Il Cenotafio di Simon Petit

Un brano da “Il Cenotafio di Simon Petit” – Leucotea, 2014

“Onoratelo come si onora una tomba.
Onorate il ricordo, non prendetevi gioco di questo dolore.
E provatevi un poco a sentirlo, sentire Simon su quei vo-stri occhi, sentirlo allo scorrere di queste righe.
Lascio tremar le mie dita su questa penna, allo scaldarsi e scaldarmi di una debole fiamma di cera, per il semplice sentir-lo ancora sulla mia pelle.
E sentire ancora la musica, quella musica dolce.
Quella musica tanto terribile.
Sentirmela ancora straziarmi ed avvolgermi come un ab-braccio.
Onorate il ricordo.
Onoratelo come si onora una tomba.”

https://i0.wp.com/media.booksblog.it/i/imm/immagini-di-lettori-vintage-style/th/Immaginidilettorivintagestyle.png

Annunci
Standard
Il Cenotafio di Simon Petit

Un brano da “Il Cenotafio di Simon Petit” – Leucotea, 2014

“Aveva la mano sulla maniglia, e la mano tremava con for-za, tremava nervosa.
E la bocca era serrata e dura, la bocca era pronta ad urlare, la bocca era un urlo, era rabbia.
Poi mi accorsi che il volto era teso, ma era sconfitto.
E mi accorsi che gli occhi non pulsavan certo di lotta, ma di mollezza e resa.
Io mi accorsi, eppure avevo ancora tra le dita la paura e il fremito della fuga, avevo paura delle conseguenze.
Ma non ce ne furono.
Mio marito guardò e non guardò il tavolo, mio marito aveva il volto di chi prende rabbiosamente atto.
E strinse la maniglia più forte, stringendola e portandosela addosso, chiudendosi addosso il varco.
Mio marito chiuse la porta come l’aveva aperta.
E ci chiuse fuori dalla sua vita, o ci chiuse dentro la nostra.
Per l’ultima volta vidi i suoi occhi.
Eran gli occhi di chi si arrendeva, di chi ci aveva d’altron-de provato.
Eran occhi che non mi guardavano, eppure guardavano.
Eran occhi d’assenza.
Chiuse mollemente.
E non lo rividi mai più.”

https://i1.wp.com/blog.fotoit.it/wp-content/uploads/2010/03/316-Anastasio-Roberto-la-porta-chiusa1.jpg

Standard
Momento Poesia

AGOSTO E TEGOLE, di IVANO MINGOTTI

Quel ramo
che tanto anelavi
al guardare il cielo nel brillare d’una giornata d’agosto
è ora spezzato, divelto

Rimane il rimpianto delle foglie sotto i nostri piedi
ed il crepitare dell’erba
e un vago sospiro di vento
e niente più voce, ma occhi

E tragico e vivo singulto
al ricordar le tegole rotte
ed i fiori lenti del gelsomino
che brillando cadono all’inverno che arriva

di nuovo.

©Ivano Mingotti

https://i2.wp.com/static.giardinaggio.net/giardinaggio/malattie-delle-piante/gelsomino-malattie_O2.jpg

Standard
Il paese dei poveri

ENTUSIASMO

Vi invito tutti a dare un occhio alla pagina qui sopra “il paese dei poveri”!!! Posso finalmente dire che è uscito, oggi, il mio settimo romanzo! 😀

Nella pagina è stata resa disponibile un’anteprima di ben 40 pagine! La trovate sopra i link per l’acquisto!

Ciao a tutti 😀

copertina uno

Ivano

Standard