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Vi meritate questo shit-publishing? – Il caso Elisa Artemide

Mi sveglio per prendermi un cappuccino in santa pace in terrazza, con il naso all’insù per gustarmi l’aria di lago e fiori di Sirmione, ed ecco che mi arriva il tanfo di letame e sudore e sangue dell’ennesimo alterco-caso letterario-sbudellamento in diretta su Fb. A quanto pare, un’autrice AVREBBE plagiato un’altra autrice; beh, c’è un disastro in atto, la letteratura è in pericolo serio, dovrebbe intervenire la SIAE, ma che dico, gli avvocati, ma che dico, il questore, ma che dico, il Garante, ma che dico, il Pubblico Ministero!

Divaghiamo poco, che sono tutto scottato per colpa della bell’idea di non portarmi dietro la crema solare perché no, figurati se ci scottiamo, alla fine siamo al lago, mica in Liguria:

Elisa Artemide, questo il suo nome (un’illustre sconosciuta per me, e mi sento poco colpevole di questo, vedendo l’elenco e il tema delle sue opere) AVREBBE, secondo una sua lettrice, copiato PARI PARI, ma PARI PARI PARI, interi paragrafi, pagine – addirittura, si mormora, tomi, ma che dico, abiti e calzature, ma che dico, arredamento della casa e mezzi, ma che dico, lo stesso stile di vita – dal libro di un’altra famosissima autrice, Rayne Miller (anche qui mi sento colpevole poco e niente di non conoscerla, vedendo l’elenco e il tema delle opere che, va da sé, sono similari – se non, come qualcuno ASSERIREBBE, identiche – a quelle della prima autrice citata).

Per dovere di cronaca, riporto alcuni dei “sorprendenti” brani “beccati” dall’indomita lettrice, presi dai due libri in questione, Doni rari e preziosi della Miller, uscito a maggio 2015, e Un cuore da conquistare della Artemide, datato giugno 2017.

(il tutto è tratto da una delle recensioni Amazon al libro in questione, che non linko: non faccio pubblicità allo shit-publishing)

ELISA ARTEMIDE:

Davvero? Michael conosce qualcuno a questo party? Penso che dopo tutto non sarà così male come ho previsto. Non vedo l’ora di provocarlo con le sue lamentele al fatto di doverci venire.
«Oh, be’, meglio così. Vorrei conoscerli anche io, ma prima mi serve
dell’acqua. Ho davvero sete dopo la lunga nuotata del pomeriggio. Deve
essere colpa del sale».
«Vieni con me, bella mia, ci penso io a te».
Un’ora più tardi sono pronta ad andarmene, ma sfortunatamente sembra sia l’unica a pensarla così. Michael e la sua vecchia amica Caroline siedono uno accanto all’altra su un divano, ridendo e chiacchierando delle elezioni e di tutto ciò che possa esserci: dalle migliori piste da sci sulle Alpi, alle scarpe di Ferragamo. Sembrano divertirsi molto assieme.

RAINE MILLER:

Davvero? Ethan conosceva qualcuno a questo party? Pensai che dopo tutto non sarebbe stato così male come aveva previsto. Non vedevo l’ora di provocarlo con le sue lamentele al fatto di doverci venire.
«Oh, be’, meglio così. Vorrei conoscerli anche io, ma prima mi serve dell’acqua. Ho davvero sete dopo la lunga nuotata del pomeriggio. Deve essere colpa del sale.»
«Vieni con me, bella mia, ci penso io a te.»
UN’ora più tardi ero pronta ad andarmene ma sfortunatamente sembrava fossi l’unica a pensarla così. Ethan e la sua vecchia amica Carolina sedevano uno accanto all’altra su un divano, ridendo e chiacchierando delle elezioni italiane e di tutto ciò che potesse esserci:
dalle migliori piste da sci sulle Alpi, alle scarpe di Ferragamo. Sembravano divertirsi molto assieme.

ELISA ARTEMIDE:

Manuel mi fa fare un giro della sua villa seicentesca elegantemente
ristrutturata e le numerose opere d’arte presenti mi lasciano di stucco. Ha addirittura adibito un’intera stanza a galleria fotografica. Mentre torniamo alla festa, cerco Michael con il mio drink per tutta la stanza senza riuscire a vederlo nonostante sia più alto degli altri. Mi serve dell’acqua.
«Sta parlando con Caroline e Roger, dei miei amici», mi spiega Manuel, interpretando correttamente il mio bisogno di trovare Michael. «Credo che si conoscessero già».

RAINE MILLER:

Marco mi fece fare un giro della sua villa seicentesca elegantemente ristrutturata e le
numerose opere d’arte presenti mi lasciarono di stucco. Aveva adibito un’intera stanza a galleria fotografica.
Dov’era finito Ethan con il mio drink? Lo cercai per tutta la stanza senza riuscire a vederlo nonostante fosse più alto degli altri. Mi serviva dell’acqua.
«Sta parlando con Carolina e Rogelio, dei miei amici» mi spiegò Marco,
interpretando correttamente il mio bisogno di trovare Ethan, «Credo che si conoscessero già.»

ELISA ARTEMIDE

«Pronti a diventare genitori?», domanda il dottore allegro.
«Sì».
«Ok, può guardare adesso se vuole, Mister Walker», mi avvisa il dottore con quel tono secco che mi dice quanto si stia concentrando sul da farsi.
Mantengo gli occhi su Elen, mentre lui pratica l’incisione, strofinandole il
pollice con la mano, conscio che niente al mondo mi avrebbe mai spinto a guardare un bisturi che incida la sua pelle perfetta. Lei è calma e senza emozioni: non sembra provare alcuna paura, solo una forte determinazione ad andare avanti e terminare. È così sorprendente.
Le donne sul punto di dare la vita sono magnificamente coraggiose nel modo di arrivare in fondo alla cosa e vedere Elen sotto questa luce è qualcosa di eccezionale.
Il suono dei monitor fa da sottofondo a quello degli strumenti medici e ai
movimenti del suo corpo sul tavolo, mentre gli addetti arrivano alla bambina.
«Senti male?», sussurro a mia moglie.
«Non sento dolore, Alex, solo spingere e tirare. È una sensazione strana, ma sto bene». Annuisce, sorridendomi. «Voglio solo conoscere nostra figlia».
«Anche io, mia bellissima, anche io».
«Ci siamo», dichiara il dottore con una certa autorità.
Do un’occhiata oltre il telo e vedo una corona di capelli scuri che esce dalla pancia di Elen, poi un viso accartocciato, dall’espressione arrabbiata per il modo brusco in cui è stato portato in quel mondo di luci e rumori, infine spalle e braccia minuscole e il resto di un corpicino che esce dall’apertura.
L’intero processo dura forse dieci secondi e altrettanto velocemente Lei arriva.

RAINE MILLER

«Pronti a diventare genitori?» domandò Fred allegro.
«OK, puoi guardare adesso se vuoi, E» mi avvisò Fred con quel tono secco che mi diceva
quanto si stesse concentrando sul da farsi.
Avevo mantenuto gli occhi su Brynne mentre lui faceva l’incisione; strofinandole il pollice con la mani, conscio che niente al mondo mi avrebbe mai spinto a guardare un bisturi che affettava la sua pelle perfetta. Lei era calma e senza emozioni: non sembrava provare alcuna paura, solo una forte determinazione ad andare avanti e terminare.
È così sorprendente.
Le donne sul punto di dare la vita erano magnificamente coraggiose nel modo di arrivare in fondo alla cosa e vedere Brynne sotto questa luce era qualcosa di eccezionale.
Il suono dei monitor faceva da sottofondo a quello degli strumenti medici e ai movimenti del suo corpo sul tavolo, mentre gli addetti arrivavano al bambino.
«Non sento dolore, Ethan, solo spingere e tirare. È una sensazione strana, ma sto bene.» Lei annuì sorridendomi, «Voglio solo conoscere nostro figlio.»
«Anche io, mia bellissima, anche io.»
«Ci siamo» dichiarò Fred con una certa autorità.
Diedi un’occhiata oltre il telo e vidi una corona di capelli scuri che usciva dalla pancia di Brynne, poi un viso accartocciato, dall’espressione arrabbiata per il modo brusco in cui era stato portato in quel mondo di luci e rumori, infine spalle e braccia minuscole e il
resto di un corpicino che usciva dall’apertura.
L’intero processo durò forse dieci secondi e altrettanto velocemente… lei arrivò.

