Cosa ne pensa un autore..?

COSA NE PENSA UN AUTORE..? – I PROBLEMI DELL’EDITORIA (E DELLA LETTERATURA) IN ITALIA

Siccome su Elapsus non me lo fanno uscire (chissà come mai) posto volentierissimo qui l’articolo che doveva uscire a dicembre 🙂 Buona lettura!

problematiche

Partiamo subito da un presupposto, a scanso di equivoci: chi vi parla è, in primis, un autore, ed in secundis il Presidente di un’associazione culturale dedita soprattutto alla promozione della lettura (e della letteratura) in Italia. Conosco perciò molto bene ciò di cui parlo, quantomeno per esperienza personale; ammetto subito che, però, qualora ci fossero ambiti che ancora non conosco, potrei essere fallace nel mio discorso.
I problemi dell’editoria e, più in generale, dei libri, in Italia, provengono sostanzialmente da quattro fonti: il lettore, l’autore, l’editore e le istituzioni. Già, è praticamente il sistemaa per intero ad avere grosse problematiche.
Partiamo ad eviscerare, dunque, i vari problemi che io, nella mia – lunga – esperienza, ho riscontrato, e che, stranamente, configurano tutti un atteggiamento paradossale, che è però tipico dell’italiano medio, lamentoso e svogliato.

lettore

IL LETTORE
Partiamo subito dal nodo più spinoso, in modo da catalizzare più odio possibile, per poi continuare l’articolo con scioltezza. Il lettore italiano è, in tre parole, PIGRO, CONSUETUDINARIO e CHIUSO.
Non ama i romanzi e i saggi dei grandi editori, ma finisce per leggere e comprare solo quelli.
Si lamenta dei libri fotocopia che l’editoria commerciale – che cioè deve fare libri, prima di tutto, vendibili – gli propone, ma non appena si trova tra le mani qualcosa di leggermente diverso, non essendo abituato, lo critica fortemente, fino all’offesa. Il lettore italiano medio vuole i giovani, ma odia i giovani. Contesta all’autore principiante il non essersi fatto la gavetta, non dandogli la possibilità di farla leggendolo.
È anche per questo che, andando a vedere la classifica dei libri più venduti in Italia, troviamo libri di ricette, o scritti da personaggi famosi, o da religiosi: gente con cui si ha familiarità, o argomenti familiari. È anche per questo che i romanzi più venduti sono gialli e thriller, che hanno tematiche, strutture e stili sempre simili.
Il lettore medio italiano, inoltre, non partecipa a presentazioni, va alle fiere letterarie solo per ‘farsi un giro’, non partecipa a eventi culturali della sua città.

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L’AUTORE
L’autore italiano è, fondamentalmente, simile al lettore italiano: PIGRO, CONSUETUDINARIO e…un poco CHIUSO. In senso diverso, però: pigro perché tende a isolarsi e non promuoversi, delegando ad altri il lavoro di promozione; consuetudinario perché crede nell’editore che promuove, come ‘la storia insegna’, non esponendosi a nuovi contesti in prima persona; chiuso perché non si apre al contatto con il pubblico.
Nei rari casi in cui l’autore, soprattutto emergente, si accorge delle problematiche, che andiamo ad affrontare a breve, riguardanti l’editore, allora si mette in moto in prima persona: è comunque una rarità. L’autore italiano medio attende che il pubblico gli piova addosso, gratificato dal solo fatto di aver pubblicato.

Editoria
L’EDITORE
L’editore medio-grande o grande ha sostanzialmente un problema: ciò che vende è un prodotto, e finisce, come abbiamo già detto, per stabilire la consuetudine del lettore, assuefacendolo. Ma voglio parlare d’altro.
Ora voglio scagliare (badate, scagliare) una lancia NON a favore dell’editore medio-piccolo, se non piccolo: l’editoria mini, o micro, non si sporge minimamente per fare promozione. Delega il tutto all’autore, affermando di non avere i soldi per una grande promozione. Si lamenta del grande editore che le ruba spazio in libreria, dei distributori che non distribuiscono, degli autori che non si muovono. Ma, a conti fatti, non si muove a sua volta.
E, mettendo i puntini sulle i, ci sono molti, moltissimi mezzi utilizzabili a costo zero per una buona promozione: parlo dei social network, tra cui facebook, anobii, youtube, goodreads; ovviamente non mi riferisco al semplice condividere un post su facebook (costume molto diffuso per ‘far capire che si fa qualcosa’, ma praticamente inutile, al giorno d’oggi): i lettori si nascondono nei profili facebook, youtube e, soprattutto, anobii e goodreas. Occorre solo contattarli.

