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EBOOK GRATUITI

Eccovi una lista di alcune mie opere – già pubblicate o reperibili solo qui – che ho deciso di rendere disponibili gratuitamente, in formato ebook. Buona lettura! 🙂

(Basta cliccare sul file per scaricarlo)

APOLOGIA DELLA FOLLIA – Ivano Mingotti – 2010

Un folle omicida, un ragazzo, due storie che si intrecciano in un thriller dalla forte valenza metafisica, sulle orme di Storia di un boia, il mio primo romanzo pubblicato.

TRE STELLE SOTTO IL SOLE – Ivano Mingotti – 2010

Prosecuzione di Solo gli Occhi e Stati Uniti d’Aspirina, secondo e terzo romanzo da me pubblicati, thriller psicologico con diversi personaggi e storie, che si intrecciano poi in un gran finale.

AMINTA – Ivano Mingotti – 2011

L’inizio del mio percorso sperimentale: un sognante racconto cavalleresco.

 SQUITTIRE SOMMESSO ALLA FINE DEL MONDO – Ivano Mingotti – 2012

Un delirante racconto sulla fine del mondo: la lotta ironica e metaforica tra criceti e zanzare per il dominio sulla Terra.

INDIANO – Ivano Mingotti – 2012

Un breve romanzo in prima persona ambientato durante la conquista spagnola del nord america: il primo contatto tra un nativo americano e un cavallo.

IL PAESE DEI POVERI – Ivano Mingotti – 2013

Distopia incentrata sul concetto della produttività portato all’eccesso: i poveri sono qualcosa da emarginare ed eliminare, chi perde il lavoro è inutile e va rinchiuso.

IL DESTINO DELL’UOMO CALAMITICO – Ivano Mingotti – una raccolta di poesie – 2014

La mia prima raccolta di poesie.

TUTTE QUESTE PAROLE PER DIMENTICARE – Ivano Mingotti – 2015

Un giallo psicologico e fantascientifico. SPOILER ALERT: la Terra è già morta da tempo.

Qui invece trovate le anteprime (una parte del libro, spesso le prime 30-40 pagine) delle mie opere attualmente in vendita. Buona lettura!

NIMAL KINGDOM – ED. NULLA DIE 2017 – Anteprima scaricabile: le prime 30 pagine gratuite

MINOICA – ED. NULLA DIE 2016 – Anteprima Minoica – Mingotti, 2016, ed. Nulla Die – cliccare per scaricare

CELESTE 1872 – ED. ALTER EGO 2015 – Anteprima gratuita Celeste 1872 – cliccare per scaricare

IL CENOTAFIO DI SIMON PETIT – ED. LEUCOTEA 2014 – Anteprima – un estratto di venti pagine

 

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COSA CI HA DETTO IL VOTO

Domenica 4 marzo più del 70 per cento degli italiani ha alzato il culo dalla sedia ed è andato a votare. Vediamo un po’ cosa ci dicono i dati percentuali – praticamente ufficiali – di ogni partito votato.

CENTRODESTRA

FORZA ITALIA – Il ritorno di Berlusconi non ha portato grandi cambiamenti. Con il 14% Forza Italia diventa il secondo partito dopo la Lega all’interno della coalizione. Uno smacco non indifferente per il Cavaliere, che ha visto confluire parte dei propri elettori delusi nel M5s e, soprattutto, nella Lega di Salvini. Più effetto mediatico che elettorale, ma questo si capiva già dalle varie presenze televisive (colme di gaffe) e dalla mancanza di un vero candidato forte a Premier nel caso di vittoria nel testa a testa forzista-leghista (Berlusconi non è candidabile fino al 2019).

FRATELLI D’ITALIA – Un risultato a sorpresa, per quanto mi riguarda. Il 4% della Meloni e il contemporaneo svaporamento di Casa Pound e Forza Nuova suggerisce che gli elettori di destra o estrema destra abbiano preferito seguire una certa istituzionalità e, magari, una più alta possibilità di finire parte di un governo.

LEGA – Ritenuto il grande vincitore da parte di molti, Salvini è riuscito nell’impresa di ritornare alle percentuali leghiste ante-movimento5stelle con il suo 18%. Canalizzato un certo sentimento xenofobo, nazionalista e conservatore, Salvini si candida a un possibile governo euroscettico, protezionista, chiuso a grandi cambiamenti sociali. Le promesse di tassazione “differente” non sono state il vero motore del voto, quanto un certo risentimento verso l’establishment di centrosinistra, un certo populismo dei toni e il costante, pesante riferimento all’immigrazione. Una politica della paura, del lamento, che a conti fatti ha funzionato.