ELISA ARTEMIDE – UN CUORE DA CONQUISTARE uscita del 20/6/2017 CAPITOLO VENTISEI Alex «Dottore, cosa sta succedendo? Mi dica qualcosa di utile!». Prendo il medico di turno per il colletto avvicinandolo al mio viso, mentre mi sembra che il cuore mi esploda da un minuto all’altro.«Smettila di maltrattare il dottore e lascia che faccia nascere tuo figlio»,dice Cate calma, liberando il dottore.«Vada con l’infermiera, signore. La preparerà per il parto», dice il medico.«Dovete per forza praticarle il taglio cesareo?», gracchio.«Temo di sì, Mister Walker. La bambina è podalica e non possiamo rischiareche nasca con i piedi. Elen non riuscirebbe a sopportarlo».Michael mi dà una pacca forte sulla schiena. «Starà bene. Smettila di preoccuparti e vai a prepararti».Il dottore mi lascia nell’ingresso e sparisce oltre una porta con la scritta Riservato al Personale.Deglutisco, seguendo l’infermiera nella speranza dinon svenire prima di arrivare dovunque mi stia portando.«Dov’è mia moglie?», domando.«La stanno preparando per l’intervento e le stanno facendo l’epidurale. Ildottor Grey le spiegherà tutto passo per passo durante la procedura. Lei potrà seguire il parto parlandole». Mi sorride amabilmente. «Congratulazioni,papà».

RAINE MILLER – DONI RARI E PREZIOSI uscita del 14/5/2015 «FRED, cosa sta succedendo? Dimmi qualcosa di utile!» Presi mio cognato per il colletto avvicinandolo al mio viso, mentre mi sembrava che il cuore mi dovesse esplodere da un minuto all’altro. «Smettila di maltrattare il dottore e lascia che faccia nascere tuo figlio» disse lui calmo,liberandosi, «Vai con Mary Ellen, ti farà preparare per il parto. Stai per diventare padre, gransignore!» «Taglio cesareo? Davvero, Fred?» gracchiai. «Temo di sì, amico. Il bambino è podalico e non possiamo rischiare che nasca con i piedi.Brynne non riuscirebbe a sopportarlo.» Mi diede una pacca forte sulla schiena. «Starà bene. Smettila di preoccuparti e vai a prepararti.» Fred mi lasciò nell’ingresso e sparì oltre una porta con la scritta Riservato al Personale. Deglutii seguendo Mary Ellen nella speranza di non svenire prima di arrivare dovunque mi stesse portando. «Dov’è mia moglie?» domandai. «La stanno preparando per l’intervento e le stanno facendo l’epidurale. Il dottor Greymont le spiegherà tutto passo per passo durante la procedura. Lei potrà seguire il parto parlandole.» Mi sorrise amabilmente, «Congratulazioni, papà.»

 

Allora, tralasciando il fatto che uno dei due libri è pubblicato, e da Corbaccio, editore iscritto regolarmente a Siae (e che quindi l’autrice dell’autopubblicato rischia seriamente, NEL CASO, una denuncia per plagio da Corbaccio e la richiesta di restituzione dei guadagni sommata a una bella multozza), analizziamo punto per punto le mie opinioni in merito.

Punto primo: senza il self-publishing questo non sarebbe mai successo. O MEGLIO, il self-publishing ha certamente influito.

Avete presente quelle clausole GRANDI COSI’ nei contratti che gli editori mandano agli autori e che dicono SI AFFERMA CHE L’INEDITO E’ FRUTTO ESCLUSIVAMENTE DELL’INVENTIVA DELL’AUTORE E NON E’ MAI STATO PUBBLICATO O DIVULGATO IN QUESTA O ALTRA FORMA?

Ecco, appunto. Un editore, NEL CASO, si sarebbe subito sganciato dalla polemica di oggi, avrebbe fatto il culo a quattro all’autore e probabilmente avrebbe sommato denuncia a denuncia (per mancato rispetto del contratto). Ora c’è da chiedersi: Amazon Direct Publishing è un editore, e in quanto tale POTREBBE passare a denuncia? Staremo a vedere. NEL CASO (oh, si sa mai, dicono che questa abbia il gratuito patrocinio, e io non ho soldi da buttare in avvocati).

Chiaro che, senza un contratto minimo da rispettare, uno fa un po’ il cazzo che gli pare. Anche copiare.

Punto secondo: gli pseudonimi e il self-publishing

Ora: cosa vieta ai lettori, dopo questa polemica, di pensare che la cara Elisa, autrice sotto pseudonimo, NON SIA anche Clara, ed Elisabetta, e Gina, e ABBIA, nel caso, copiato e venduto altri dieci, cento, mille romanzi? E cosa vieta, IN CASO DI PLAGIO, a un’autrice sotto pseudonimo di crearne uno nuovo e lavarsi via di dosso l’etichetta dell’autrice colpevole?

Punto terzo: il libro scelto per il plagio

Diciamocelo: non è che stiamo parlando di capisaldi della letteratura. Stiamo parlando di merda. Ma di merda nel vero senso del termine. Di quei libri che meglio gli Harmony, che Cento colpi di spazzola scansati, che in confronto Volo è Leonardo Da Vinci. Cioè, non me ne vogliate: libri per analfabeti.

D’altronde, con tutta la ragione che posso dare a lettrici incazzatissime per aver scoperto una cosa simile (e aver quindi, NEL CASO, la conferma di esser state prese per il culo da mesi), leggiamoci un po’ i commenti al fatto avvenuto, o anche solo le altre recensioni su Amazon: errori grammaticali, sintattici etc etc a profusione. Robe da quinta elementare scarsa. Tipo che D’Annunzio non si volta nella tomba, ci rotola dentro stile Fidget Spinner (così facciamo anche moda, dai).

Se leggete Shitpublishing e non vi accorgete che questi libri sono tutti tutti tutti uguali, tanto che MAGARI sono DAVVERO tutti tutti tutti uguali (virgole e scene comprese), allora il problema siete voi. Sincero: come fa un libro di merda del genere ad aver preso 29 volte 5 stelle su 5? Ma serio? Ma avete mai letto un libro vero?

Punto quarto: qui siamo in presenza di un genio

Ci ho pensato su, e alla fine mi rendo conto che, forse, NEL CASO (ehm ehm) siamo davvero davanti alla più grande impresa nella letteratura italiana degli ultimi decenni: una presa per il culo globale.

Del tipo: questa gente legge merda? Bene, diamogli la merda che merita.

Cioè, seriamente, pensateci: questa persona (magari è un uomo, alla fin fine) si SAREBBE messa a COPIARE interi brani di un libro GIA’ pubblicato, stile puzzle, scegliendolo con cura tra altre migliaia, AVREBBE QUINDI POI confezionato una copertina con mezzo busto di un mezzo cretino nudo e poi clic, caricato il tutto, SE NE SAREBBE STATA lì ad aspettare che il mondo si muovesse da sé, che le mosche venissero alla merda, attratte dal profumino. Un genio. NEL CASO, pensava e sapeva che quasi nessuno se ne sarebbe accorto. Anzi, correggo: non fosse stato per quella lettrice che aveva appena letto il libro ‘copiato’, beh, sicuramente nessuno se ne sarebbe accorto. Davvero!

E se fosse stato, NEL CASO (coff coff), un esperimento, un gioco? Se fosse stata tutta una messa in scena per dimostrare che sì, la gente legge merda, la gente legge schifezze, e quindi si merita di essere presa per il culo? Beh, chapeau, devo dire, solo e soltanto chapeau.

Magari lui/lei è lì, NEL CASO EH, davanti allo schermo, che se la ride sotto i baffi mentre 4 gatti si scannano e imprecano per un libro che non esiste né è mai esistito e contro una persona che non esiste, che non è mai esistita e che non esisterà mai.

Insomma, in fin dei conti, tutta la mia stima per chi ha scoperto l’inghippo, ma, fosse stato davvero un esperimento, beh, mi alzo in piedi per dieci minuti d’applausi all’autore/autrice fantasma. Che tanto, quei dodici euro che avete buttato per quella merda li avreste buttati per altra merda, detto sinceramente. Mica ci avreste comprato un libro decente: voi, un libro decente, nemmeno sapete cos’è.

