Momento Poesia

BOTTONI, di IVANO MINGOTTI

Fissando l’ombelico
ho visto l’uomo
tra il terzo ed il quarto bottone della camicia

La voce
non era che un ronzio distante
il pallido cianciare di una mosca

Quel che importava in quel momento
era la vita tra i polpacci
lo scalpitare delle scarpe
e il muoversi degli occhi

Tutto diceva solo
sono vivo
ed io, che della vita
restavo sempre un uomo ai margini
nient’altro che un autostoppista immobile
ne rimanevo leso
perturbato ed offeso
chiedendomi
se questo scalpitare è vivere
allora dove son stato
finora
e dove sono ancora?

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

BALCONI, di IVANO MINGOTTI

Sulle cime dei salici voglio salire
a guardar sui balconi i gelsomini
spruzzare nell’aria l’oleoso profumo
della loro presenza

E col naso io voglio
aspirare le nuvole
per potere dire di aver respirato almeno una volta
un’aria più gonfia e solenne

E alle cime dei salici voglio tornare
a vedermi la vita scorrere sotto le nocche
e il sangue a gridare
leggero e pesante
di ferro e di aria
e snellirsi
e danzare.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

AUTOMI, di IVANO MINGOTTI

Voglio sentirmi
spezzato nel profondo
da tutto ciò che vien da fuori
e vien da dentro

Voglio sentirmi vivo
nel mio essere vivo
ed esser disperato nel vedere la tristezza
ed essere entusiasta nel vedere un sorriso
ed essere infuriato nel fastidio

E non l’esagerazione per l’esagerazione
ma la verità più profonda e pura
del sentire davvero
del capire davvero
di esserci

Sbarazzarsi dell’automa che chiamo persona
e riappropriarmi dell’uomo

Troppo fango sulla mia pelle
per la troppa pioggia caduta,
ora è il giorno di scavare

E pur di lacerarsi
sentirsi veri
ancora.

© Ivano Mingotti

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Momento Poesia

ATTENZIONE, di Ivano Mingotti

Attenzione, uomini di partito
attenzione, uomini di potere
la storia non è fatta dal potere e non è fatta dalla politica
ma è la Cultura che ne scrive il racconto
sui libri

O voi, uomini di cultura
a cui il potere sempre più porge la verga
più che la carezza
ricordate sempre
che i libri di storia non li scrivono i bilanci
non li scrivono le assemblee
ma voi
con le vostre penne

E se in un futuro lontano
uomini di partito
vedrete le vostre facce sfigurate da voi stessi
e lasciate nella storia come manichini
sappiate che è perché chi la storia la scrive
l’avevate dimenticato.

©Ivano Mingotti

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