LE INTERVISTE

LE INTERVISTE – Francesco Ambrosio, I Guardiani dell’Efterion

Oggi intervistiamo Francesco Ambrosio, autore di I guardiani dell’Efterion, le leggende dello spazio, libro autopubblicato.
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Allora Francesco, bando alle ciance: scegli un animale per farci capire chi sei. Uno eh, mi raccomando.

Tartaruga.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivere, quale sarebbe? E perché?

Creatività, perché è la parte più autentica che abbiamo per esprimere noi stessi.

Dicci qualcosa di bello che hai scoperto sul mondo della letteratura, e qualcosa di brutto.

Cose belle, autori sconosciuti che forse meriterebbero di più, qualcosa di brutto “ Il giovane Holden“ che molti osannano ma in cui io non ci ho trovato niente di bello.

Ora passiamo al tuo libro, I guardiani dell’Efterion, le leggende dello spazio. Che senso ha pubblicare con autopubblicazione al giorno d’oggi?

Il primo l’ho pubblicato con una casa editrice e ho riscontrato molte complicazioni nel mondo editoriale e consigliato anche da altri ho deciso per gli altri scritti di autopubblicarli in ebook su Amazon. Queste scelte si fanno in base a tante cose.

Ogni giorno escono 600 nuovi titoli nel mercato editoriale italiano. Spiega perché un lettore dovrebbe scegliere un libro autopubblicato piuttosto che un libro edito.

Ma un lettore dovrebbe scegliere un libro che gradisce che sia pubblicato o autopubblicato, è che a volte anche tra autori autopubblicati ci sono testi che meriterebbero di più.

Perché hai scelto di autpubblicare piuttosto che metterti alla ricerca di un editore?

Per le difficoltà che ho incontrato con la pubblicazione del primo libro.

Cosa ne pensi dell’editoria, in generale?

E‘ un mondo in crisi che a volte predilige die titoli più per il nome dell’autore magari a discapito di opere che meriterebbero di più, secondo me.

Quanti libri compri, più o meno, all’anno?

Tantissimi, non tengo una contabilità, ma sono tantissimi XD

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

A un’insalata di riso perché caotico e ricco di ingredienti, questo come il primo, ma questo secondo libro molto di più, non tanto perché è caotico ma per le tante storie, personaggi e altre cose in cui sento che la mia creatività si è davvero sbizzarita parecchio.

L’ultimo libro che hai letto?

Il nome della rosa di Umberto Eco

Raccontaci in breve cosa secondo te ha spinto l’autore a scrivere quel libro.

Al momento non mi sovviene, vorrei tanto poterglielo chiedere.

In che modo ti ha arricchito quest’ultimo libro letto?

Mi ha arrichito molto per gli insegnamenti di vita, frasi che potrebbero facilmente diventare citazioni, aforismi per la nostra vita.

Facci il nome di un autore emergente secondo te in rampa di lancio, pronto quindi per il grande salto, e di un autore emergente che, invece, secondo te, non merita il successo che sta avendo.

Non saprei rispondere a questa domanda.

Ok, ora buttiamoci sul 50 e 50. Rispondi sinceramente, d’impulso: youtube o tv?

Youtube.

Netflix o Sky?

Non sono un fanatissimo di Netflix tranne per le serie tv della Marvel.

Cioccolato o salame?

La prima perché non mi piace il salame.

Autunno o primavera?

Nessuna delle due.

Sirmione o Ventimiglia?

Ventimiglia

Bollicine o naturale?

Naturale

Pop o Indie?

Nessuna delle due

Destra o sinistra?

Non seguo la politica, sono rimasto all’antica Grecia.

Dove possiamo trovare il tuo libro? Dacci qualche link  

Risp: Su Amazon

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Elements di Teresa Bonaccorsi.

Che altro dirvi? Andate a cercarvi I guardiani dell’Efterion, le leggende dello spazio di Francesco Ambrosio!

E… buona lettura!

Ivano

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LE INTERVISTE – Debora Paolini, La rosa degli Ashtah

Oggi intervistiamo Debora Paolini per il suo La rosa degli Ashtah, edito da Nulla Die Edizioni.

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Allora Debora, bando alle ciance: scegli tre parole per farci capire chi sei. Tre eh, mi raccomando.

Sole, Universo, Anima. Dì la verità: dopo sole, hai temuto di trovarti a dover leggere cuore e amore, vero?

