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Viaggio nella bellissima Ranzi (Pietra Ligure)

Come vi avevo anticipato, io e la mia compagna abbiamo avuto il piacere di soggiornare nella piccola e meravigliosa Ranzi, frazione di Pietra Ligure e “Borgo dell’Infiorata”.

Il paesino, composto dalle tre borgate di Santa Liberata, Sant’Antonio e Santissima Concezione, si distingue per le bellissime viette tipiche degli ambienti liguri e dei borghi medievali, per i tantissimi fiori che si possono veder spuntare ovunque, dalle pareti rocciose e dai muri delle case, per il calore e l’accoglienza della sua gente e per le tantissime iniziative che, nonostante i pochissimi abitanti, tengono ancora vivissimo il borgo nelle sue tradizioni.

Piccole piazzette in cui si può rivivere la magia dei paesini italiani di una volta, con lavatoi e scalette in pietra che si inerpicano nella montagna.

 

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borgata Santa Liberata, piazzetta

 

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borgata Santa Liberata, lavatoio

 

Carruggi che scendono e salgono, colmi di particolari che vi divertirete a scovare, come statuette, ninnoli, macchine da cucire e attrezzature d’epoca.

 

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borgata Santa Liberata, veduta di via

 

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borgata Santa Liberata, veduta di via

 

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borgata Santa Liberata, particolari

 

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borgata Santa Liberata, particolari

 

Viottoli abbelliti per la tradizionale sfida tra le borgate che si compie a ogni Infiorata, e in cui ogni nucleo abitato dà il meglio di sé per rendere la propria borgata la più bella tra tutte e vincere così la competizione.

 

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borgata Santa Liberata, particolari

 

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borgata Santa Liberata, particolari

 

Infiorata che si svolge a ogni Corpus Domini, come da tradizione, e che vede tutto il borgo unirsi alla ricerca dei fiori di campo più disparati e colorati per poter comporre, tutti insieme, un grande mosaico di petali che attrae ogni anno centinaia di visitatori da tutto il mondo.

 

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borgata Santa Liberata, particolare

 

Il borgo dista soli 5 minuti di macchina dalle spiagge di Pietra Ligure, dove il mare è accessibile sia a chi voglia usufruire della spiaggia libera, sia a chi preferisca il tipico stabilimento balneare. A pochi passi dalla spiaggia, il centro di Pietra vi accoglierà con i tipici negozietti, la focaccia e i dolci celebri del luogo.

 

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mare di Pietra Ligure

 

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veduta del mare da Ranzi

 

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veduta del mare da Ranzi

 

Insomma, una meta da non perdere per famiglie e coppie che vogliano prendersi una pausa meravigliosa da un frenetico periodo lavorativo, ma anche per una breve scampagnata domenicale da soli o con gli amici.

 

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borgata Santissima Concezione, particolari

 

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borgata Santissima Concezione, particolari

 

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borgata Sant’Antonio, veduta del mare

 

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borgata Sant’Antonio, particolari

 

La meta è indicata anche per gli amanti del trekking e della montagna: dalle borgate Sant’Antonio e Santa Liberata diversi sentieri vi condurranno fino alle cime del monte Carmo (1389 metri) dal quale potrete ammirare un panorama spettacolare.

 

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borgata Sant’Antonio, sentiero al monte

 

Insomma: consiglio vivamente di fare un salto in questo bellissimo Borgo – che ho avuto la fortuna di conoscere per puro caso – preferibilmente nelle prime o nelle ultime settimane d’estate, per godere di un periodo privo della frenesia tipica dei luoghi turistici di massa.

 

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borgata Santa Liberata, piazzeta di sera

 

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borgata Sant’Antonio, veduta del mare

 

E come sempre, buon viaggio e buona lettura!

 

Ivano

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SETTEMBRE 2018 – facciamo il punto

Vacanze finite, è ora di ripartire.

Come vi avevo già anticipato, per settembre è prevista l’uscita del mio ultimo libro, Piccole Cose Paurose, che chiuderà la mia parentesi letteraria (quantomeno per un bel periodo, credo abbastanza lungo). Per chi non lo sapesse, un paio di mesi fa ho dato alle stampe, per puro sfizio personale, una vera chicca: il libro per bambini con cui avevo partecipato a IoScrittore, uscito appunto per Amande nel mese di Luglio, e che potete già trovare negli store online. Ho in mente qualche presentazioncina per entrambi, più che altro per divertimento personale, sapendo bene quanto tiri il mercato dei piccoli/piccolissimi editori/autori. Niente di più, niente di meno, contando anche il fatto che i firmacopie ormai non tirano più di tanto (purtroppo) e le mie ginocchia non reggerebbero a tante ore in piedi o comunque non in situazione di relax (30 anni e dimostrarne 70).