CENTROSINISTRA

PARTITO DEMOCRATICO – Il grande sconfitto delle elezioni 2018. Renzi porta il suo partito a uno storico dimezzamento elettorale, una vera e propria debacle. Di chi è la colpa? Possiamo cercarla nelle fake news, nell’imbarbarimento mediatico, nel “cattivismo”, nella chiusura a troppi, repentini cambiamenti sociali non accettati da una parte della popolazione quali le unioni di fatto, l’integrazione, lo ius soli mai raggiunto, etc etc etc. Forse la soluzione è più semplice: l’aver puntato, in campagna elettorale, su toni distensivi (“va tutto bene, con noi pian piano si migliora”), e forse una certa delusione dell’ex premier stesso, abbastanza visibile, mai sembrato troppo convinto nelle sue varie apparizioni, hanno dato agli elettori la sensazione che non ci fosse una politica di speranza, di futuro, di promesse; nessun sogno, poca attenzione alle fasce più povere, ben poco menzionate. Focalizzarsi sul già fatto, non sul faremo, una certa fumosità, la mancanza di coerenza nell’essersi prima “ritirato dalla politica” e poi ripresentato, e, colpo di grazia, lo scontro totale con i 5stelle: Renzi ha scelto l’avversario sbagliato per la propria campagna, con toni più morbidi verso i pentastellati probabilmente le cose sarebbero andate meglio (anche se di poco). La personificazione del partito in Renzi ha poi messo la croce definitiva sulla tomba: come per il referendum, la simpatia o l’antipatia per Renzi hanno decretato il voto o meno al partito, sia per i moderati che per i tradizionali elettori di centrosinistra, che sono finiti nel serbatoio 5stelle, in quello LeU, o semplicemente non hanno votato. Chiaro che FanPage, e tutto ciò che è scaturito dall’inchiesta sui rifiuti, certo non hanno aiutato.

+ EUROPA – Il vero vincitore del centrosinistra, a mio parere. Uno dei partiti in cui sono confluiti i voti dei delusi dal Pd, che per continuare a votare centrosinistra hanno optato per il voto di coalizione. Certo la campagna elettorale, soprattutto attraverso i media, è stata portentosa: davvero ben costruita. Ai tradizionali elettori radicali si è sommata quindi una percentuale di delusi dal PD. Poco credibile che questa percentuale derivi da una focalizzazione sui temi di una Europa più presente.

INSIEME, CIVICA POPOLARE, SVP – Risultato insoddisfacente per gli altri appartenenti alla coalizione, ma c’era da aspettarselo. A parte SVP, che ha una forte connotazione territoriale, di Insieme e Civica Popolare si sono perse le tracce. Troppo fumosi e poco distinguibili, forse. O forse, semplicemente, l’elettore di centrosinistra ha preferito dare un voto più utile.

DESTRA

CASA POUND & ITALIA AGLI ITALIANI – Debacle per la destra: quella che veniva ritenuta una vera e propria minaccia, cioè l’ingresso in parlamento di movimenti cosiddetti Neofascisti, non è avvenuta. Ampiamente sotto l’1% entrambi, fagocitati dal voto utile alla Meloni.

SINISTRA

LIBERI E UGUALI – Altro grande sconfitto delle elezioni 2018. Ha influito forse l’aria di “vecchio, già presentato” dei candidati Bersani, Grasso, Boldrini, Civati, e soprattutto D’Alema. Come sempre, alla sinistra del centrosinistra si pronosticano sempre grandi risultati, per poi assistere grandi debacle. Scontata la scissione del partito e la riformulazione del tutto. C’è bisogno di un vero partito di sinistra, ma nemmeno stavolta è andata bene. Campagna elettorale fallimentare.

