. Dico subito cosa ci aspetta, come ci muoveremo, cosa posso dare io e cosa possono dare loro, quanto o meno gli convenga. Altrimenti, sarei scorretto. Metto subito in chiaro, insomma, un bel piano promozionale: che poi sia un piano piccolo, minuscolo, rispetto alla grande editoria, è ovvio. Puntiamo alle 50, 100 copie, e quel che viene viene.

Ma torniamo a bomba: quanto hanno fatto per voi gli editori con cui avete pubblicato?
Quanti contatti vi hanno passato? Quanta promozione han fatto ai vostri libri? Quanto hanno distribuito? Quanto NON vi hanno tartassati per farvi muovere, per farvi promuovere?

Diciamocelo subito: se devo andare da un editore piccolo per far quello che farei con un’autopubblicazione, forse è meglio che autopubblichi. Perché? Perché se un editore non promuove, ma devo promuovere io; se un editore non sceglie il testo della quarta, ma lo devo scegliere io; se il pubblico non lo trova lui, se non trova il target, se non muove un dito, ma lo devo fare io; se sceglie la copertina ma è orrenda, perché tanto vende l’autore, non certo il mercato; se non sceglie la copertina, ma me la devo fare io; se non fa promozione su facebook, né a pagamento né non, e la devo fare io; se non cerca recensioni, non cerca contatti, non cerca giornali da contattare, ma lo devo fare io; se è talmente piccolo, o comunque mediopiccolo, e nessuno lo conosce, tanto che la gente che ti trova in libreria ti chiede “quanto hai pagato per pubblicare?”, che è come dire che NON hai pubblicato con NoEap se loro non lo sanno; se sul contratto scrive una cosa, ma non ne rispetta mezza: BEH, ALLORA L’AUTOPUBBLICAZIONE E’ MEGLIO.

Perché non c’è alcuna autorevolezza in un marchio editoriale sconosciuto: il segnalino al centro della copertina, in basso, col nome dell’editore, non favorisce in alcun modo voi, a meno che non sia un simbolo conosciuto e riconoscibile. Tantovale ficcarcene uno voi, palesemente finto e senza rimandi, e avrete lo stesso effetto.

Perché chiariamocelo: se dopo cento mail in cui l’editore vi spinge a leggere i libri degli altri autori di collana, o a comprare i vostri stessi libri a prezzo scontato, o vi chiede con insistenza cosa farete per promuovere, VOI non rispondete “e voi, cosa state facendo?”, gli scemi siete voi.

Quindi, uno spassionato consiglio: autopubblicate e toglietevi almeno il peso e l’ansia di dover compiacere qualcuno che da voi ottiene e basta.

Io comincerò dall’anno prossimo, quando e come ne avrò voglia. Per i miei parenti, i miei conoscenti, che tanto i lettori sono quelli, lo sappiamo bene. Poi vi farò sapere, nel caso.

E buona lettura.

Ivano

ps. se volete riportarmi le vostre esperienze a proposito, sono tutt’orecchie.

pps. chiaramente come gestore di collana non faccio nulla di tutto quello che ho riportato.

ppps. per chi volesse provare la promozione facebook: è inutile a basse cifre. E ad alte non recuperate la spesa. Tantovale fare volantinaggio, che è comunque buttare denaro, ma senza l’angoscia della mancanza di risultati in classifica Ibs o Amazon.

 

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Cosa ne pensa un autore..?

Cinque buoni motivi per autopubblicare

Cioè, parliamoci chiaro, la nuova tendenza è questa: chi non autopubblica, o è un pirla o è solo ignorante. E poi vogliamo mettere l’autorevolezza di un testo che non passa da nessun vaglio editoriale? Cioè, è puro, proprio come l’ha scritto l’autore! Meglio di così!

Ma passiamo subito ad elencare gli eccellenti motivi per cui si dovrebbe autopubblicare. E guai a contestarli, che si scatena la guerra civile!

  1. Perché tanto non vi caga comunque nessuno: tanto vale non smenarci né denaro, né tempo, né sforzi.
  2. Perché così sarà molto, ma molto più facile entrare in libreria. Promuovere, libro a scaffale: tutto! Volete mettere la gioia dei librai quando gli presenterete un libro autopubblicato e gli farete la fatidica domanda?
  3. Perché la vita non è bella se non è litigarella. Cioè, mettete dei fiori nel vostri cannoli. Cioè, tanti nemici, poco onore. Allora, lo volete capire o no che è molto più facile la vita se autopubblicate?
  4. Perché almeno eviterete tutte quelle rotture di palle, correzioni, dinieghi, cestinamenti, rifiuti. Se il libro fa cagare, amen, due clic ed è già in circolo!
  5. Perché poi, sinceramente, a chi interessa vedere il proprio libro a scaffale? Che ce ne facciamo di un libro in mano a un cliente alla cassa, se possiamo avere una sola copia online, due in casa da tre anni con un po’ di muffa sopra e un ciclo di altri 17 romanzi tutti ugualmente insulsi e tutti ugualmente pronti nel cassetto?

Che poi, diciamocelo pure, hanno tutti la puzza sotto il naso, oh. L’autopubblicazione è la nuova frontiera. Il nuovo millennio. La soluzione a tutto. Il Sacro Graal. D’altronde, sennò, perché i gruppi facebook sarebbero intasati di post di autori autopubblicati che promuovono il proprio libro? Sono tutti scemi? No, no diamine!

E poi gli editori sanno di vecchio, e sono tutti brutti e cattivi. Viva la revolucion, viva la carta digitale, viva la cartigienica! Ehm, no, scusate, volevo dire l’autopromozione. No, le recensioni comprate su Amazon e Ibs. No, pregare i blogger e i vlogger di recensire il libro. No, proprio non mi viene in mente che vi devo dire, scusate; è che sto caricando l’ultimo pdf del primo dei miei 67 nuovi romanzi, tutti buttati giù di getto e tutti capolavori. Vedrete che la storia mi darà ragione!

Buona lettura

Ivano

ps. prima che lo diciate voi: se vi va così tanto di pagare qualcuno per editare il vostro romanzo autopubblicato, o per farvi la copertina, o chissà che, benissimo, liberissimi. Vi do un dato: una casa editrice noEap lo fa gratis. Chiaro, se è noEap.

E chi s’è visto s’è visto.

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Se l’articolo vi è piaciuto, date un occhio al mio ultimo libro, Nimal Kingdom, pubblicato da Nulla Die nel 2016. Qui sotto potete trovare i link per saperne di più e per acquistarne una copia (o anche più d’una, se volete. Io di sicuro non ve lo impedisco!)

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Link per l’acquisto: Ibs (11.90 eu), Amazon(11.90 eu)

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Se invece siete autori e siete in cerca di una buona consulenza editoriale, o di un buon editing, di una correzione bozze, di una traduzione ben fatta – ma senza svenarsi – contattatemi su ivanomingottiautore@libero.it

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