Ah, buona lettura eh

Ivano

ps. io avviserei Amazon, Corbaccio e la Miller, tanto per. Giusto per gustare, da dietro lo schermo, quei 4 gatti che si ammazzano tra loro – che stavolta può essere il vostro turno, alla faccia sua, NEL CASO EH. NEL CASO. NEL. CASO. Ah, altra cosa: io andrei, fossi in voi, a esaminare anche i vecchi libri. Sia mai, MAGARI, e dico MAGARI, non è una cosa nuova, è una roba partita in modo graduale, da lontano. Magari con altri pseudonimi. Dateci un occhio, ecco (io evito, la merda non mi piace nemmeno vederla da lontano)

pps. Punto quinto: cosa ho scoperto dopo

E niente, a quanto pare, la sedicente autrice AVREBBE copiato brani anche dalla “famosissima” Penelope Douglas (ah beh) e da una fantomatica Abbi Glines. NON AVREBBE mai chiesto scusa (che ci starebbe anche, in accordo al mio punto quarto) e AVREBBE addirittura minacciato querela per diffamazione (a quanto pare) chi l’ha beccata. E, punto finale, AVREBBE detto di essere protetta da patrocinio legale gratuito e AVREBBE cancellato ogni traccia e bloccato i suoi detrattori, tenendo così all’oscuro, in teoria, i propri lettori. Allora no, qui non siamo proprio in presenza di un genio. No, direi di no. NEL CASO FOSSE VERO, ma NEL CASO, EH (ehm ehm coff coff) più di una bambinata, di una grande cazzata dopo cui non si sa che fare, perché il casino è molto più grande di quanto si credeva potesse essere. Tanto, chi mi becca? E poi, se mi beccano, che vuoi che mi facciano? Ecco, immagino tutti gli insulti che la suddetta POTREBBE AVER ricevuto. Insomma, non c’è bisogno che ve li elenchi io, no? Ah, c’è? Ma andateveli a cercare, no? Ah, autrice originale e editore sono stati poi avvisati. Prevedo cazzi amarissimi. D’altronde, io ero già davanti allo schermo con i pop corn, pronto a vederli scannarsi. Vi avevo avvisati, no? Bon apetit!


Se l’articolo vi è piaciuto, date un occhio al mio ultimo libro, Nimal Kingdom, pubblicato da Nulla Die nel 2016. Qui sotto potete trovare i link per saperne di più e per acquistarne una copia (o anche più d’una, se volete. Io di sicuro non ve lo impedisco!)

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Se invece siete autori e siete in cerca di una buona consulenza editoriale, o di un buon editing, di una correzione bozze, di una traduzione ben fatta – ma senza svenarsi – contattatemi su ivanomingottiautore@libero.it

 

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98 risposte a "Vi meritate questo shit-publishing? – Il caso Elisa Artemide"

  1. Lily Carpenetti ha detto:

    Trovo l’articolo offensivo. Neppure io conoscevo le opere delle autrici. Ma l’originale è molto seguita a livello internazionale. D’accordo, scrive Romance, ma basta dare addosso a tutta la letteratura rosa.
    Vero che il self offre più libertà, anche di essere scorretti, ma molti autori indipendenti lavorano seriamente, pagandosi l’editing e ottenendo risultati migliori di molti libri che escono con CE.
    Se proprio vogliamo, neppure l’approccio ironico e volgarotto di questo articolo è originale, ne vedo tanti. Ma, come disse Eco, il web ha dato la parola…
    Distinti Saluti, Lily Carpenetti, autrice di generi da lei definiti spazzatura (non mi va nemmeno di ripetere la volgarità), con Case Editrici.

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    • Che peccato, ti sei offesa. Evidentemente ci sarà un perché.
      Bello che tu mi abbia dato dell’idiota per aver detto una cosa risaputa e io non possa dare della merda a libri che non valgono nemmeno il costo della carta su cui sono scritti. Viva la democrazia, eh 🙂

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  2. Marika ha detto:

    Secondo me non puoi permetterti di insultare le lettrici. Non credo che nella vita una persona debba leggere solo e soltanto trattati di fisica quantistica e poemi letterari. Anche fosse ognuno della sua vita è liberissimo di fare quel che vuole. Vedi? Nonostante tu ti presenti come una persona coltissima che non si abbasserebbe mai a leggere questa “merda”, vieti la libertà di pensiero a chi invece cerca un po di evasione dalla vita leggendo semplicemente un libro, frutto di un lavoro e della passione di una ragazza che si è messa in discussione, pur non facendolo come lavoro. Ovviamente non difendo la sopra citata “autrice” ( Se così vogliamo definirla), ma tutte le altre ragazze che hanno fatto di una passione un lavoro. Non credo sia giusto criticarle. Ne loro, ne le lettrici. Ora sono proprio curiosa di andare a leggere cosa scrivi tu, se questo è il tuo lavoro. Mi informerò…

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    • ma io non sono coltissimo. leggo libri veri, è diverso. chi ha mai detto di essere coltissimo, lo stai adducendo tu..
      ps. Né, Né…
      pps. immagino i commenti assolutamente OGGETTIVI alle mie opere. meno male che sto facendo un bellissimo screen, almeno ho materiale per un altro articolo 🙂

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    • Se tanto per fare un esempio tu leggessi “Sta scherzando, Mr Feynman!” (Feynman era un fisico quantistico) ti divertiresti (credimi) senza bisogno di abbrutirti con libri che non valgono nemmeno la plastica con cui sono avvolti. Evadere non significa leggere porcherie peggiori di Chi.

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  3. Estelle Hunt ha detto:

    Posso dire che questo articolo è più schifoso della cacca di cane che ho pestato questa mattina? Tanto per parafrasare il tuo divertentissimo (si fa per dire) articolo. Mi auguro che tu abbia letto almeno uno dei libri che hai con tanto entusiasmo attaccato. Secondo me Manzoni, che è stato il primo a scrivere un romance storico, si sta rivoltando nella tomba. Il self, per come lo hai descritto, sembra un ginepraio di casalingue fantozziane in astinenza da sesso e da grammatica. Non è così e non puoi fare di tutta l’erba un fascio, non puoi perché è scorretto attaccare una categoria sulla base delle azioni di una persona che è stata denunciata da tutto il mondo indie. Evidentemente non ci conosci e come un parassita avevi bisogno di succhiare un po’ di visibilità, che di certo ti manca.

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      • senti, non mi sento di paragonare Saramago a un libro dove una tizia si scopa tutta una famiglia di fratelli, e questo è il succo della trama. poi oh, se ti va di farlo, evidentemente sarai il prossimo De Robertis.

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      • Estelle ha detto:

        Vedi, io sto difendendo il self e il genere di merda che scrivo e leggo. Quindi, di che cosa stiamo parlando??? Ho nominato Manzoni per un motivo ben preciso. L’unico genere di merda è quello scritto con il culo

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      • Estelle ha detto:

        Mi auguro che prima di sputare sentenze tu abbia letto almeno un paio di libri appartenenti al genere romance, per lo meno è così che farebbe qualsiasi persona intelligente

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  4. Angela ha detto:

    Complimenti per l’inventiva!
    La prossima volta scriverò anche io un articolo cosi interessante, in modo da sguazzare nella shit dello shit publishing – perché è questo che hai fatto o sbaglio?! Si dice sguazzare?! Oh, scusa te lo chiedo visto che il tuo bagaglio culturale è fatto di Bibba, Promessi Sposi e Divina Commedia.
    Un modo davvero, davvero geniale per avere tante views !

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  5. Anna Russo ha detto:

    Perdonami se ti contraddico, quante CE pubblicano spazzatura, ma vera e propria spazzatura. Ci sono tante self brave che non hanno agganci per arrivare alle CE. I lettori leggono ciò che Il mercato offre e non si può fare di un caso isolato come l’Artemide il portabandiera delle self. Tante di loro lavorano mesi e anni sui propri libri e i lettori veri non quelli compulsivi sanno distinguere le cose buone da leggere. Quindi mio caro non cominciare a linciare le self non lo meritano

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  6. Letizia ha detto:

    Potresti anche evitare di prendere per il culo chi legge questo genere di libri. Sono consapevole di non leggere la divina commedia, Ma l’importante e’ leggere. Ognuno ha le sue passioni. Non farei di tutta l’erba un fascio, fortunatamente il mondo self non e’ solo Elisa Artemide.