POTERE AL POPOLO – Le scene di festa per l’1% ottenuto non porteranno il partito alle camere. Come al solito, il grande divisionismo a Sinistra (oltre a LeU e PaP abbiamo altre 2 liste proto-laburiste) non fa che ledere la Sinistra stessa. Stavolta però il risultato di LeU e PaP è conseguenza più di un voto altrove (M5s) o di un astensionismo più che della divisione (le percentuali infatti sono risibili. Se aggiungiamo al 3.4% di LeU l’1.1% di PaP, più le piccole percentuali delle altre liste, non arriviamo comunque al 5%). Insomma, l’elettore di sinistra non vota più a sinistra. Ad ogni modo, per Potere al Popolo, lista nata solo qualche mese fa, si prospetta un bivio: diventare il soggetto politico della Sinistra nei prossimi anni o svanire e scindersi come le altre liste.

ALTRI

MOVIMENTO 5 STELLE – Il partito pigliatutto si trasforma in partito di Governo? Sicuramente il malcontento continua a rifornire di energia elettorale il movimento, ma non è la sola cosa a spingere gli elettori a vorare 5s, non più. Se una gran parte della sinistra finisce per votare 5stelle è anche per l’attenzione agli ultimi, connotata certo da un populismo spiccato, e per la coerenza dimostrata: il partito degli Onesti è rimasto il partito degli Onesti nonostante qualche minuscolo scoop. Altro successo è stato il riuscire a riportare un elettorato deluso, che non votava più, alle urne. I toni censori e risoluti hanno fatto il resto. Ma ora, che ne sarà del Partito non Partito? Davvero ci sarà un governo pentastellato, e con chi? E dopo un governo pentastellato, l’elettore medio 5stelle sarà ancora con Di Maio & Co.? Con questo 33%, la grande prova dei fatti è arrivata.

IL POPOLO DELLA FAMIGLIA – Risultato insoddisfacente per Adinolfi, che non riesce ad accedere alle camere. Sicuramente parte dell’elettorato conservatore ha preferito partiti più grandi che facessero comunque riferimento alle tematiche del PdP (per esempio, la Lega).

PARTITO COMUNISTA, SINISTRA RIVOLUZIONARIA – Altre due liste che non entrano alle Camere e che, probabilmente, sono servite solo a disperdere i voti della sinistra. Ancora una volta, un grande peccato che non si riesca a formare una lista unitaria.

PARTITO VALORE UMANO, GRANDE NORD, AUTODETERMINAZIONE, PATTO PER L’AUTONOMIA, BLOCCO NAZIONALE PER LE LIBERTA’, SIAMO, RINASCIMENTO, ITALIA NEL CUORE, DESTRE UNITE FORCONI, DEMOCRAZIA CRISTIANA, STATO MODERNO SOLIDALE – Siamo sinceri, quanti di noi avevano sentito parlare di queste liste? A parte Siamo, per le tematiche legate ai vaccini, e Rinascimento, per Sgarbi, quanti? I risultati confermano la visibilità mediatica di questi movimenti: praticamente nulla.

10 VOLTE MEGLIO – Movimento interessante venutosi a creare poco prima delle elezioni, con una campagna elettorale fatta magistralmente. Certo, non riuscire a collocare il partito a primo impatto, e una certa fumosità sull’immediato hanno condannato il tutto a una fine prematura (forse).

PARTITO REPUBBLICANO – Un gradito ritorno sulla scena politica, che però non ha portato a nessun risultato.

LISTA DEL POPOLO – Il movimento arancione ci ha riprovato anche stavolta, facendosi connotare ANCHE dal tema vaccinista, forse in un ultimo tentativo di legarsi al treno del 3%. Il risultato è clamoroso, secondo Repubblica la lista ha ottenuto lo 0.0%. Drammatico.

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Altro, Servizi

EDITING & CORREZIONE BOZZE LOW-COST

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Sì, avete capito bene: 50 centesimi per ogni pagina a5.

CHI SONO
Lavoro nell’ambito editoriale da circa dieci anni, collaborando con case editrici e autori indipendenti; ho pubblicato, a mia volta, già 11 romanzi. Gestisco per Amande Edizioni la collana editoriale Nuove Luci, occupandomi di editing, correzione bozze, promozione e ricerca di nuovi autori.

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Per informazioni, dettagli sull’offerta o per richiedere un preventivo, contattate ivanomingottiautore@libero.it o utilizzate il form sottostante:

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Perchè preferire l’autopubblicazione al piccolo editore

Cercherò di essere il più conciso, pratico e diretto possibile. Insomma, perché un autore dovrebbe preferire l’autopubblicazione al piccolo editore?