Non mi piacciono le cose prevedibili. Dai, seriamente: sole perché cerco di vivere ogni giorno illuminando e riscaldando la vita delle persone che incontro. Universo perché sento di non avere confini né appartenenze precise. Anima perché metto tutta me stessa, anima compresa, in tutto ciò che faccio.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivi, quale sarebbe? E perché?

Legittima difesa. Sì, lo so, sono due, ma non posso spiegare in altro modo ciò che mi ha spinto a iniziare. E parlo di legittima difesa perché ero costretta a nascondere la parte più vulnerabile, ma anche più vera, di me stessa, pur di mostrarmi meno fragile di quanto in realtà fossi. Scrivere mi aiutava a tener vivo ciò che non potevo mostrare liberamente. Poi, negli anni, c’ho preso gusto.

Difficile, facile, migliore o peggiore di quanto ti aspettassi: com’è il mondo della letteratura? Lo consiglieresti a qualcuno?

Non facile per certi versi, ma migliore di quanto mi aspettassi, soprattutto se tengo conto di alcuni aspetti come gli incontri con lettori e altri autori. Devo dire che mi sento estremamente più ricca di quanto non fossi prima d’imbarcarmi in quest’avventura. Non sono mancati i problemi, ma il bilancio è sicuramente positivo. Chiedi se consiglierei a qualcuno questo mondo? Certamente, purché lo si viva restando con i piedi per terra, cercando di prenderne ciò che davvero ci fa comodo senza lasciarsi abbattere da quelli che potrebbero apparire come insuccessi.

Raccontaci un evento legato ai tuoi libri che ti ha fatto stare particolarmente bene, e uno che ti ha fatto stare particolarmente male.

Una cosa che non dimenticherò mai è legata alla mia beta reader. Dopo aver letto il romanzo, ci siamo fatte una chiacchierata riguardo certi suoi problemi personali e mi ha stupito che lei stessa vi avesse trovato soluzione adottando il punto di vista di Stephan, uno dei protagonisti del libro. Le cose che mi hanno fatto star male risalgono al periodo in cui contattavo gli editori per proporre il mio progetto. Uno in particolare voleva sapere da me quanti libri avrei venduto e quanti ne avrebbe venduti lui. Non sto a raccontare l’arrabbiatura epica dovuta a una discussione che, dal mio punto di vista, non aveva capo né coda.

Ora passiamo al tuo libro, La Rosa Degli Ashtah. Si tratta di un fantasy, vero?

Un fantasy solo sotto alcuni aspetti, in realtà. Linguaggio e struttura sono senz’altro tipici di questo genere, ma per altri versi credo si debba far riferimento ad altri generi, come fantascienza, romance, distopico. Il concetto sul quale si basa è la rivisitazione di una parte della mitologia terrestre in chiave ufologica, concetto attorno al quale ruotano una storia d’amore particolare e quella di un’amicizia rara. I due volumi che compongono il progetto, inoltre, sono costruiti ciascuno su una parte del Tao: La Prescelta è la parte di bianco, di Luce, ovvero lo Yang, mentre La Profezia di Adamanthia, che sto scrivendo, rappresenta il nero, il male, cioè lo Yin. Non essendo possibile tracciare un confine netto tra l’una e l’altra, la trama si snoda tra intrighi e scelte inevitabili, tra Male che contamina il Bene e Bene che contamina il Male.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Da buona toscana, non posso che rispondere Cacciucco. Tanti ingredienti e colori che provengono per lo più dall’elemento primordiale che ha originato la vita: l’acqua. E poi tanti sapori in armonia, da gustare uno per uno senza dimenticarsi di fare la scarpetta.

L’ultimo libro che hai letto?

Di Famigghia, scritto da Catena Cancilleri ed edito da Nulla Die.

Raccontaci in breve cosa secondo te ha spinto l’autrice a scrivere quel libro.

L’autrice, siciliana, credo abbia voluto farci capire cosa davvero significa la parola Mafia. Tutti noi conosciamo gli eventi eclatanti legati a questa organizzazione criminale, ma solo chi vive questa quotidianità, solo chi cresce in mezzo a certe regole può aiutarci a capire perché sia così difficile sconfiggere la Piovra.

In che modo ti ha arricchito quest’ultimo libro letto?

Mi ha ricordato ancora una volta, casomai ce ne fosse stato bisogno, la forza delle donne e dei ragazzi. Una parte della lotta alla Mafia, forse quella più silenziosa e della quale non sentiremo parlare troppo spesso, è condotta da ragazzi, dalle loro madri, dalle sorelle che si ribellano. Soggetti spesso ritenuti più deboli e assoggettabili, ma che possono smuovere intere montagne, se vogliono. Mi ha colpito particolarmente il fatto che una forma di ribellione consiste nella rivendicazione del diritto allo studio. Qualcosa su cui meditare attentamente.