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  7. Su una cosa mi permetto di dissentire: non si può ledere il diritto d’autore né con una casa editrice né senza. Non c’è nessuna differenza sul piano giuridico. E anche uno pseudonimo presuppone a monte un contratto con un nome vero

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  8. Desirée Sfalanga ha detto:

    Gent.le Sig. Ivano Mingotti,
    stamattina mi sono imbattuta per caso nel suo articolo e ho scelto di leggerlo spinta dalla curiosità.
    Mi trovo d’accordo con Lei in vari punti, soprattutto quando afferma che le “opere” (?) pubblicate da questa certa non fossero sicuramente degne di essere chiamate tali, ma non voglio dilungarmi in ciò. Più che altro mi dispiace leggere con quanta superficialità descrive il self publishing. Ecco, qui mi sento tirata in ballo. Perché sì, anch’io ho pubblicato un libro su Amazon, per vari motivi e mi sento di esporne qualcuno: in primo luogo perché si trattava del mio primo romanzo e, date le mie continue insicurezze, non credevo fosse all’altezza, ero sicura fosse troppo poco e così ho voluto sperimentare l’impatto che poteva avere su un pubblico; in secondo luogo perché mi sono rivolta a ben tre case editrici e tutt’ e tre hanno chiesto cifre assurde per una pubblicazione neanche ben seguita. Ci ho rinunciato e l’ho lanciato su Amazon. L’impatto è stato straordinariamente diverso da quello che mi aspettavo: il mio romanzo piace ai ragazzi, ma anche agli adulti. Certo, non ho fatto curare l’editing, quindi magari ad oggi posso dire che qualcosa la cambierei, ma di certo non ci sono errori grammaticali (cosa che, invece, non posso affermare per tanti romanzi in self ad oggi), perché penso che una persona prima di scrivere le proprie idee, debba saper scrivere correttamente.
    Quindi mi dispiace, non me ne voglia, ma devo dirle che prima di parlare in generale mettendoci tutti allo stesso livello, vorrei che desse una possibilità a certi romanzi pubblicati in self, potrebbero sorprenderà.
    Ps. Ho inviato il mio secondo romanzo ad un paio di case editrici, ma sto aspettando delle risposte. Ad ogni modo spero che un giorno possa trovarsi tra le mani un mio scritto e possa leggerlo con cura.
    Distinti saluti.
    Desirée Sfalanga

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    • ciao desirée. guarda, i problemi del self sono dati dalla mancanza di un filtro (come dici tu, non hai fatto nemmeno tu editing, quindi il prodotto finale, magari, poteva essere perfettibile). il punto è che tu dici che ‘mi hanno chiesto tutte soldi’, ma ti invito ad affidarti a qualcuno che possa aiutarti a trovare un editore NoEap: ci sono migliaia di editori così in Italia, che magari non fanno granché, ma che non chiedono un soldo e ti aiutano ALMENO con l’editing. Per il tuo libro nelle mie mani, per me non c’è nessun problema né pregiudizio. Ho letto tanti libri di autori self, e francamente non ho espresso un parere negativo contro i self. Ho espresso un parere negativo contro lo shitpublishing (rosaSpinto o giù di lì) che sta imperversando e che è, francamente, merda 🙂

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      • Desirée Sfalanga ha detto:

        Neanche a me piace quel genere di libri, infatti non li scrivo. I miei sono romanzi rosa senza nessun tipo di sfumatura. Potrei fare discorsi eterni al riguardo, ma non mi dilungo più di tanto. Semplicemente sono del parere che nessun genere sia merda, c’è a chi piace e a chi no, ma c’è sempre tanto lavoro dietro e non è giusto criticare a titolo gratuito.
        Detto ciò, buona continuazione.

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  9. Wellina ha detto:

    Articolo carino, CHE potrebbe avere anche un senso logico, dal punto di vista di un misero lettore, come lo è lei. Il fatto che non conosca autrici del genere, che scrivono generi a lei totalmente sconosciuti (siamo nel 2017 sa? Giusto a titolo informativo eh…) dimostra quanto in realtà lei sia una persona infima e molto, molto antiquata, con vedute ristrette e selettive.
    Un articolo che dimostra quanto lei sia effettivamente poco informato su una realtà che non conosce, ma, non avendo un cazzo da fare e, soprattutto, in cerca di un po’ di futile notorietà, ha spalato merda su merda.
    Voleva fare un articolo sul plagio, come denuncia su un’azione ignobile (e su questo, nel caso, sono d’accordo con lei, qualunque sia il genere letterario ) o voleva renderci partecipi della sua ignoranza? Per come ha strutturato l’articolo, io voto per la seconda opzione.
    Come detto prima, siamo nel 2017, il mondo letterario si è evoluto in un certo senso. I generi sono aumentati, cambiati; si sono fusi anche tra di loro, creando opere, belle o meno belle ( per carità, si trova anche molte schifezze), ma questo non vuol dire che la gente non sappia leggere, o che non conosca autore ed opere del passato. Frequentando gruppi letterari, invece, scoprirà che ci sono persone che leggono od hanno letto opere tanto famose, quanto datate.

    Nonostante il suo articolo non sia né carne né pesce, avrà raggiunto il suo scopo: 15 minuti di celebrità.
    Peccato solo che di lei, molto avranno l’immagine di un vecchietto fermo ad un tempo imprecisato del passato.

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  10. Carissimo Ivano, sciacquati la bocca, anzi dato che sei uno scrittore prima di fare un articolo sul blog dicendo che chi legge romance legge merda collega il cervello alla penna e pensaci due volte. Potremmo avere scelto di leggere romance perché i libri che tu persona saccente consideri non spazzatura a noi non piacciono ma sicuramente non perché siamo delle persone stupide o (come hai scritto? Ah ricordo) analfabete. Tra di noi sicuramente c’è chi è più istruito di te. Vedi la differenza tra noi popolani ( passami il termine) non critichiamo mai la lettera altrui perché leggere allarga la mente e mi auguro che anche la tua diventi più elastica! Sicuramente ci saranno degli errori in questo scritto ma sono convinta che da persona ignorante che sono capirai che di meglio non posso fare!

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  11. Katia ha detto:

    E mi spieghi tu chi sei per giudicare i libri che le persone leggono? Sarei curiosa di leggere qualcosa di tuo per poter ammirare la tua evidente dote letteraria. Probabilmente sei un discendente di Tolstoij e Dan Brown in confronto a te sarà uno schifo totale. Scendi dal piedistallo tesoro. E informati prima di sparare a caso. Amazon per pubblicare in self ti fa un contratto e la clausola da te citata sull’opera inedita è presente.
    Un plagio, che sia di un libro di Dante o in libro di una come la Miller, resta un reato.
    Inoltre, tu sparì a zero su tutto un genere, il romanzo rosa, dando ai lettori e lettrice di idioti che meritano la presa per il culo… Io al posto tuo sarei stato zitto e ti consiglio anche di leggerti nel dizionario il significato di democrazia e libertà di pensiero, sarai anche dotto con la grammatica… ma di intelligenza in questi discorsi sarcastici ne ho scorta ben poca.
    E comunque, per amor di cronaca, sono arrivata qui tramite ricerca su Google digitando il nome Artemide perché francamente non so chi cazzo sia Ivano Lingotti… e dire che leggo molto è non solo i rosa che tu vai urlando sia merda, leggo ogni genere letterario eppure il tuo illustre nome non l’ho mai sentito nominare da nessuno.
    Impara a essere più umile e rispettoso nei confronti di qualsiasi lettore e scendi da piedistallo dove ti sei messo che, mi spiace dirtelo, non sei nessuno… proprio come la Artemide.

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    • certo, guarda che io sarò nessuno, ma essendo appunto in democrazia, sono libero di esprimere la mia opinione, e sì, quei libri sono merda.
      e il fatto che tu non mi conoscessi prima, tranquilla, non mi fa stare male: non avevo alcun dubbio.
      sai, come ho scritto, un libro serio…

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  12. Ciao.

