LE INTERVISTE

LE INTERVISTE – Teresa Breviglieri, Racconti dell’Oltre

Oggi intervistiamo Teresa Breviglieri, autrice di Racconti dell’Oltre, autopubblicato.

19621751_10209374665114914_1934265487_n.jpg

Allora Teresa, bando alle ciance: scegli un animale per farci capire chi sei. Uno eh, mi raccomando.

Sono decisamente un gatto nero.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivere, quale sarebbe? E perché?

L’unica parola possibile è “Magia”. Perché scrivere crea dei mondi alternativi in cui si perde la mia fantasia e tutto questo lo ritengo magico.

Dicci qualcosa di bello che hai scoperto sul mondo della letteratura, e qualcosa di brutto.

In questo mondo così particolare, ho scoperto libri meravigliosi che fanno volare la fantasia. Quello che ritengo “brutto” è leggere libri improponibili di autori affermati e vedere che hanno successo solo perchè sono conosciuti. Questa è una cosa che mi fa decisamente arrabbiare.

Ora passiamo al tuo libro, Racconti dell’Oltre. Perché hai scelto di scrivere dei racconti e non un romanzo?

Il romanzo lo sto scrivendo attualmente e spero di poterlo pubblicare entro la fine dell’anno. Ho scelto di partire con la mia prima pubblicazione con una raccolta di racconti, perché amo le storie particolari e ho pensato fosse un buon modo per iniziare. Inoltre, in passato, ho avuto molti riscontri positivi riguardo alle mie storie e questo mi ha spronata ad andare avanti per questa strada.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Il mio libro lo paragono sicuramente ad un piatto di nouvelle cousine come “All Black”. (Nido di spaghetti al nero di seppia e caviale).

L’ultimo libro che hai letto?

Ho finito di leggere da poco “La sostanza del male” di Luca D’Andrea.

Raccontaci in breve cosa secondo te ha spinto l’autore a scrivere quel libro.

Credo che nel suo animo ci sia tormento e questo credo che lo abbia spinto a scrivere questo romanzo che da l’idea di come possa essere strana la mente umana.

In che modo ti ha arricchito quest’ultimo libro letto?

Diciamo che sicuramente ha avuto un buon impatto su di me. Ogni libro che leggo mi arricchisce mentalmente e questo romanzo mi ha dato ulteriore prova di come le persone possano arrivare a degli estremi che possono fare impazzire.

Facci il nome di un autore emergente secondo te in rampa di lancio, pronto quindi per il grande salto, e di un autore emergente che, invece, secondo te, non merita il successo che sta avendo.

Non voglio sembrare di parte ma vorrei citare Daniela Gargiulo che ormai considero come una figlia, ma obiettivamente scrive davvero molto bene e credo che meriti di sfondare. Per quanto riguarda autori che sfornano libri che vendono senza merito, potrei citare diversi nomi: mi limito a dire che ho avuto modo di recensire diversi libri di autori emergenti. E molti, dopo averli letti ho preferito non recensirli. Davvero illeggibili. Preferisco non fare nomi. Ne avrei troppi da scrivere.

Ok, ora buttiamoci sul 50 e 50. Rispondi sinceramente, d’impulso: youtube o tv?

Tv

Netflix o Sky?

Sky

Cioccolato o salame?

Cioccolato

Autunno o primavera?

Primavera

Sirmione o Ventimiglia?

Sirmione

Bollicine o naturale?

Bollicine

Pop o Indie?

Pop

Destra o sinistra?

Nessuna

Dove possiamo trovare il tuo libro? Dacci qualche link 

Il mio libro si trova su Amazon, Feltrinelli, IBS, Play Store, Stretlib e su tutti gli ebook store. È sufficiente digitare il titolo e si trova senza difficoltà.

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Devo dire che continuo a consigliare Daniela Gargiulo che fino ad ora è l’autore che mi ha più colpita. Consiglio il suo libro “Runes, il canto della vendetta”


Che altro dirvi? Andate a cercarvi Racconti dell’Oltre, Teresa Breviglieri!

E… buona lettura!

Ivano

Standard
LE INTERVISTE

LE INTERVISTE – Stefano Buzzi, Poesie Pop

Oggi intervistiamo Stefano Buzzi, autore di Poesie Pop, pubblicato da Amande Edizioni.

13769581_10209160846445695_9106305115541975732_n

Allora Stefano, bando alle ciance: dicci subito, in tre parole, chi sei. Tre eh, mi raccomando.

Sono Stefano, almeno così han deciso trentasette anni fa. Speaker di una radio locale con la passione per la musica e la scrittura.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivi, quale sarebbe? E perché?

Condividere. Scrivere poesie significa catturare un’emozione, come succede con le fotografie. Condividere e trasmettere quest’emozione è quello che mi spinge a scrivere.

Difficile, facile, migliore o peggiore di quanto ti aspettassi: com’è il mondo della letteratura? Lo consiglieresti a qualcuno?

Quello della letteratura è un mondo a me sconosciuto, visto dalla parte dello scrittore. Leggere invece fa parte di me da sempre. Consiglio senza dubbio a tutti di non smettere mai di sognare attraverso i libri. Per quanto riguarda la mia esperienza è ancora troppo presto per tracciare un bilancio oggettivo.