Eccovi i principali motivi:

 

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I COSTI

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 1

Il piccolo editore può essere di tre tipi: a pagamento, a doppio binario, noEap. L’editore a pagamento obbliga l’autore a pagare, se davvero vuole pubblicare, una media di 1500 euro, inviandogli in seguito 100 copie del libro (se va bene). Circa 15 euro a copia, diciamo. L’editore a doppio binario richiede all’autore l’acquisto preventivo di una cinquantina di copie, in media, a pieno costo di copertina. L’editore noEap – non a pagamento – fa uno sconto del 30, massimo 50% sul prezzo di copertina, qualora gli vengano richieste copie dall’autore.

Su un libro medio – facciamo 15 euro, 170 pagine – ACQUISTATO DIRETTAMENTE DALL’AUTORE per eventuali presentazioni o eventi vari, l’editore a pagamento si prenderà il 100%, l’editore a doppio binario il 100% (inizialmente), l’editore noEap il 50, 70% (per sempre).

Con l’autopubblicazione l’autore sa subito quanto gli costerà stampare ogni singola copia. Per il famoso libro medio, parliamo di 3, massimo 3,5 euro a copia: se confermiamo i fatidici 15 euro di prezzo di copertina, meno del 30% va all’editore.

 

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I VINCOLI

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 1

Il piccolo editore vi lascerà scrivere ciò che volete solo se lo pagate. Perché ha bisogno, almeno di facciata, di pubblicare cose “di un certo tipo” per sopravvivere – in realtà il piccolo editore si basa su quel che l’autore fa per promuoversi, non su quel che l’autore scrive, quindi la tematica del “pubblicare cose di un certo tipo” viene mantenuta solo per dare l’illusione un’autorevolezza che la casa editrice cerca vanamente.

L’autopubblicazione vi permette di scrivere quel che volete, quando volete, come volete. Di mettere il prezzo di copertina che volete, la copertina che volete, tutto ciò che volete fare. Nessun vincolo. Questo, chiaramente, può andare anche a vostro discapito, ma è ben altro discorso.

Altra cosa da sottolineare: mentre nell’editoria convenzionale è preferibile NON sforare le 150, massimo 180 pagine, nell’editoria Self questo vincolo cade. Sia chiaro, non è un obbligo imposto da chi vi pubblica, ma superare un certo tot di pagine porta il prezzo di copertina di un libro pubblicato da editore – noEap, doppio binario, a pagamento – ben oltre i 15 euro (più pagine avrà l’opera, più sarà alto, sfiorando e superando anche i 20 euro), limitandone fortemente la vendibilità. Nel Self, è l’autore a determinare il prezzo di copertina, come già evidenziato.

 

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IL LAVORO SULL’OPERA

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

Il piccolo editore, che sia a pagamento o meno, farà uno scarso lavoro sull’opera. Non avendo dipendenti pagati per farlo, scarso editing, scarsa correzione bozze, scarso studio dell’opera e della sua struttura. Rarissimi i casi di editore con una buona struttura di correzione, editing e formattazione del testo.

Nell’autopubblicazione sarete voi stessi a dover formattare, correggere e editare, magari con l’aiuto di terzi. Sostanzialmente ciò che avreste fatto pubblicando con piccoli editori.

 

 

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LA PROMOZIONE

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

Per quanto il piccolo editore FINGA di promuovere, adducendo fantomatici concorsi, eventi o contatti, Youcanprint e la micro-mini-editoria promuovono allo stesso modo: non facendo nulla, lasciando che sia l’autore a muoversi, aspettando e sperando.

Insomma, in entrambi i casi dovrete promuovervi in prima persona.

 

 

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LA DISTRIBUZIONE

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

I piccoli editori NON entrano in libreria se non attraverso l’autore. Allo stesso modo, gli autopubblicati NON entrano in libreria se non attraverso l’autore. Sostanziale parità.

 

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L’AUTOREVOLEZZA

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 0

Vero, l’autopubblicato ha poca autorevolezza, anzi, è visto come un qualcosa di scarso valore, perché non passa dal filtro di qualcuno o qualcosa (nel caso, un editore). Difficilmente una libreria vi metterà a scaffale se siete autopubblicati.

Ma, importante, l’editore piccolo, sconosciuto, sa di editoria a pagamento anche se non lo è, e quindi è visto come qualcosa non solo di scarso valore, ma da bollare e allontanare, previ opportuni controlli. Difficilmente una libreria mette a scaffale il libro di un editore sconosciuto.