    Al di là che sono d’accordo su molte cose che hai scritto, soprattutto sul fatto che non se ne sia accorto nessuno prima, e quegli stessi che non se ne erano resi conto ieri hanno insultato l’autrice in questione, vorrei puntualizzare su una cosa.

    Quando ti iscrivi a kdp per pubblicare su Amazon, ti chiedono veramente il mondo. Quindi, puoi anche usare mille pseudonimi, ma Amazon sa benissimo chi sei e dove trovarti. Allo stesso modo, quando pubblichi un libro dichiari che è opera tua, oppure che è un’opera pubblica (ma se pubblichi self metti la spunta che è roba tua), come nei contratti con CE, quindi se la CE plagiata denuncia Amazon, Amazon, come qualunque CE “normale”, si rivendica sull’autore, che ha dichiarato che ciò che va a pubblicare è di sua proprietà.

    Certo, essendoci dietro un’azienda americana sarà forse più complicato, ma la plagiatrice può essere benissimo accusata e querelata.

    Purtroppo il self publishing ci ha resi tutti autori, tutti editori (basta vedere le CE nate così, si fanno chiamare case editrici, ma pubblicano su Amazon, kobo, altre piattaforme come potrebbe fare un privato, con un minimo di editing per dare un senso al nome “Casa Editrice”…), e come tutte le cose belle si è arrivati all’esagerazione nell’utilizzo e ad avere il 99% del pubblicato che non si può nemmeno paragonare a un libro. L’importante è riuscire a trovare quell’1% buono, che non è pubblicato con CE perché magari un po’ di nicchia, che tratta argomenti su cui le Case Editrici non se la sentono di puntare, specialmente se si parla del genere degli autori in questione (ci sono CE dedicate, ma sono ben poche).

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  13. Sono in parte d’accordo su alcune cose. Ma catalogare tutto quello che viene auto-pubblicato come merda mi pare eccessivo e alquanto fuori luogo. Critichi tanto i “geni da tastiera” ma non mi pare che tu sia tanto diverso.

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  14. Dunque, tirando le somme, se un libro è pubblicato da CE vale la pena di essere letto. Un libro self no, perché automaticamente è spazzatura.
    Prima di sparare a zero, leggitelo qualche libro autopubblicato.
    Se proprio vogliamo dirla tutta, ci sono più casi umani pubblicati da CE che da Amazon.
    Dato che sono un autrice self ho scritto merda, anche le mie colleghe corteggiate da illusti case editrici per i loro scritti allora sono merda?
    È bello fare di tutta l’erba un fascio, tu si che meriti rispetto e ammirazione.
    È veramente gratificante sapere che c’è gente come te, che non nutre speranza in giovani talenti italiani.

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    • ancora? ancora con sta storia del self? ma ce la fate o ci siete? mi dici esattamente DOVE c’è scritto che il self è spazzatura? forza.
      e che c’entrano i giovani talenti italiani? MA STIAMO SCHERZANDO? XD XD oddio…

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  15. Non commento il terzo punto, perché pur avendo altri gusti, ritengo sia giusto dare rispetto a tutti quanti, indipendentemente da ciò che scrivono o leggono. Non commento nemmeno il quarto, visto che l’hai poi ritrattato, ma vorrei focalizzare meglio sul primo e sul secondo:

    1) dici che questa cosa non sarebbe successa se ci fosse stata dietro una CE? In realtà sai bene che non è così. La CE si tutela con il contratto, ma questo non è una garanzia. La clausola aiuta la CE a essere risarcita in una situazione similare, ma se non viene scoperto il misfatto rimarrebbe in ogni caso tutto quanto all’oscuro;

    2) esistono casi di pseudonimo anche sotto CE. Cosa impedisce a un autore edito di pubblicare altre opere, nel futuro, cambiando il proprio nome? Pensi che se dovesse uscire uno scandalo su Pittacus Lore non potrebbe pubblicare di nuovo con un altro pseudonimo?

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    • ciao gabriele. in realtà, qualcosa che blocchi il tutto c’è: sul contratto va riportato il vero nome, e molto spesso ci sono clausole di prelazione sulle future opere. quindi no, il giochetto dello pseudonimo è sicuramente più difficile.
      come dicevo invece per il primo punto, è la stessa presenza della Ce un deterrente, appunto nel suo essere pronta a vie legali in caso di Plagio, contro il suo stesso autore..

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      • Sì sul contratto è presente, ma in questi casi quello che conta è ciò che vede il pubblico, perché pubblicando con un’altra CE e usando un altro pseudonimo si ha la possibilità di togliersi un po’ di fango e ripartire, non so se mi spiego. Basti pensare a come hanno fregato il pubblico scrittori come la Rowling o King, anche se le loro motivazioni erano di certo più onorevoli. La presenza della CE incide sulla conseguenza del misfatto, ma non del tutto sulla prevenzione, perché la CE fa comunque dei controlli limitati, in merito al contenuto, scaricando la responsabilità sull’autore. Il fatto stesso che mettono quella clausola nel contratto indica che sono consapevoli del rischio che possono correre anche loro.

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  16. Sara ha detto:

    Quando ho iniziato a leggere seriamente dopo l’adolescenza devo ammettere di aver provato ogni genere, romance inclusi. E i primi che ho letto non mi erano neanche dispiaciuti (l’inesperienza!), poi però continuando a leggere sia quelli che altri generi ho pensato (mia personale opinione eh) che i romance facevano schifo, che trame erano sempre le solite ed erano scritti male. Quindi ho abbandonato definitivamente i romance (sia storici che contemporanei, sia paranormal, sia quelli hard, che sembravano film porno scritti su carta) e adesso non li leggerei nuovamente neanche sotto tortura. Perdita di tempo e spreco di carta (sempre, ci tengo a sottolineare, mia opinione). Purtroppo Ivano ha sbagliato a insultare così pesantemente I fan dei romance, però basta leggere i trafiletti dei brani copiati per capire che si tratta di libri scritti oggettivamente male, in maniera elementare e con dialoghi assurdi. Quindi anche se non sono d’accordo sui toni, gli do comunque ragione. Ognuno è sicuramente libero di leggere ciò che vuole, ci mancherebbe, però che i romance abbiano una così vasta fetta di mercato lo trovo un po’ preoccupante. Soprattutto quando si tratta di lettori forti che leggono solo quello da anni e dececenni e non lettori sporadici da un paio di letture l’anno.

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      • Sara ha detto:

        Da una parte li capisco, amano leggere quel genere e stop e sentirsi punti sul vivo non piace a nessuno. Però i trafiletti sono esempi abbastanza lampanti di cattiva scrittura. Non avrei infatti mai immaginato, se non lo avessi puntualizzato, che quella plagiata è un’autrice famosa pubblicata da Corbaccio. Ma d’altronde alle case editrici interessa solo vendere.

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  17. Elayne ha detto:

    Buongiorno. Non ho mai commentato questa cosa che è successa perché non mi metto a giudicare non sto con il diavolo ne con Gesù. Ma questa cosa è molto offensiva io leggo i libri di Elisa e di molte altre e penso che si ha sbagliato ma per carità chi sbaglia impara . Ma manco mi sono accorta perché non ho letto questo altro romanzo plagiato. Ma non puoi parlare così di questi scrittori e scrittrice che si fanno un quattro con il loro lavoro e il loro sogno quando parli e meglio che leggi non solo un libro ma tutti di questi scrittori e scrittrice , quello che non capisco e che quelli americane fanno quasi lo stesso con le stese tematiche ecc e a loro se le dire ah vabbe il solito romanzo. Non e cosi o per tutti o per nessuno il giudicare . Ma giudicare tutti non è giusto perché io sono una lettrice che assatanata che legge moltissimo e mi sono toccate quelle scrittrice americane e italiane che davvero si dovrebbero impegnare di più ma non per quello li distruggo il suo sogno . Prima di giudicare guardatevi dentro. e brutto che hai preso di mira a tutti . Dicendo queste parole hai offeso delle persone che ogni giorno dani di tutto per dare un poco della loro anima in quello che scrivono . Le autrice italiane che fanno self publishing danno l’anima e ne sono più che consapevole perché leggo ed entro ne loro mondo . Sono una lettrice che hai ferito perché io si leggo i loro libri e sono unici perché ci tengono al loro lavoro e alle loro lettrici. Prima di giudicare guardati allo specchio se davvero scrivevi ci pensavi un attimo o un lettore di cuore avresti scritto diversamente. Buona giornata. Una lettrice incallita ..

