Momento Poesia

COPERTE, di IVANO MINGOTTI

Nella goccia che trabocca il vaso
ora
vedo gli occhi tuoi d’un giorno di rabbia
e il gonfiarsi della frustrazione che lenta
logora i fianchi

Non il figlio d’una giornata triste
ma il covare dei nervi
nel germoglio di frutti già marciti
tra le foglie, carichi e pronti a cadere

E la curva
di quelle tue spalle
allo scuotersi dell’incomunicabile
che volemmo stretto tra le nostre dita
per fuggirci un po’ addosso

E poi solo il lamento del silenzio, ancora
l’avvitarsi delle mie richieste
a te che vai, restando
sul ciglio del letto.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

BOTTONI, di IVANO MINGOTTI

Fissando l’ombelico
ho visto l’uomo
tra il terzo ed il quarto bottone della camicia

La voce
non era che un ronzio distante
il pallido cianciare di una mosca

Quel che importava in quel momento
era la vita tra i polpacci
lo scalpitare delle scarpe
e il muoversi degli occhi

Tutto diceva solo
sono vivo
ed io, che della vita
restavo sempre un uomo ai margini
nient’altro che un autostoppista immobile
ne rimanevo leso
perturbato ed offeso
chiedendomi
se questo scalpitare è vivere
allora dove son stato
finora
e dove sono ancora?

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

BALCONI, di IVANO MINGOTTI

Sulle cime dei salici voglio salire
a guardar sui balconi i gelsomini
spruzzare nell’aria l’oleoso profumo
della loro presenza

E col naso io voglio
aspirare le nuvole
per potere dire di aver respirato almeno una volta
un’aria più gonfia e solenne

E alle cime dei salici voglio tornare
a vedermi la vita scorrere sotto le nocche
e il sangue a gridare
leggero e pesante
di ferro e di aria
e snellirsi
e danzare.

©Ivano Mingotti

http://petalidirose.files.wordpress.com/2010/03/salice.jpg

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Momento Poesia

AUTOMI, di IVANO MINGOTTI

Voglio sentirmi
spezzato nel profondo
da tutto ciò che vien da fuori
e vien da dentro

Voglio sentirmi vivo
nel mio essere vivo
ed esser disperato nel vedere la tristezza
ed essere entusiasta nel vedere un sorriso
ed essere infuriato nel fastidio

E non l’esagerazione per l’esagerazione
ma la verità più profonda e pura
del sentire davvero
del capire davvero
di esserci

Sbarazzarsi dell’automa che chiamo persona
e riappropriarmi dell’uomo

Troppo fango sulla mia pelle
per la troppa pioggia caduta,
ora è il giorno di scavare

E pur di lacerarsi
sentirsi veri
ancora.

© Ivano Mingotti

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