E in più sono felicemente occupato nell’organizzazione del mio matrimonio, che si terrà a Maggio 2019. E non potrei essere più contento.

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Dopo aver tentato di candidarmi come consigliere comunale alle Amministrative 2018 di Macherio e aver miseramente fallito ( 😀 ) ho deciso di prendere parte a un corso (molto serio) di recitazione al Teatro dell’Elica di Lissone, giusto per non farmi mancare nulla. Sono in trepidazione, non vedo l’ora di iniziare e conoscere la mia insegnante (che mi dicono essere molto molto brava).

Per non parlare dei DUE libri in uscita per la collana che gestisco, Nuove Luci, e che sto provvedendo a editare insieme agli autori Marco Emilio Boga e Amleta.

Insomma, un bel periodino intenso.

E per voi com’è stato il rientro a casa?

 

 

Ps. Consiglio vivamente ai lettori di fare un salto a Ranzi, Liguria, dove ho passato circa una settimana di vacanza. Un borgo bellissimo, che ti riempie il cuore e in cui non vedi l’ora di tornare! Un’esperienza indimenticabile.

 

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EBOOK GRATUITI

Eccovi una lista di alcune mie opere – già pubblicate o reperibili solo qui – che ho deciso di rendere disponibili gratuitamente, in formato ebook. Buona lettura! 🙂

(Basta cliccare sul file per scaricarlo)

APOLOGIA DELLA FOLLIA – Ivano Mingotti – 2010

Un folle omicida, un ragazzo, due storie che si intrecciano in un thriller dalla forte valenza metafisica, sulle orme di Storia di un boia, il mio primo romanzo pubblicato.

TRE STELLE SOTTO IL SOLE – Ivano Mingotti – 2010

Prosecuzione di Solo gli Occhi e Stati Uniti d’Aspirina, secondo e terzo romanzo da me pubblicati, thriller psicologico con diversi personaggi e storie, che si intrecciano poi in un gran finale.

AMINTA – Ivano Mingotti – 2011

L’inizio del mio percorso sperimentale: un sognante racconto cavalleresco.

 SQUITTIRE SOMMESSO ALLA FINE DEL MONDO – Ivano Mingotti – 2012

Un delirante racconto sulla fine del mondo: la lotta ironica e metaforica tra criceti e zanzare per il dominio sulla Terra.

INDIANO – Ivano Mingotti – 2012

Un breve romanzo in prima persona ambientato durante la conquista spagnola del nord america: il primo contatto tra un nativo americano e un cavallo.

IL PAESE DEI POVERI – Ivano Mingotti – 2013

Distopia incentrata sul concetto della produttività portato all’eccesso: i poveri sono qualcosa da emarginare ed eliminare, chi perde il lavoro è inutile e va rinchiuso.

IL DESTINO DELL’UOMO CALAMITICO – Ivano Mingotti – una raccolta di poesie – 2014

La mia prima raccolta di poesie.

TUTTE QUESTE PAROLE PER DIMENTICARE – Ivano Mingotti – 2015

Un giallo psicologico e fantascientifico. SPOILER ALERT: la Terra è già morta da tempo.

Qui invece trovate le anteprime (una parte del libro, spesso le prime 30-40 pagine) delle mie opere attualmente in vendita. Buona lettura!

NIMAL KINGDOM – ED. NULLA DIE 2017 – Anteprima scaricabile: le prime 30 pagine gratuite

MINOICA – ED. NULLA DIE 2016 – Anteprima Minoica – Mingotti, 2016, ed. Nulla Die – cliccare per scaricare

CELESTE 1872 – ED. ALTER EGO 2015 – Anteprima gratuita Celeste 1872 – cliccare per scaricare

IL CENOTAFIO DI SIMON PETIT – ED. LEUCOTEA 2014 – Anteprima – un estratto di venti pagine

 

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COSA CI HA DETTO IL VOTO

Domenica 4 marzo più del 70 per cento degli italiani ha alzato il culo dalla sedia ed è andato a votare. Vediamo un po’ cosa ci dicono i dati percentuali – praticamente ufficiali – di ogni partito votato.

