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NEWS – FEBBRAIO

“Semper sti Mohamed chi, Porcu Diu!”

“Eh, lo so, ho capito, ma cosa ti aspetti, non è che ci sia molto altro da raccontare.”

“E la Rosa? E la Pina? E chela lì che l’han masada in ca sua, ti gh’a disi un osti de chela lì.”

“Gianni, non è il momento, magari un po’ più avanti”

“Avanti, avanti, l’è semper la stessa storia.”

“Ancora qualche mese, dai, aspetta un ancora un pochino.”

“Mi voeri no speta asé. Cristu, moeves.”

Eh già, ancora qualche mese e ne vedrete delle belle. Il mio Nimal Kingdom è ormai in uscita, e già i San Gervasini non vedono l’ora di metttersi sotto la lente d’ingrandimento e farvi sbellicare dalle risate e bestemmiare di rabbia. Insomma, anche voi dovrete avere ancora un po’ di pazienza, ma le cose sono sui  binari giusti.

Intanto la promozione di Belve va a gonfie vele. Per questo mese sarò a Piacenza, Milano, Abbiategrasso e Gallarate, ma già Vervelli, Busto Arsizio, Vigevano, Tortona e Novara mi aspettano.

Per il resto, godetevi i bellissimi libri della collana che gestisco, una meraviglia da collezionare.

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E comunque sì, noi di Nuove Luci stiamo cercando nuove opere da pubblicare. Per la precisione, un saggio e un romanzo, preferibilmente da autrici (dopo tre autori, è venuta l’ora di dare spazio al gentil sesso).

Quindi, se volete mandarmi qualche inedito, inviate tutto a amande-nuoveluci@libero.it.

Oh, io vi aspetto.

Buon febbraio, e buona lettura!

 

Ivano

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Cosa ne pensa un autore..?

LA DURA LEGGE DEL FIRMACOPIE

Oggi vi propongo un argomento che non ho mai trattato – se, come no – ovvero il FIRMACOPIE. Molti di voi non sapranno di cosa si tratta, e per semplificare vi dirò subito che è un qualcosa di molto simile a quello che vedete spesso nei supermercati: promoter che cercano di spingere sulla vendita del prodotto che è stato affidato loro (yogurt, cioccolata, formaggi. Credo vi sia capitato spesso di incontrarne). Le uniche differenze qui sono che il prodotto è il libro, che la sede di vendita è la libreria e che il promoter è l’autore stesso.

Tralasciamo ora l’effettività e la fattività del firmacopie (quanto si vende, in quanto, le tecniche, cosa risponde la gente) e concentriamoci invece su ciò che deve dare, appunto, la possibilità al firmacopie di esistere in quanto tale: l’accettazione della proposta da parte della libreria.

Ve lo dico subito: per fare firmacopie degni di questo nome dovrete selezionare almeno una cinquantina di librerie, telefonare direttamente al loro numero e proporvi. Le librerie non sono abituate a questo mezzo, e quindi spesso risponderanno in modo refrattario – come sempre si risponde alla novità. Qui trovate un elenco dei rifiuti che ho sentito alla cornetta per le mie oltre 50 librerie selezionate (21 hanno accettato, finora, per fortuna, e 34 no): preparatevi psicologicamente, quindi, a risposte di questo tipo.

  • NO NO NO NO NO, non ci interessa
  • No, guarda, se tu avessi pubblico lo farei, ma essendo tu poco conosciuto non lo faccio – perché ovviamente mettersi all’uscio e cercare di proporre il proprio romanzo è una cosa da famosi.
  • Siamo poco conosciuti noi, quindi non lo facciamo – ah beh.
  • Guarda, non ho lo spazio – a meno che la tua libreria non sia un buco di un metro per un metro, io in piedi riesco a starci benissimo.
  • Facciamo solo scolastica.
  • NO NO NO NO NO. Arrivederci.
  • Per carità di Dio no. Tu tu tu tu tu tu
  • Non l’abbiamo mai fatto. Quindi no – come dire, atteggiamento aperto.
  • Vendiamo libri usati e basta.
  • Non siamo interessati.
  • Siamo una libreria parrocchiale.
  • Siamo una libreria religiosa.
  • No, noi non facciamo assolutamente nulla – carina l’idea.
  • Non ci piace molto quest’idea.
  • No, solo libri per bambini.
  • Non facciamo narrativa.
  • Se non è per ragazzi, niente.
  • Siamo troppo incasinati.
  • Non abbiamo tempo.
  • Guarda, ci ho ripensato, e no. Perché? Perché no.
  • Guarda, se ci dai il 40% a copia sì, sennò niente – e poi, una fettina di culo no?
  • Non è nella nostra politica – propongo un referendum, allora.
  • Non siamo intenzionati.
  • Non lo facciamo più – ma non l’avete mai fatto prima!
  • Non teniamo libri di questo genere. Di che genere, mi scusi? Guarda, adesso.. sono occupata! Ci risentiamo, ciao. Tutututututu – e a mai più risentirci.
  • No perché da noi non entra gente. Staresti qui a parlare con noi e basta – negozi che campano sul nulla.

