Il paese dei poveri

Un brano da “IL PAESE DEI POVERI” – Edizioni Rei, 2014

“L’uomo trasandato ha il cuore che batte debolmente, dentro il petto molle, come volesse andarsene a dormire, in disparte, e lasciarlo solo in questa scena, in questa situazione.
La guardia solleva lentamente lo sguardo, si aggiusta con le mani la cintura, si solleva i pantaloni, fa un cenno con la testa.
– Prego, è ora di entrare nella Vasca.
L’uomo trasandato non ha mai vissuto questa situazione, ma sa già come andrà a finire.
Sa, come sappiamo noi, che i suoi passi traballanti, il suo pene dondolante e il sedere flaccido finiranno nella Vasca, nella doccia, alle spalle della guardia.
Sa che dal soffitto della doccia partirà un getto bollente, sa che i passi che farà sul pavimento saranno freddi, saranno tremendi, saranno terribili.
La guardia fissa un punto sul mento dell’uomo trasandato, non lo guarda affatto negli occhi; l’uomo trasandato guarda la doccia, sa che deve muoversi, lo sente, o vi saranno reazioni pericolose.”

https://i0.wp.com/www.sulromanzo.it/sites/default/files/images/gerardo-perrotta/libri_2013.jpg

Standard
Il Cenotafio di Simon Petit

Brano da “Il Cenotafio di Simon Petit” – Leucotea, 2014

“Tanti anni fa, migliaia di momenti ormai addietro, una voce mi raccontò ciò che la mia penna vi racconta ora, quieta-mente, dolcemente, regalandovi questo aneddoto come si regala un fiore di carta.
Tanti anni fa mi giunse la voce, poggiata sulla barba di un vecchio del villaggio, che Simon nacque in un modo strano, in un modo miracoloso, in un modo che sempre si sarebbe ricordato.
La nascita di Simon, mi disse quel vecchio, fu un evento straordinario, un evento irripetibile.
Simon nacque sorridendo.
Afferrando con le natiche il primo dolore della vita, il primo schiaffo, rispose con un sorriso, uno sguardo dolce, dritto negli occhi di chi lo tratteneva, lo teneva, lo cullava in aria.
Il vecchio del villaggio posò sulle mie orecchie il dolce e sottile racconto di un bambino Simon, di un neonato Simon che era un dito posato su una guancia del dottore, che era un sorriso vivo, voluto, un sorriso aperto.
Appena nato, nel primo dolore.”

https://i2.wp.com/www.kyweek.com/wp-content/uploads/2010/01/libro-lettura-veloce-leggere-velocemente.png

Standard
Il paese dei poveri

Un brano da “Il Paese dei Poveri” – Edizioni Rei, 2015

“Ha i piedi scalzi, l’uomo trasandato, e notiamo solo ora che è nudo.
I glutei pelosi lasciati tremare all’aria fredda dello stanzone, il pene a ciondolare tra le gambe strette, il petto cadente, molle, scuro.
L’uomo trasandato non capisce perché si trovi qui, ma capisce perché si trovi nudo davanti a una Vasca.
Non ha mai vissuto questa situazione, eppure sa già perfettamente come andrà a finire, come noi stessi intuiamo.
La guardia solleva leggermente lo sguardo, gli occhi gli cadono sui piedi scalzi dell’uomo, sulle gambe, e all’arrivare al pene dell’uomo pare vedergli in faccia un brivido, un tremore, quasi un conato.
L’uomo trasandato stringe i pugni, ha freddo, nelle orecchie ha ancora il ronzante rumore bianco che pervade ogni mattone di questa stanza.
La Vasca è poco distante, la guardia di fronte a lui, appoggiata allo spigolo, il cartello appeso, ‘Vasca di sanificazione’.
Tutto sa di sterile e di lontano, di isolato, di freddo.”

Standard
Il Cenotafio di Simon Petit

Un brano da “Il Cenotafio di Simon Petit” – Leucotea, 2014

“Onoratelo come si onora una tomba.
Onorate il ricordo, non prendetevi gioco di questo dolore.
E provatevi un poco a sentirlo, sentire Simon su quei vo-stri occhi, sentirlo allo scorrere di queste righe.
Lascio tremar le mie dita su questa penna, allo scaldarsi e scaldarmi di una debole fiamma di cera, per il semplice sentir-lo ancora sulla mia pelle.
E sentire ancora la musica, quella musica dolce.
Quella musica tanto terribile.
Sentirmela ancora straziarmi ed avvolgermi come un ab-braccio.
Onorate il ricordo.
Onoratelo come si onora una tomba.”

https://i2.wp.com/media.booksblog.it/i/imm/immagini-di-lettori-vintage-style/th/Immaginidilettorivintagestyle.png

Standard