Facci il nome di un autore emergente secondo te in rampa di lancio, pronto quindi per il grande salto, e di un autore emergente che, invece, secondo te, non merita il successo che sta avendo.

Per quanto riguarda l’autore in rampa di lancio, senza indugio faccio il nome di Marco Chiaravalle. A breve uscirà il suo primo romanzo e credo che sentiremo parlare di lui. Ha delle ottime qualità, almeno secondo me. Potrei farne molti altri, in realtà, perché negli ultimi tempi ho letto romanzi davvero be scritti e strutturati. Un autore emergente che non merita il successo che ha? Posto che, in questo caso, per successo sono costretta a intendere una valanga ingiustificata di recensioni positive su Amazon e che dire emergente forse è esagerato, faccio senza indugio il nome di Lucia Tommasi. La sua Alfieri Series, della quale ho tentato di leggere il primo volume, è qualcosa che non dovrebbe essere pubblicata nemmeno in self. Ma non è l’unico. E che ora parta il linciaggio!

Ok, ora buttiamoci sul 50 e 50. Rispondi sinceramente, d’impulso: Renzi o Salvini?

Entrambi. Ai lavori forzati, ovviamente.

Legno o metallo

Legno.

Costa azzurra o Dolomiti?

Dolomiti.

Gelato o sorbetto?

Gelato

Brioche o biscotti?

Brioche

Nero o verde?

Nero. Sai com’è? Snellisce.

Birra o coca cola?

Birra, birra, birra!

Salieri o Ghali?

Salieri

Mascarpone o anguria?

E me lo chiedi con il caldo di questi giorni? Anguria, ovviamente!

Dove possiamo trovare il tuo libro? Dacci qualche link

Si può trovare in tutti gli store online, sul sito della CE Nulladie.com e si può trovare nelle librerie. Se non c’è, arrabbiatevi e ordinatelo!

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Solo uno? Dura scegliere, ma dato che devo farlo, vi consiglio un noir esoterico bellissimo scritto da Eleonora Epis: Urano In Scorpione. Credetemi, vale la pena leggerlo.


Beh, che dire? Andate a cercarvi una copia di La rosa degli Ashtah, Debora Paolini, Nulla Die Edizioni.

E, come sempre… buona lettura!


Ivano

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LE INTERVISTE – Marco Emilio Boga, Una vita di fuggevoli attimi

Oggi intervistiamo Marco Emilio Boga, autore di Una vita di fuggevoli attimi, pubblicato da Amande Edizioni.

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Allora Marco, bando alle ciance: scegli tre parole per farci capire chi sei. Tre eh, mi raccomando.

Mi chiamo Marco.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivi, quale sarebbe? E perché?

Per scavare a fondo e condividere.

Difficile, facile, migliore o peggiore di quanto ti aspettassi: com’è il mondo della letteratura? Lo consiglieresti a qualcuno?

Calcolando che non faccio parte della letteratura, non rischio di rovinare quel bellissimo mondo. Lo consiglierei a tutti. La cultura arricchisce l’animo e ci permette di analizzare noi stessi. Ogni giorno. Perdetevi nella letteratura per riaffiorarne persone migliori.

Raccontaci un evento legato ai tuoi libri che ti ha fatto stare particolarmente bene, e uno che ti ha fatto stare particolarmente male.

La cosa più bella è stato andare in una scuola media per parlare della poesia. Anche perché alla fine mi hanno chiesto l’autografo. Ero felicissimo, anche se un po’ in imbarazzo, non essendo uno scrittore. Mentre non ricordo eventi negativi. Risposte sgarbate, magari, ma che fanno solo sorridere.

Ora passiamo al tuo libro, Una vita di fuggevoli attimi. Perché proprio la poesia?

Perché la poesia è semplice e diretta. Scava a fondo dentro di noi. Di solito sono una persona prolissa, ma con la poesia riesco a scavare dentro me stesso e tirare fuori l’essenziale.

Ora chiudi gli occhi e pensa al tuo libro: qual è la prima immagine che ti viene in mente?