ps. piccoli particolari: finora, in tre date, ho venduto una quarantina di copie. Ovviamente tutta ciccia in più per loro, che non sprecano forze, energie, e hanno soldi puliti che gli vanno dritti dritti in tasca. Però, ah beh, se non ha libri di quel genere!!

Ivano


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Cosa ne pensa un autore..?

COSA NE PENSA UN AUTORE – PERCHE’ LE RECENSIONI NON SERVONO A VENDERE

Ci sono molteplici ragioni per cui il richiedere e l’ottenere una recensione non possono e non devono essere direttamente collegati a un’esigenza di vendita, ma semplicemente a un piccolo piacere edonistico, il soddisfacimento di un piacere personale nel vedersi riconosciuto qualcosa per un qualcosa di proprio, di partorito dal dentro di sé; in questo momento, comunque, elencherò i tre motivi principali per NON spremervi a tutti i costi per farvi fare recensioni (quindi chiedere, ottenere, pregare, piangere per averne XD ) con il solo scopo di vendere qualche copia in più del vostro romanzo.

Autori, leggete bene:

  1. CHI DIFFONDE E LEGGE LE RECENSIONI DEL VOSTRO LIBRO? Se siete piccoli autori, quindi sconosciuti o quasi, la risposta è semplice. Voi. Sarete voi a diffondere la recensione, e nessun altro. Quindi leggerà la recensione solo chi vi conosce o chi è già venuto  a vostra conoscenza. La recensione non si aprirà a estranei, per un semplice motivo: si cercano recensioni di un qualcosa che si conosce o a cui si è affini, non di qualcosa che non si conosce. Non diverrete famosi, insomma, per una recensione.
  2. CHI SCRIVE LE RECENSIONI? LE FALSE RECENSIONI. Questo è un punto molto, molto importante: nel mercato editoriale odierno, che coinvolge ANCHE la rete, spesso avviene una cosa curiosa, ma ormai diffusissima: gli autori si scambiano ”recensioni”, o meglio dire ”giudizi”, soprattutto su piattaforme come amazon, senza prima aver letto i rispettivi romanzi – o opere. C’è un vero e proprio scambio di questo tipo: ‘io ti do cinque stelline, tu mi dai cinque stelline, così, subito, e siamo a posto’. Ho ricevuto personalmente molte richieste di questo tipo, rimandate tutte al mittente.
  3. CHI SCRIVE LE RECENSIONI? LE FAIDE PERSONALI. Succede anche che, semplicemente, qualche recensione (negativa) sia scritta per il solo scopo di attaccare personalmente l’autore, per qualsivoglia motivo. Faccio un esempio, capitatomi giusto qualche giorno fa. Compare una recensione sul mio ultimo romanzo, Celeste 1872, in data 6 settembre. Il romanzo è uscito a fine luglio, ma è disponibile per i distributori e, per esempio, Ibs, solo da due settimane. Il tempo di invio (e quindi d’arrivo) è stimato, per ogni acquirente, in TRE settimane, quindi a settimana prossima. Ripeto, il 6 settembre esce una recensione negativa, tra l’altro un sunto di un’altra recensione precedente (sempre negativa, sempre Ad personam – ma per altri motivi, che qui non elenco, di semplice antipatia tra due persone. EH, non è colpa mia se risulto antipatico). Recensione a cui è stata da me inviata la risposta: sei un mago, il libro non ti è ancora arrivato e già lo hai letto e recensito. Se vuoi fare il cattivo, almeno sii furbo. In poche parole: ci sarà anche chi, per chissà quale motivo (antipatia, invidia, sadismo gratuito) tenterà di minare il libro con una recensione cattiva (brrr che paura. Otterrai sicuramente grandi risultati!).