Raccontaci un evento legato ai tuoi libri che ti ha fatto stare particolarmente bene, e uno che ti ha fatto stare particolarmente male.

Quando ho preso in mano la prima copia del mio lavoro mi sono sentito felice. Sentivo di aver realizzato uno dei sogni che tenevo chiuso nel cassetto. Ed essendo un sogno che si realizza sono veramente pochissime le delusioni, forse qualche porta chiusa da qualche libreria contattata per la promozione.

Ora passiamo al tuo libro, Poesie Pop. Perché la poesia, perché ora?

La poesia non ha tempo. La mia poesia poi, essendo POP, ovvero molto influenzata dalla musica, è diretta, accessibile a tutti. E si esaurisce in un tempo breve. Come succede nella comunicazione di oggi, quella dei social network.

Ora chiudi gli occhi e pensa al tuo libro: qual è la prima immagine che ti viene in mente?

La realtà che le opere contengono. Tutte le opere prendono spunto da fatti realmente accaduti, a me in prima persona o osservando le vite di chi mi sta accanto.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Vista la stagione, una bella insalata di riso freddo. C’è un po’ di tutto, riempie ed è estivo.

Prova a convincerci a comprare il tuo libro in 10 parole.

Come un disco, ogni volta che si legge appare diverso.

Dove possiamo trovare il libro? Dacci qualche link 

Si può trovare in tutte le librerie Indie d’Italia, su ordinazione. Oppure, se siete più moderni, lo potete trovare su Ibs e Amazon.

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Vi consiglio i libri di Claudia Funiciello, romanzi gialli davvero avvincenti. Trovo sia un’autrice molto valida.


Che altro dire allora? Stefano Buzzi, Poesie Pop, Amande Edizioni.

E.. buona lettura!

Ivano

Standard
LE INTERVISTE

LE INTERVISTE – Emi White, Racconti per il treno

Oggi intervistiamo Emi White, autrice di Racconti per il treno, autopubblicato.

12794417_141101042947604_2429320701639519436_n.jpg

Allora Emi, bando alle ciance: dicci subito, in tre parole, chi sei. Tre eh, mi raccomando.

Una progettista compulsiva.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivi, quale sarebbe? E perché?

Incoraggiare. Scrivo per farmi coraggio e secondariamente per non scordare ciò che imparo.

Difficile, facile, migliore o peggiore di quanto ti aspettassi: com’è il mondo della letteratura? Lo consiglieresti a qualcuno?

Forse un po’ più facile di come me lo aspettavo. Scrivere può essere un piacere, una sfida personale, un momento di crescita interiore e talvolta può portare anche dei guadagni. Ovviamente sarebbe bene avere qualcosa che garantisca uno stipendio a fine mese perché non è detto che la scrittura sia remunerativa.

Raccontaci un evento legato ai tuoi libri che ti ha fatto stare particolarmente bene, e uno che ti ha fatto stare particolarmente male.

Difficile sceglierne uno soltanto: complimenti e incoraggiamenti sono gratificanti così come il concludere una trama, o il partecipare a un’intervista come questa (grazie). Al contrario non ricordo eventi spiacevoli legati all’attività della scrittura. Può capitare che io scriva quando mi sento triste e sconfortata, è già accaduto, ma le ragioni del dispiacere non derivano dallo scrivere.

Ora passiamo al tuo libro, Racconti per il treno. Perché hai scelto di usare il racconto come mezzo letterario?

Avevo appena finito di scrivere e tradurre in inglese “L’uovo di Daila”, un romanzo di circa cinquecento pagine e mi sono imbattuta in un articolo di un blogger che spiegava le difficoltà dello scrivere nel breve, molte a suo dire. Sono una persona che ama le sfide, specialmente se intuisco che possono condurre a una crescita personale; ero curiosa di vedere se sarei riuscita a realizzare dei racconti di vario genere letterario, brevi e di media lunghezza.

Ora chiudi gli occhi e pensa al tuo libro: qual è la prima immagine che ti viene in mente?

Mont Saint-Michel.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Una “Quattro Stagioni”.

Prova a convincerci a comprare il tuo libro in 10 parole.

Chi lo ha letto ne parla bene.

Dove possiamo trovare il libro? Dacci qualche link 

Per il momento, la versione elettronica è gratuita. È sufficiente lasciare la propria mail nel sito www.emiwhite.com (utilizzando il modulo dei contatti o l’iscrizione alla newsletter). Si può anche ottenere l’epub su facebook, lasciando un messaggio di richiesta nella pagina autore https://www.facebook.com/CantastorieEmiWhite/ o nella pagina del libro https://www.facebook.com/Raccontiperiltreno o via messanger direttamente a me. Per quanto riguarda il cartaceo, mi piacerebbe riuscire a realizzarlo il prima possibile.

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Sholeh Zard di Jasna C. Lemanj e Sybille Tezzele Kramer.


Che dire allora? Emi White, Racconti per il treno, i recapiti li avete…

Beh, buona lettura e.. alla prossima

Ivano

Standard