ISTITUZIONI

LE ISTITUZIONI
E se non hanno una lira gli editori, possono averla le istituzioni?
Parliamo di enti che non sanno che non occorre spendere una fortuna per costruire un bell’evento; anzi, si può anche farlo gratis.
Parliamo di enti che diffidano degli autori e degli editori, che non si fidano se non sei:
a. un grande nome dell’editoria o della letteratura italiana
b. o al massimo, un esordiente molto conosciuto in loco, e dunque sfruttabile.
È brutto da dire, ma tutto fa campagna elettorale e no, non ci sono soldi.
E quanti voti porta, nelle loro teste, un evento vuoto?
E finiamo questa carrellata di colpe, ahimé, con le associazioni culturali e l’associazionismo in genere, dedito a una chiusura, tipica ancora una volta degli italiani, e ad un isolazionismo incredibile: ogni associazione pensa per sé, correndo su binari già percorsi e ritenuti affidabili, che vanno però sfibrandosi nel tempo. Molto spesso, le associazioni si ritirano, scappano alle proposte, non rispondono alle mail.

Dovrei parlarvi anche di un altro settore problematico, ma non mi sento preparato in materia, e lascio a voi l’imbarazzo dell’opinione: a voi discutere di librerie, che non mi sento competente.
La situazione editoriale in Italia è drammatica, e questo aspetto è forse esemplificativo della condizione di tutta la cultura italiana: l’utente finale snobba, le istituzioni non hanno una lira e chi dovrebbe fare cultura si tira indietro. Cerchiamo invece di rimboccarci le maniche, perché, da quando è nato il mondo, l’arte è l’unica cosa che non costa nulla, ma porta una ricchezza immensa.
E ricordiamo: la cultura non dà il pane, ma non di solo pane vive l’uomo.

Ivano Mingotti


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Momento Poesia

DOMANI, di IVANO MINGOTTI

Col naso che brucia
ed un vaso vuoto nel petto
mi trascino verso la notte

Penso al domani
all’incertezza del risveglio
al senso di colpa nei confronti del sogno
al terribile fraintendimento
tra luce
e casa

Penso
che non c’è cuscino più comodo
dell’anima che si lascia andare
abbandonando la sua lotta alla vita
per scorrere via
nel tumulto
delle vite sconfitte
arresesi ai tormenti
dei domani che vengono
sempre e purtroppo

Quanto più è caro l’oggi
dove tutto
dalla punta delle dita all’angolo del tavolo
è già conosciuto
e vissuto.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

DITA, di IVANO MINGOTTI

All’idiota consenso e sostegno
dell’ Io non centro
e all’ancora più idiota additamento
dei colpevoli
che sempre spuntan come scuse
preferisco di gran lunga la frustrante verità
dell’ Avremmo potuto fare di più
e non l’abbiam fatto.

©Ivano Mingotti

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Momento Poesia

CORVI, di IVANO MINGOTTI

Quel falchetto che avevi tra i denti
con le ali spezzate
ha graffiato le mura
di quest’anima rotta

Si è ficcato
tra lo stomaco ed i polmoni
e ogni volta che tu ti avvicini
mi becca sugli occhi

Io volevo afferrarlo
per potermelo allontanare
tu l’hai stretto
l’hai cinto
l’hai messo in un angolo
fino a quando
nello stomaco mio
non è rimasto altro
che il rigurgito
di ogni suo pasto

Quegli occhietti neri
ed il volto sfigurato
dalla sfiducia
verso qualsiasi mano

Ed io sono il falchetto, ora
e più mi guardo intorno
più mi sento queste ali spezzarsi.

©Ivano Mingotti

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