Ma arriviamo al nocciolo della questione: una recensione non vi farà vendere di più. Le recensioni sono viste da pochi, commentate da pochissimi, diffuse da voi e basta. Ciò che vi farà vendere il libro è, semplicemente, l’atto di vendere il libro. E non mi stancherò mai di ripeterlo: per noi piccoli autori, l’unico modo di vendere è il firmacopie in libreria. Punto.

ps. per chi volesse saperne di più sui vari punti o sul firmacopie, mi scriva pure qui sotto 😉  E behold the reviewers, che mozziCan!

Ivano

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Cosa ne pensa un autore..?

COSA NE PENSA UN AUTORE: DEDUZIONE FINALE SULLA PROMOZIONE

Cari amici autori e lettori, dopo tanto tempo sono finalmente giunto a conclusione su cosa sia effettivamente efficace per promuvere i propri libri. Andiamo a vedere cosa?

1. Non le recensioni, né le videorecensioni: se non vi si conosce già, non avranno alcun motivo per leggere o addirittura aprire la recensione che condividete. Al massimo, la recensione avrà motivo di essere solo per il recensore stesso, che utilizzerà il vostro bacino di ‘fan’ per avere visite al proprio blog/canale/sito. Se volete recensioni, non pensate di venderci: è importante per capire come viene recepito il vostro lavoro, tutto lì.

2. Articoli e recensioni sui giornali: a meno che siate un autore già conosciuto, i lettori tenderanno a saltare a pié pari, tranne in rarissimi casi, l’articolo che parla di voi. Su quei pochissimi che leggeranno, quanti davvero vorranno comprare il libro, e quanti invece lo faranno per mera curiosità?

3. Presentazioni: no, non ci siamo. Le presentazioni in Italia ormai sono finite, morte. E la gente che ci va, semplicemente, non va ad acquistare il libro. O non vi conoscono, e per puro culo vi compreranno il libro, o vi conoscono già, e lo avranno già comprato.

4. Social Network: NO. Facebook non funziona: né i gruppi, né il messaggio diretto. Diciamoci la verità: quanti utenti di un gruppo di libri sono davvero lettori interessati a comprare i libri che lì vengono promossi? Per una gran percentuale, che sfiora spesso la totalità dei casi, si tratta invece di soli autori, che appunto condividono propri post promozionali. E anobii, goodreads? Mi correggo rispetto all’articolo precedente: perdite di tempo, se volete vendere. Per conoscere gente, sì. Per ottenere recensioni, anche. Ma vendere? Non se ne parla. Sui 6000 che contatterete per proporgli il vostro libro, 5000 diranno che leggeranno l’anteprima; e su questi 5000, forse 500 lo faranno. Su questi 500, se solo 1 decimo compra il libro potete ritenervi fortunati: i più leggeranno forse le prime pagine, diranno che lo compreranno e poi puff, non li sentirete più. Se su 6000 trovate 10 possibili acquirenti, siete già fortunati.

L’unico metodo che funzioni è la VENDITA DIRETTA. Andare in libreria e fare dei bei firmacopie. Non c’è altro che funzioni, davvero. Avere la faccia tosta di proporsi al lettore DOVE vuole spendere per i propri libri. Il casino sarà quando tutto il sistema libraio sarà tutto online (e non ci vorranno molti anni, purtroppo).

Per il resto, buona fortuna. Non saprei dove altro mettere la testa, per vendere.

Ah, e per chi vorrebbe decantare le doti di amazon: amazon dà la possibilità al lettore di rendere il libro; su Amazon, i dati di vendita sono fortemente falsificati: quanti autori mettono le copie a download gratis per salire in classifica?
Dunque, una sola mossa è possibile: vendere direttamente.

Faccia di bronzo, e via andare.

Un saluto a tutti voi 🙂

ps. non apro parentesi su quanto gli editori mini o micro vendano da soli senza una buona distribuzione (e sono in pochissimi ad averne una) perché, altrimenti, mi viene la depressione. Vi dico solo che, del resoconto arrivatomi oggi per l’anno scorso, i libri venduti erano solo i miei, venduti direttamente.
Ivano


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