Quindi, sostanzialmente, è ancora una volta pareggio.

 

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LE IPOCRISIE

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 1

Il sito di autopubblicazione non vi farà pressioni per vendere. Il sito di autopubblicazione non farà finta di essere il miglior editore sul pianeta, di distribuire un sacco e promuovere ancora di più, ottenendo in realtà risultati quasi nulli per ogni singolo libro. Il sito di autopubblicazione non vi chiederà di vendere per poter sopravvivere, non farà finta che siate Hemingway solo perché vendete (bene) a parenti e amici, non farà finta che siate Svevo perché pagate le vostre copie del libro. Il sito di autopubblicazione non farà un editing, una correzione bozze e una formattazione pessima, rovinandovi il lavoro, e dandovi poi la colpa se “il risultato non è dei migliori” a livello di formato. Il sito di autopubblicazione vi dirà sempre quanto avete venduto, vi darà la percentuale che vi spetta e senza enormi ritardi, non vi mentirà sul costo di stampa, non gonfierà il prezzo di copertina per poter sopravvivere.

Il sito di autopubblicazione non fa niente se non stampare, ma è già meglio del piccolo editore, che sta sulle vostre spalle come un parassita, facendo poche cose e anche male.

Insomma, il responso è chiaro:

PICCOLA EDITORIA 0 – AUTOPUBBLICAZIONE 3

se proprio volete pubblicare, autopubblicate

Se poi vi capita tra le mani un contratto per Mondadori, beh, questo è un altro discorso.

Buona lettura!

 

Ivano

 

ps. Per ulteriori informazioni, seguite i tag o esplorate il sito.

pps. no, l’editore noEap non vi obbliga a  comprare copie. Chiaro, altrimenti sarebbe editore a pagamento, o doppio binario. Come scritto, e come avrete (spero) ben capito, i costi per l’autore noEap si riferiscono alle copie che l’autore decide di ‘comprare’ dall’editore a prezzo scontato, per presentazioni, firmacopie o altro.

ppps. e no, Las Vegas o similari non sono piccoli editori, ma medi, a volte mediograndi. Il piccolo editore è quello che fa tirature minori alle 500 copie (dalle 50 copie iniziali in su). Sì, non meravigliatevi, esistono. E si chiamano piccoli editori. Già.

pppps. (solo per autori pubblicati adirati) per favore, non chiamate l’editing fatto da voi e dall’editore, o il post di condivisione su facebook, o la presenza con un tavolino 3×1 alla fiera di Quielà un buon lavoro sul vostro testo. Cioè, ve lo chiedo come un piacere personale, toglietevi di dosso la patina da autore che DEVE essere conosciuto perché TRATTASI DI DIO IN TERRA e cercate di vedere la realtà per quella che è. Cosa ha fatto il vostro editore per vendere di più il vostro testo? Senza il vostro lavoro, la vostra presenza, il vostro editore riuscirebbe a vendere un centinaio di copie della vostra opera? Sì? No? Ecco, ora è tutto più chiaro.

ppppps. (per autori pubblicati adirati e anche un po’ sciocchini) guardate che esiste google, eh. Se mi dite che il vostro è un grande editore che fa di tutto per voi e poi scopro digitando il vostro nome e cognome che pubblicate a pagamento e manco vostra nonna sa che avete scritto un libro, beh, non è che questo vada poi proprio a vostro favore…

pppppps. (per autori pubblicati adirati, un po’ sciocchini e un po’ ingenui) Babbo Natale esiste, certo. Come è certo che nell’editoria, piccola e grande, si pubblichino solo grandi capolavori. Vero, verissimo. Bravi. Adesso però tirate su la cartellina e andate a scuola, che fra poco suona la campanella.


Se l’articolo vi è piaciuto, date un occhio al mio ultimo libro, Nimal Kingdom, pubblicato da Nulla Die nel 2016. Qui sotto potete trovare i link per saperne di più e per acquistarne una copia (o anche più d’una, se volete. Io di sicuro non ve lo impedisco!)

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Se invece siete autori e siete in cerca di una buona consulenza editoriale, o di un buon editing, di una correzione bozze, di una traduzione ben fatta – ma senza svenarsi – contattatemi su ivanomingottiautore@libero.it

 

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