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    • Non mi sembra che si sia fatta in quattro e ci abbia messo l’anima se ha copiato spudoratamente…già non apprezzo chi prende fin troppo “spunto” da altri libri, ma almeno anche se l’idea non è originale, lo è il modo in cui è stata affrontata. Anche i Self che scrivono male,hanno impiegato mesi e mesi a scrivere, inventare, correggere, magari il risultato è orrendo,ma è un libro Loro e questo nessuno glielo può togliere, ma questo è un Plagio nel vero senso del termine, è una vicenda seria non solo dal punto di vista etico, ma anche legale, per cui è giusto che affronti le conseguenze. Imparerà certo, questa non è un piccolo errore, non è una ragazzata. Nessuno ha pensato alle conseguenze che certe azioni avranno su tutto il mondo Self? anche solo a come verranno percepiti?O a come potrebbe agire Amazon per tutelarsi in futuro da casi simili? Ti garantisco che d’ora in poi Amazon smollerà qualsiasi patata bollente sulle spalle dell’aspirante scrittore..chi se la sentirà di essere esposto economicamente in caso di qualsiasi controversia sull’opera?
      Il sogno di scrivere lo hanno in molti, non giustifica le azioni, se si vuole essere scrittori si accetta di prendere la strada lunga, leggere molto, scrivere molto, studiare, fare corsi, accettare il fatto che ci possono volere anni e anni prima di essere pubblicati da una casa editrice. Non si diventa scrittore dall’oggi al domani. Che le azioni di questa persona siano dettate da superficialità e ingenuità o da ragioni più malevole, non ha importanza.Parli di rispettare i sogni altri…qui è stato rubato il sogno di un altro.

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  18. Sara ha detto:

    Ah, aggiungo che sono intervenuta giusto perché qualcuno sopra di me ha scritto che non si può criticare i romance a prescindere senza averli mai letti. Io li ho letti, più di uno, quindi il mio è un giudizio e non un PREgiudizio.

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  19. Sabrina ha detto:

    Secondo me questo articolo non è offensivo, forse dà fastidio perché dice le cose senza tanti fronzoli, pane al pane, vino al vino. Sono pensieri che mi frullano per la testa da un bel po’ di tempo quindi non mi può far che piacere vederli nero su bianco. Premetto che ogni tanto leggo “rosa” anche se non è il genere che prediligo, ma anche qui devo leggere qualcosa di ben scritto; purtroppo ultimamente c’è un sacco di spazzatura, ma proprio tanta, sia edita da Case Editrici (per non parlare di titoli e copertine penosi), sia self publishing. Conosco queste due “autrici” e non sono certo in cima alla lista… e neppure dopo la metà. Quello che è successo è davvero penoso sotto tutti i punti di vista, la ciliegina sulla torta di una grande baraonda che si vede sui social di pseudo autrici che si litigano, o che litigano con le lettrici perchè non gli danno 5 stelle: roba da reality… insomma lo specchio dell’ignoranza che dilaga. Sinceramente non se ne può più

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  20. Debora ha detto:

    Io devo dire che sono davvero perplessa. Vero che l’articolo è scritto in un certo modo, ma diavolo, Ivano Mingotti ha ragione da vendere. Alzi la mano chi non ha mai, mai, mai detto di essersi ritrovato tra le mani un libro di merda! O dei libri di merda! Ora, o facciamo tutti i difensori di un genere a prescindere, oppure apriamo gli occhi e lo ammettiamo: esiste un filone di libri di merda, inserito all’interno di un genere di per sé non deprecabile: il romance. (Ma non solo in quello, eh)Ed è di merda, il filone, non tanto perché contiene scene di sesso, ma perché promuove cliché di merda, intere valanghe di merda. Ci sarà chi si entusiasma per membri maschili che si infilano in ogni dove, ma solo dopo che l’autore ne ha esaltato durezza, grandezza e misure. Ci sarà chi non vede l’ora di leggere di genitali femminili umidi e invitanti. Ci sarà anche chi fa gli occhi a cuore leggendo di stupri, incesti e rapporti sessuali descritti con così tanta attenzione e dovizia di particolari che il resto della trama non trova spazio tra le pagine. Ma ci sarà anche chi trova tutto questo roba di merda. Permettete? Resta pur vero che, al contrario, ci sono libri da incorniciare anche in ambito Romance e persino nell’erotico.
    Tralasciando questo discorso generale, passerei al contesto in cui questo articolo è stato scritto, perché quello mi sa che si è perso per strada. Ebbene, io ho letto i testi comparati e credo siano uno più povero dell’altro. Poi ditemi pure che l’autrice famosa ha venduto, ma diamine, sapete quanto sale ha venduto Vanna Marchi? E dai!
    Ancora non ho ben capito dove si leggerebbe l’attacco al mondo dei self. A parte la considerazione sui controlli, che si può benissimo discutere, io vedo un termine: Shitpublishing, che non è selfpublishing. Il primo viene attaccato, il secondo messo in discussione, ma come molti fanno, persino gli stessi autori self. Particolari di poco conto?
    Sapete? A me sembra, più che altro, che le cose dette in faccia non piacciano, così come non piacciono le critiche agli autori. Vige la legge marziale per chi non dà le 5 stelle su amazon, si fa la guerra se tra autori non ci si scambiano cuoricini e complimenti. Guai a dire apertamente ciò che si pensa. Ma si può covare la merda quanto si vuole, sempre merda resta e qualcosa da chiamare merda, nella vita, ce l’avete tutti. Punto.

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  21. Dopo aver letto come è stato accolto l’articolo di Ivano Mengotti vorrei cercare di far comunicare le due parti, perché è evidente che c’è un problema di comunicazione a monte:

    Esistono i buoni libri che sono anche buona letteratura e esistono buoni libri che però non sono letteratura e sono solo evasione. Oltre a questi esistono anche libri di merda, libri scritti male, con contenuti bassi e per quanto possono essere accattivanti e piacevoli da leggere nella loro scorrevolezza, non solo non sono letteratura, ma neanche buoni libri.
    Possiamo riconoscere il loro valore esperienziale che può anche essere positivo e tuttavia riconoscere il basso o nullo valore letterario.
    Io sono una di quelle persone che lavorando in una libreria leggo tantissimo e non solo buoni libri.. leggo tantissime schifezze al limite del trash perché mi piacciono a livello emotivo, mi aiutano a evadere, mi rilasso e la mia vita scorre più leggera.
    Mi sono letta Abbi Glines, la Miller, la Probst, la Ward e perfino la maggior parte del catalogo Newton, eppure So che sono libri Brutti e scritti da cani e So che se sono sconosciuti nel panorama letterario c’è un motivo..non mi sento di considerare ignoranti chi non li ha mai letti, francamente mi scandalizzo se non si conoscono Saramago, Murakami, Kundera o Roth..Philip non Veronica.
    Senza togliere nulla alla piacevolezza di certi libri, non sono letteratura. Non vuol dire che non abbia pari dignità in quanto libro-esperienza o che chi li legge debba essere discriminato, semplicemente non è letteratura e non c’è nulla di offensivo in questo.
    I libri citati non sono buoni libri, forse per alcune persone sono un bel modo per passare una serata piacevole, ma sono solo questo, dal punto di vista oggettivo, sono libri di merda.
    Quello che Ivano Mingotti non ha considerato, è che molte persone, non sanno capire le criticità di quello che leggono ( o scrivono) e questo è colpa anche di chi lavora nella filiera editoriale e dei buoni Lettori, che pur conoscendo i buoni libri, non sanno comunicarlo, se ne restano chiusi nella loro stanza e non aprono la porta a chi è ignora e che resta purtroppo ignorante, non solo per colpa sua.
    L’atteggiamento presuntuoso nei confronti dei libri di genere, porta chi li legge ( e a quanto pare anche chi li scrive) sulla difensiva.
    Mi sembra che in questo caso non ci sia stato un atteggiamento presuntuoso, eppure se la chiusura diventa così automatica è perché ce lo si aspetta.
    Chiedo ai lettori e scrittori di non sentirsi criticati per aver trovato bello un libro, che in realtà è scritto male, ma di imparare loro stessi a essere critici.
    Leggendo le risposte di certe lettrici e/o scrittrici percepisco un certa difensiva, ma anche una certa ignoranza sulle basi della letteratura, della scrittura e dell’editoria..
    E purtroppo mi sento di considerare queste persone veramente ignoranti ( nel senso che ignorano, non come insulto) che non sapendo cosa sia un buon libro ( al di là del gusto soggettivo), non sanno che quello che hanno letto o scritto, non lo è.
    Per sapere quali sono i buoni libri bisogna spaziare, leggere tutti i generi, ma anche tutte case editrici e non solo libri commerciali. Non giudicare, ma anche non offendersi se ci si sente giudicati, magari trarre l’occasione per comunicare in modo positivo perché si ritiene bello quel libro che l’altro considera merda…
    Parlare anche con chi legge cose completamente diverse, leggere gli inserti culturali, i blog, non chiudersi nella propria bolla, i libri sono libertà, non serve a niente leggere se le nostre idee ci imprigionano.