CENTRODESTRA

FORZA ITALIA – Il ritorno di Berlusconi non ha portato grandi cambiamenti. Con il 14% Forza Italia diventa il secondo partito dopo la Lega all’interno della coalizione. Uno smacco non indifferente per il Cavaliere, che ha visto confluire parte dei propri elettori delusi nel M5s e, soprattutto, nella Lega di Salvini. Più effetto mediatico che elettorale, ma questo si capiva già dalle varie presenze televisive (colme di gaffe) e dalla mancanza di un vero candidato forte a Premier nel caso di vittoria nel testa a testa forzista-leghista (Berlusconi non è candidabile fino al 2019).

FRATELLI D’ITALIA – Un risultato a sorpresa, per quanto mi riguarda. Il 4% della Meloni e il contemporaneo svaporamento di Casa Pound e Forza Nuova suggerisce che gli elettori di destra o estrema destra abbiano preferito seguire una certa istituzionalità e, magari, una più alta possibilità di finire parte di un governo.

LEGA – Ritenuto il grande vincitore da parte di molti, Salvini è riuscito nell’impresa di ritornare alle percentuali leghiste ante-movimento5stelle con il suo 18%. Canalizzato un certo sentimento xenofobo, nazionalista e conservatore, Salvini si candida a un possibile governo euroscettico, protezionista, chiuso a grandi cambiamenti sociali. Le promesse di tassazione “differente” non sono state il vero motore del voto, quanto un certo risentimento verso l’establishment di centrosinistra, un certo populismo dei toni e il costante, pesante riferimento all’immigrazione. Una politica della paura, del lamento, che a conti fatti ha funzionato.

CENTROSINISTRA

PARTITO DEMOCRATICO – Il grande sconfitto delle elezioni 2018. Renzi porta il suo partito a uno storico dimezzamento elettorale, una vera e propria debacle. Di chi è la colpa? Possiamo cercarla nelle fake news, nell’imbarbarimento mediatico, nel “cattivismo”, nella chiusura a troppi, repentini cambiamenti sociali non accettati da una parte della popolazione quali le unioni di fatto, l’integrazione, lo ius soli mai raggiunto, etc etc etc. Forse la soluzione è più semplice: l’aver puntato, in campagna elettorale, su toni distensivi (“va tutto bene, con noi pian piano si migliora”), e forse una certa delusione dell’ex premier stesso, abbastanza visibile, mai sembrato troppo convinto nelle sue varie apparizioni, hanno dato agli elettori la sensazione che non ci fosse una politica di speranza, di futuro, di promesse; nessun sogno, poca attenzione alle fasce più povere, ben poco menzionate. Focalizzarsi sul già fatto, non sul faremo, una certa fumosità, la mancanza di coerenza nell’essersi prima “ritirato dalla politica” e poi ripresentato, e, colpo di grazia, lo scontro totale con i 5stelle: Renzi ha scelto l’avversario sbagliato per la propria campagna, con toni più morbidi verso i pentastellati probabilmente le cose sarebbero andate meglio (anche se di poco). La personificazione del partito in Renzi ha poi messo la croce definitiva sulla tomba: come per il referendum, la simpatia o l’antipatia per Renzi hanno decretato il voto o meno al partito, sia per i moderati che per i tradizionali elettori di centrosinistra, che sono finiti nel serbatoio 5stelle, in quello LeU, o semplicemente non hanno votato. Chiaro che FanPage, e tutto ciò che è scaturito dall’inchiesta sui rifiuti, certo non hanno aiutato.

+ EUROPA – Il vero vincitore del centrosinistra, a mio parere. Uno dei partiti in cui sono confluiti i voti dei delusi dal Pd, che per continuare a votare centrosinistra hanno optato per il voto di coalizione. Certo la campagna elettorale, soprattutto attraverso i media, è stata portentosa: davvero ben costruita. Ai tradizionali elettori radicali si è sommata quindi una percentuale di delusi dal PD. Poco credibile che questa percentuale derivi da una focalizzazione sui temi di una Europa più presente.

INSIEME, CIVICA POPOLARE, SVP – Risultato insoddisfacente per gli altri appartenenti alla coalizione, ma c’era da aspettarselo. A parte SVP, che ha una forte connotazione territoriale, di Insieme e Civica Popolare si sono perse le tracce. Troppo fumosi e poco distinguibili, forse. O forse, semplicemente, l’elettore di centrosinistra ha preferito dare un voto più utile.

DESTRA

CASA POUND & ITALIA AGLI ITALIANI – Debacle per la destra: quella che veniva ritenuta una vera e propria minaccia, cioè l’ingresso in parlamento di movimenti cosiddetti Neofascisti, non è avvenuta. Ampiamente sotto l’1% entrambi, fagocitati dal voto utile alla Meloni.