Bolle di sapone cariche d’emozioni. Non è un caso che la copertina del libro sia una bambina che gioca con le bolle dei propri ricordi. La vita è fatta di attimi intensi, a volte belli, a volte brutti. E tutti questi attimi sono fragili, come bolle di sapone.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Non avevo mai pensato ad un piatto che possa descrivere il mio libro. Una millefoglie con crema al limone. Ognuno può scegliere il proprio strato. Chi preferisce il dolce, chi preferisce l’amaro.

Ok, ora buttiamoci sul 50 e 50. Rispondi sinceramente, d’impulso: destra o sinistra?

Destra

Progresso o tradizione?

Tradizione

Palestra o ristorante?

Ristorante. Non a caso ho scelto la millefoglie con crema al limone

Pancetta o guanciale?

Guanciale, ma solo perché ho pensato alla carbonara.

Cereali o biscotti?

Biscotti

Azzurro o rosso?

Azzurro

Vino rosso o bianco?

E me lo chiedi ?! Rosso tutta la vita

Prima l’uovo o la gallina?

Il gallo

Mozart o Salmo?

Mozart

Panettone o anguria?

Panettone. Uvetta come se piovesse

Dove possiamo trovare il libro? Dacci qualche link 

Potete andare sul sito di Amande Edizioni e scrivere a info@edizioniamande.it oppure potete trovarlo online su IBS oppure potete contattare direttamente l’autore. Se optate per l’ultima, avrete la copia autografata. Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Il cenotafio di Simon Petit. Conosco l’autore e lo considero un grande autore, nonché una bella persona.


Beh, che aspettate allora? Una vita di fuggevoli attimi è lì che vi aspetta! Marco Emilio Boga, Amande Edizioni.

Buona lettura!

Ivano

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LE INTERVISTE – Stefano Buzzi, Poesie Pop

Oggi intervistiamo Stefano Buzzi, autore di Poesie Pop, pubblicato da Amande Edizioni.

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Allora Stefano, bando alle ciance: dicci subito, in tre parole, chi sei. Tre eh, mi raccomando.

Sono Stefano, almeno così han deciso trentasette anni fa. Speaker di una radio locale con la passione per la musica e la scrittura.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivi, quale sarebbe? E perché?

Condividere. Scrivere poesie significa catturare un’emozione, come succede con le fotografie. Condividere e trasmettere quest’emozione è quello che mi spinge a scrivere.

Difficile, facile, migliore o peggiore di quanto ti aspettassi: com’è il mondo della letteratura? Lo consiglieresti a qualcuno?

Quello della letteratura è un mondo a me sconosciuto, visto dalla parte dello scrittore. Leggere invece fa parte di me da sempre. Consiglio senza dubbio a tutti di non smettere mai di sognare attraverso i libri. Per quanto riguarda la mia esperienza è ancora troppo presto per tracciare un bilancio oggettivo.

Raccontaci un evento legato ai tuoi libri che ti ha fatto stare particolarmente bene, e uno che ti ha fatto stare particolarmente male.

Quando ho preso in mano la prima copia del mio lavoro mi sono sentito felice. Sentivo di aver realizzato uno dei sogni che tenevo chiuso nel cassetto. Ed essendo un sogno che si realizza sono veramente pochissime le delusioni, forse qualche porta chiusa da qualche libreria contattata per la promozione.

Ora passiamo al tuo libro, Poesie Pop. Perché la poesia, perché ora?

La poesia non ha tempo. La mia poesia poi, essendo POP, ovvero molto influenzata dalla musica, è diretta, accessibile a tutti. E si esaurisce in un tempo breve. Come succede nella comunicazione di oggi, quella dei social network.

Ora chiudi gli occhi e pensa al tuo libro: qual è la prima immagine che ti viene in mente?

La realtà che le opere contengono. Tutte le opere prendono spunto da fatti realmente accaduti, a me in prima persona o osservando le vite di chi mi sta accanto.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Vista la stagione, una bella insalata di riso freddo. C’è un po’ di tutto, riempie ed è estivo.

Prova a convincerci a comprare il tuo libro in 10 parole.

Come un disco, ogni volta che si legge appare diverso.

Dove possiamo trovare il libro? Dacci qualche link 

Si può trovare in tutte le librerie Indie d’Italia, su ordinazione. Oppure, se siete più moderni, lo potete trovare su Ibs e Amazon.

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Vi consiglio i libri di Claudia Funiciello, romanzi gialli davvero avvincenti. Trovo sia un’autrice molto valida.


Che altro dire allora? Stefano Buzzi, Poesie Pop, Amande Edizioni.

E.. buona lettura!

Ivano

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