    E alla fine, sì questo Shit-publishing l’abbiamo voluto.

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  22. Paladina della giustizia ha detto:

    Salve, Ivano! 5 stelle all’articolo.
    Giusto perché si sappia, sono autrice di discreto successo, amo l’editing ben fatto, le storie adeguatamente narrate e soprattutto studiare (tanto!) prima di scrivere un romanzo.
    Il mio lavoro vale, vale tempo e denaro, vale emozioni e pensieri, vale i primi posti in classifica, i messaggi delle lettrici che si complimentano, le recensioni positive dei blog.
    Vale per il solo fatto che lo faccio con onestà, il che, a mio giudizio, è la cosa più importante.

    Premesso questo, e che non me ne vogliano le lettrici di “ShitQualcosa”, vorrei illuminarti su ciò che, giustamente, non essendo autore self, ignori e di cui accenni al punto 1.

    Non ho intenzione di mettere benzina sul fuoco chiamato Artemide, ma va detto.

    Devi sapere che in qualunque piattaforma Self viene chiesto all’autore di DICHIARARE (sotto propria responsabilità) se l’opera è di dominio pubblico o PROPRIA di chi pubblica.
    Una delle due.
    Ergo… la signora (non autrice, perché svilirei la mia categoria) ha dichiarato di averlo scritto lei.

    Mi spiace, ma credo si tratti di giustizia o Karma o Provvidenza o come vuoi chiamarla: lei, la signora delle copie, è sempre stata poco corretta, ha fatto molte recensioni fake contro le colleghe per screditarle, e ora ha copiato.

    Alle lettrici dico questo: non sentitevi offese, né da questo articolo né dall’azione indegna di questa copiona.
    Semplicemente scegliete meglio le vostre Autrici, quelle vere, quelle che non temono il confronto e che sanno quanto lavoro c’è dietro a un romanzo (per lavoro intendo non quello di copiare!).

    Alle autrici/autori colleghe/i dico: nessuna pietà.
    Sfruttare il lavoro di altri per farsi quattro soldi SPORCHI è un gesto ignobile, quindi se fossi al posto delle autrici “copiate” avrei già fatto la denuncia.

    A tua disposizione, Ivano.
    Uso mail e nome di un’amica per motivi che, sono certa, comprenderai 🙂
    Buona serata

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  23. Maria ha detto:

    Un’altra polemica…….. devo essere sincera ho pieno rispetto per chi pubblica in self…ma e qui metto un grande ma certi libri self stile copiatura a ispirazione delle famose sfumature non mi piacciono…sono pochissimi quelli degni di nota…il resto sarebbero anche carini se avessero un editing, ma sopratutto se le autrici non cadessero nei soliti e noiosi clichè….che francamente trovi pure in autori famosi con editori alle spalle, ma de gustibus…. e pieno rispetto a chi ha gusti differenti…

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  24. Da aggiungere:
    pps. Punto sesto:
    L’autrice sta continuando imperterrita il proprio “lavoro” e , i suoi romanzetti (o fotocopie), sono ancora lì, su amazon, acquistabili da chiunque.
    AH e domani, per quanto ho capito, sarà addirittura intervistata da un blog molto seguito per dire la sua (ma cosa c’è da dire? Spunterà per caso un hacker o qualche fantasma che ha plagiato per lei? Bah..)

    E le case editrici dei libri plagiati?
    Secondo me non faranno proprio un bel niente!
    Sono quasi sicura che non sarà preso nessun provvedimento.

    Piccolo sfogo,
    abbiate pazienza.

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    • Paladina della giustizia ha detto:

      Sono profondamente indignata per l’accanimento della copiatrice seriale a imporre la sua inopportuna presenza.
      Mi vergogno per lei e mi fregio con ancor maggior onore (se possibile) del titolo di Autrice!
      Forse qualcuna di noi colleghe dovrebbe dirle chiaramente che non è degna di essere noverata accanto ai nostri nomi.
      Piccolo sfogo anche questo…
      Ciao!

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  25. Silvy ha detto:

    Allora mi sfogo anch’io!!!
    Non mi ha mai convinta la signora Artemide. Quando è spuntata fuori come autrice, per curiosità, ho letto uno dei suoi romanzi e l’ho recensito dicendole quello che, secondo me, non andava nel testo. C’erano alcuni errori tecnici che avrebbe potuto correggere tranquillamente (oltre a errori grammaticali e frasi che si ripetevano pari pari in più punti del romanzo), ma lei non l’ha mai corretto e questo, secondo me, la diceva già lunga. Inoltre, ogni giorno le succedeva qualcosa: o la segnalavano oppure le sospendevano uno dei romanzi dopo la segnalazione di qualche lettrice sconosciuta; sembrava succedessero tutte a lei (e per me si faceva solo pubblicità facendo la vittima). L’hanno anche accusata di aver fatto parte di alcuni gruppi che spacciavano pdf. Poi ha iniziato con la sua campagna “noi autrici bisogna aiutarci” e questo voleva dire: io leggo i tuoi romanzi e tu leggi i miei e ci recensiamo a vicenda (guarda caso i romanzi che leggevano lei e le sue amiche autrici erano tutti da 5 stelle, bellissimi, perfetti e indimenticabili). Infine girando su fb ho trovato alcune conversazioni tra la signora Artemide e alcune amiche. Queste ultime stavano decidendo chi di loro doveva recensire i suoi romanzi. Sembrava la conta: La fai tu la recensione? No, dai, la faccio io! Insomma, romanzi copiati, recensioni fasulle e la signora Artemide continua a vendere, a postare come se nulla fosse accaduto. Io fossi in lei chiuderei i profili e metterei la testa sotto la sabbia, zitta e buona.

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  26. Alessandra Micheli ha detto:

    Premessa leggo libri di ogni genere. Anche a volte (rea confessa) il genere shit. Ma trovo assurdo che, l’autore, venga cosi attaccato. non ha fatto nomi (o meglio ha nominato quelli già portati alla nostra interessata attenzione) e ha parlato di un certo genere di self chiamato, ironicamente, shitpublising. Posso deplorare l’uso di shit, Perché io preferivo eleganti sinonimi ( che però hanno a volte lo stesso senso). questo significa che, in generale, la tendenza è di dare al lettore, disabituato alla lettura, prodotti scadenti ( va meglio cosi?) creando una sorta di cerchia ristretta dove si passano come eredità (meglio un set di pentole) stereotipi e cliché. Ora, quando tante autrici si sentono piccate e rispondono indignate, o da lettrici si sentono insultate, Io due domandine me le farei. Vedete anche io leggo quel genere di testi, per relax per hobby, consapevole che è letteratura bassa. Bassa non per il genere, che come rosa resta un signor genere, ma come composizione o struttura ( non parlo di sintattica ma di struttura di base). Linguaggio, psicologia, scene trite e ritrite mi divertono. Se il signor Mingotti mi dicesse, egregia blogger lei legge merda, direi sorridente si ha ragione signor Mingotti a me anche la merda diverte. Ma se leggessi SOLO quello, schifando tanti autori anche self, innovativi e leggermente più complessi ( nel senso che almeno loro le perversioni sessuali tentano di spiegarle con una psicologia di base) allora mi farei delle domande. Alcune lettrici ( leggete molte non tutte, insomma la grammatica fa la differenza) prediligono il conformismo letterario di oggi. E’ una scelta consapevole? Io non lo credo, penso sia la convinzione che questa è letteratura. Invece questa è una forma di letteratura che ci sarà sempre ( ricordo che il romanzo di appendice aveva questa funzione, ma che nel romanzo di appendice ritroviamo anche Gustav Flaubert) ma che non esaurisce la creatività e l’arte letteraria. Prendete l’articolo come spunto di riflessione e prendete anche il self come opportunità. Non come calderone nel quale buttare di tutto. Io non ho visto reazioni positive. non ho visto gente in grado di dire ok signor Mingotti ora le faccio vedere che posso comporre un’opera rosa di valore. no. Solo indignazioni che scoprono nervi scoperti. Ci sono anche libri squallidi. E nono serve aspettare la polemica di turno per accorgersene. Serve un pò di consapevolezza che, si può avere a casa una crosta, anche carina, ma che se lo vai a vendere su ebay per un Guttuso ti linciano.

