Cosa ne pensa un autore..?

IL GRANDE CROLLO

Non voglio essere catastrofista, eh. Tutt’altro.

Cerco solo di essere obbiettivo, e vorrei capire se anche voi vedete quel che vedo io – nel caso, scrivetemelo qui sotto.

Avevo già parlato di questo un paio di anni fa, quando la situazione, rispetto a oggi, era – come dire – rosea.

Lo dico in parole povere: IL SETTORE CULTURALE è crollato.

No, non in difficoltà, è proprio crollato.

Perché se in DUE SETTIMANE cerchi una presentazione, una serata culturale, un qualcosa di partecipativo che centri con la letteratura e NON lo trovi, ci dev’essere qualcosa che non va.

Non è possibile che gli unici enti a fare eventi culturali siano le biblioteche, e solo raramente, spesso orientandosi verso i più piccoli. Le librerie noto che fanno presentazioni, sì, ma solo nel fine settimana, una settimana ogni due, e spesso con autori già conosciuti – e come dargli torto, visto lo scarso interesse verso questi eventi da parte del pubblico. C’è stata un’espansione ENORME di quelli che ho sempre chiamato firmacopie, che se da una parte è auspicabile – aiutando, anche se fino a un certo punto, i piccoli autori a farsi conoscere – dall’altra toglie spazio agli eventi veri e propri, perché NON più convenienti; tra l’altro, è un vero e proprio sintomo, perché segnala la mancanza, per i piccoli autori, di altri spazi.

Se apro il giornale locale e trovo solo 3 eventi culturali per una decina di comuni limitrofi, e appunto che coinvolgano prevalentemente giovanissimi, o che siano celebrativi, cioè piazzati in giorni di festa – tipo festa della donna – e basta, c’è qualcosa che non va.

Le presentazioni le avevo dichiarate morte tre anni fa, è vero, ma non pensavo di aver centrato così tanto il bersaglio.

La vera mancanza che noto nel settore non è quella delle librerie – forse gli ultimi baluardi a difesa del mondo culturale; non smetterò mai di ringraziare tutti i librai per il loro coraggio e i loro sforzi – né quella delle biblioteche, anche se la loro offerta culturale si è quasi dimezzata – e scommetto che questo è dovuto a una mancanza di fondi comunali, con bilanci sempre più stringati -; la vera mancanza, chiara, percepibile, è quella delle associazioni culturali.

Ragazzi, non giriamoci intorno: sono svanite. E svanite non per mancanza di soldi, ma per mancanza di voglia, di ambizione, di intenzione. Se fino a 3 anni fa nel mio Comune c’erano 12 associazioni culturali, oggi ne restano vive a malapena 3, e comunque con un ambito molto ristretto. E in quelli limitrofi? Beh, anche lì il nulla cosmico.

Che succede allora? La gente non ha più voglia di fare cultura? Chi faceva parte di associazioni non lo fa più, e quindi le associazioni sono morte?
Porto l’esempio della mia associazione, LiberoLibro Macherio. Siamo partiti pieni di entusiasmo, facendo decine di eventi. Piano piano, tutti quanti si sono allontanati, chi per un motivo chi per l’altro; ci sono stati nuovi ingressi, ma sempre blandi, gente che poi è finita per scappare dopo pochi mesi; e quando tutto si è fermato e si è tentato di ripartire nuovamente, non si è più presentato nessuno. L’associazione era formata prevalentemente da autori che forse hanno preferito dedicarsi più a se stessi e alle proprie carriere che a uno scambio proficuo, a costruire qualcosa di solido insieme. Bene, le famose “carriere”, a guardarle oggi, come quelle di tanti altri, non hanno visto miglioramenti, anzi. Quegli autori che si sono allontanati – o avvicinati e allontanati di nuovo – erano emeriti sconosciuti e lo sono rimasti (come d’altronde io, non è che cambiano le cose) – e sappiamo bene il perché, come detto in altri articoli del sito sul perché fare l’autore è questione prevalentemente di Fattore C, sul perché i libri di emergenti e esordienti non vendono etc. etc.. Forse il problema è proprio questo: le associazioni letterarie sono fuochi di paglia perché formate da autori, e gli autori, quando non vi trovano vantaggi personali, se ne disinteressano e tornano ai propri sforzi letterari e promozionali solitari.

Vorrei capire se nelle vostre zone è così, se davvero è tutto, come pare, morto, per quanto riguarda la scena letteraria e quella delle associazioni letterarie.

Vorrei capire anche se ci sono gli spazi per un circolo di autori, in cui trovarsi per scambiarsi consigli, parlare di letteratura, e basta, senza grandi ambizioni – ché l’ambizione non ha senso in questo ambito. Penso sia una mancanza che sento davvero, ultimamente. E vorrei capire se anche voi trovate tanta difficoltà nel cercare presentazioni a cui partecipare (come spettatori).

Per favore, lasciate un commento qui sotto, parliamone.

Ivano

 

ps. a me piacerebbe enormemente creare un Circolo degli Autori. Un po’ circolo dei lettori, ma con al centro le opere degli autori presenti e gli autori stessi… Dove scambiarsi suggerimenti, opinioni, consigli, parlare di trame, di personaggi, di temi, di metafore e significati, di storie. Anche tutti davanti a una birra, o a una pizza, per un paio di volte al mese. Cose così. Serate in cui autori approfondiscono la propria letteratura con altri autori…

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2 risposte a "IL GRANDE CROLLO"

  1. Io invece sono contenta della situazione della mia zona, Scandicci e Firenze. La biblioteca di Scandicci ha un circolo di lettura e organizza molti eventi culturali. Al comune di Scandicci C’è l’iniziativa “il libro della vita”: qualche domenica un personaggio importante viene a parlare del libro che gli ha cambiato la vita… recentemente è venuta Nada a parlare di una raccolta di Emily Dickinson, Per esempio. Sempre a Scandicci centro C’è una libreria che organizza presentazioni di libri di autori esordienti o comunque non conosciuti, di solito locali. A Firenze centro poi ho trovato un gruppo di scrittori miei coetanei che si incontrano una volta a settimana per raccontarsi a vicenda poesie, racconti, monologhi o dialoghi teatrali. Ci scambiamo pareri sui nostri scritti e peschiamo due Challenge (temi su cui scrivere) per la settimana seguente. Adoro andarci: mi diverto in generale e poi ci sono due ragazzi del gruppo che scrivono sempre racconti che mi fanno schiantare. Sempre a Firenze centro partecipo spesso agli open mic e ai Poetry slam di due associazioni… Sempre di giovani come me. Ai Poetry slam non vinco mai ma è comunque bello andarci. Sì, sono un po’ competitiva XD poi C’è l’open mic al hostel tasso, che è rivolto perlopiù agli stranieri, ma a me piace anche sentire qualcosa in inglese qualche volta. Ah e poi una volta al mese a Scandicci C’è un mercatino con due stand che vendono libri a tre euro… a questo mercato ho preso “l’ombra del vento “: ora lo sto leggendo e mi piace molto. Ovviamente non è l’edizione più nuova ma è in ottimo stato e va bene. Insomma, secondo me non bisogna essere troppo pessimisti. Io sono contenta delle attività culturali della mia zona. E poi se il congiuntivo resiste è un ottimo segno… lo davano per agonizzante quando andavo alle medie e invece… 😉

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