SINISTRA

LIBERI E UGUALI – Altro grande sconfitto delle elezioni 2018. Ha influito forse l’aria di “vecchio, già presentato” dei candidati Bersani, Grasso, Boldrini, Civati, e soprattutto D’Alema. Come sempre, alla sinistra del centrosinistra si pronosticano sempre grandi risultati, per poi assistere grandi debacle. Scontata la scissione del partito e la riformulazione del tutto. C’è bisogno di un vero partito di sinistra, ma nemmeno stavolta è andata bene. Campagna elettorale fallimentare.

POTERE AL POPOLO – Le scene di festa per l’1% ottenuto non porteranno il partito alle camere. Come al solito, il grande divisionismo a Sinistra (oltre a LeU e PaP abbiamo altre 2 liste proto-laburiste) non fa che ledere la Sinistra stessa. Stavolta però il risultato di LeU e PaP è conseguenza più di un voto altrove (M5s) o di un astensionismo più che della divisione (le percentuali infatti sono risibili. Se aggiungiamo al 3.4% di LeU l’1.1% di PaP, più le piccole percentuali delle altre liste, non arriviamo comunque al 5%). Insomma, l’elettore di sinistra non vota più a sinistra. Ad ogni modo, per Potere al Popolo, lista nata solo qualche mese fa, si prospetta un bivio: diventare il soggetto politico della Sinistra nei prossimi anni o svanire e scindersi come le altre liste.

ALTRI

MOVIMENTO 5 STELLE – Il partito pigliatutto si trasforma in partito di Governo? Sicuramente il malcontento continua a rifornire di energia elettorale il movimento, ma non è la sola cosa a spingere gli elettori a vorare 5s, non più. Se una gran parte della sinistra finisce per votare 5stelle è anche per l’attenzione agli ultimi, connotata certo da un populismo spiccato, e per la coerenza dimostrata: il partito degli Onesti è rimasto il partito degli Onesti nonostante qualche minuscolo scoop. Altro successo è stato il riuscire a riportare un elettorato deluso, che non votava più, alle urne. I toni censori e risoluti hanno fatto il resto. Ma ora, che ne sarà del Partito non Partito? Davvero ci sarà un governo pentastellato, e con chi? E dopo un governo pentastellato, l’elettore medio 5stelle sarà ancora con Di Maio & Co.? Con questo 33%, la grande prova dei fatti è arrivata.

IL POPOLO DELLA FAMIGLIA – Risultato insoddisfacente per Adinolfi, che non riesce ad accedere alle camere. Sicuramente parte dell’elettorato conservatore ha preferito partiti più grandi che facessero comunque riferimento alle tematiche del PdP (per esempio, la Lega).

PARTITO COMUNISTA, SINISTRA RIVOLUZIONARIA – Altre due liste che non entrano alle Camere e che, probabilmente, sono servite solo a disperdere i voti della sinistra. Ancora una volta, un grande peccato che non si riesca a formare una lista unitaria.

PARTITO VALORE UMANO, GRANDE NORD, AUTODETERMINAZIONE, PATTO PER L’AUTONOMIA, BLOCCO NAZIONALE PER LE LIBERTA’, SIAMO, RINASCIMENTO, ITALIA NEL CUORE, DESTRE UNITE FORCONI, DEMOCRAZIA CRISTIANA, STATO MODERNO SOLIDALE – Siamo sinceri, quanti di noi avevano sentito parlare di queste liste? A parte Siamo, per le tematiche legate ai vaccini, e Rinascimento, per Sgarbi, quanti? I risultati confermano la visibilità mediatica di questi movimenti: praticamente nulla.

10 VOLTE MEGLIO – Movimento interessante venutosi a creare poco prima delle elezioni, con una campagna elettorale fatta magistralmente. Certo, non riuscire a collocare il partito a primo impatto, e una certa fumosità sull’immediato hanno condannato il tutto a una fine prematura (forse).

PARTITO REPUBBLICANO – Un gradito ritorno sulla scena politica, che però non ha portato a nessun risultato.

LISTA DEL POPOLO – Il movimento arancione ci ha riprovato anche stavolta, facendosi connotare ANCHE dal tema vaccinista, forse in un ultimo tentativo di legarsi al treno del 3%. Il risultato è clamoroso, secondo Repubblica la lista ha ottenuto lo 0.0%. Drammatico.

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