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  27. Anna ha detto:

    Ciao. Avevo letto qualcosa tempo fa, ma non ci avevo dato peso. Ora mi sono imbattuta in questo articolo e sono ancora più contenta di non aver preso posizione quella volta. Soprattutto dopo che ho saputo che l’autrice accusata ha querelato per diffamazione gente dei social e alcuni blogger. Sono una persona che non si tira indietro dal prendere posizione quando c’è qualcosa per cui vale la pena farlo. In taluni casi però credo che il silenzio sia molto più opportuno. Almeno posso essere tranquilla che nessuno mi convocherà per rendere conto. Saluti.

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      • Anna ha detto:

        Ciao. Certo, indagherà su chi ha scritto e diffamato. La legge esiste, anche se c’è chi pensa di poter dire e soprattutto scrivere quello che gli pare, come gli pare, e rimanere impunito. Come se fossero loro a stabilire se quello che dicono o scrivono costituisce reato oppure no. Ma in realtà chi lo fa non ha la minima idea di come funzioni la giustizia. È successo anche a me due volte e ho querelato, ottenendo giustizia. Negli anni ne ho lette e sentite di ogni, su molte persone. Nel mio lavoro talvolta ho a che fare anche con questioni legali, ma al di là di questo, ho sempre ragionato con una certa cognizione di causa.
        Questo è l’unico modo per non rischiare di diventare oggetto di querela. Saluti

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    • Paladina della giustizia ha detto:

      Concordo pienamente, a volte meglio un silenzio decoroso. Ecco perchè la copiona non ha risposto se non scusandosi su fb. Mi chiedo se quel post equivalga a una ammissione di colpa… Io credo proprio di sì. Peraltro è stato provato.
      Inoltre mi risulta che la querela sia partita dall’altra autrice per la Artemide, quindi la copiona ha poco da lagnare e molto di cui preoccuparsi.
      Quindi, gentile Anna, il principio del silenzio vale solo quando non c’è niente da dire. Ma qui c’è molto da dire, in primis che ha copiato, punto e basta. Secondo, chi non parla permette a gente come lei di farla franca, quindi pecca di vigliaccheria e menefreghismo. Tutto molto italiano.
      Inutile farsi barriera con l’ipotesi di querele. La legge potrà anche in qualche assurdo modo tutelarla, tuttavia le colleghe autrici, quelle valide, quelle oneste, hanno disapprovato, disapprovano e disapproveranno sempre, e quella copiona rimarrà tale a vita.
      Certi errori non sono ammissibili: nel nostro ambiente tolleranza zero per chi copia. E chi la difende è perchè in qualche modo ha la coscienza sporca come lei.
      Persino un’autrice nota come la Premoli ha al momento una schiera di lettrici che le vanno contro per aver usato personaggi del famoso storico una collega, senza consenso, avvisarla o ringraziarla: il popolo dei lettori non perdona e difende i giusti; le lettrici (intendo quelle vere, quelle in gamba, quelle che NON si accontentano di 4 scenette di sesso narrate male), NON PERMETTONO che un’autrice conosciuta le prendano in giro gettando nel romanzo i personaggi di un’altra.
      In conclusione lei propone di non parlare per evitare il rischio di una querela???
      Tipico del retaggio culturale italiano tirarsi indietro.
      I finti moralismi servono a poco. Ci vuole presa di posizione.
      E noi autori con la A maiuscola abbiamo preso la nostra, con forza e decisione.

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      • Anna ha detto:

        Premesso che lei non ha ben interpretato alcune delle cose che ho scritto e che le farò la cortesia di chiarirgliele, parto con delle considerazioni. Vede, il fatto stesso che si presenti con un “nome che nome non è”, avvalora ancor di più quello che ho voluto dire nel mio commento. Se qualcuno, come fa lei, pensa di dover dire certe cose perché ne ha completa convinzione, non dovrebbe nascondersi dietro un “nome non nome”. Mi suona molto da leone da tastiera. Proprio a questo mi riferivo nel mio commento. Io la invito a dire queste cose all’interessata, usando il suo vero nome o anche un profilo social, che poi potrà essere identificato. Finché non lo farà, le sue resteranno semplicemente parole senza senso. Se crede di essere nel giusto, non avrà nulla da temere. Oppure potrà rimediare una querela anche lei. “Forse” è questo che la spaventa! Eppure, non dovrebbe temere nulla, se è già stato tutto provato, come dice lei. E chi lo avrebbe provato? Qualcuno che scrive sotto un “nome non nome”, come lei? Sarebbe fin troppo facile. Ma è lei stessa a cadere in contraddizione, quando afferma che “La legge potrà anche in qualche assurdo modo tutelarla”, riferendosi all’interessata. Cosa significa? Mi sembra un modo per mettere le mani avanti, come dire che se la legge dà torto a chi scrive cose come quelle che ha scritto lei, allora è assurda. Anche questo conferma quello che ho detto nel precedente commento e che cito nuovamente: “La legge esiste, anche se c’è chi pensa di poter dire, e soprattutto scrivere, quello che gli pare, come gli pare, e rimanere impunito. Come se fossero loro a stabilire se quello che dicono o scrivono costituisce reato oppure no”. Lei ha anche aggiunto che l’interessata si sarebbe scusata su fb e sarebbe anche stata querelata dall’altra autrice. Può fornirci alcuni validi riscontri almeno su queste due affermazioni? Parlo di prove, non di “sentito dire”. Perché sono affermazioni che stridono troppo col fatto che l’interessata ha querelato alcune persone per diffamazione. Cosa che può verificare anche lei, come ho verificato io. Sarebbe come se rubassi una mela e poi querelassi il fruttivendolo che mi ha scoperto. Questo è uno dei motivi per cui ho detto che talvolta sarebbe preferibile il silenzio e che in tal modo si può evitare di ricevere una querela. Non intendevo dire che è meglio stare zitti per paura di essere querelati, ma che bisogna sapere bene, molto bene, di cosa si sta parlando, prima di “sparare a zero”. Se lei pensa di saperlo bene, allora la invito nuovamente a presentarsi col suo vero nome e rivolgersi direttamente alla persona interessata. Ma so già che non lo farà, perché i leoni da tastiera come lei, pur essendo autori con la A maiuscola, sono quelli che accusano gli altri di vigliaccheria, come ha fatto lei nei miei confronti, senza neanche conoscermi, salvo poi nascondersi dietro un “nome non nome”.

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  28. Paladina della giustizia ha detto:

    Premesso che ho perfettamente interpretato il suo commento e che il mio voleva essere lievemente ironico (forse non abbastanza se lei non lo ha compreso…), la scelta del nome che uso qui è personale e non giudicabile. Trovo che sia notevolmente irrispettoso che lei critichi la mia scelta di usare un nome non nome. In teoria lei potrebbe essere Cristina, Elisa, Loretta, Ilaria, e non Anna, eppure nessuno qui l’ha giudicata per questo, diversamente saremmo superficiali, giusto???
    In ogni caso sono io a invitarla a dire il suo vero nome, che non è Anna.

    Detto questo cercherò di rispondere punto per punto.

    Specificando che non sarei tenuta a darle spiegazioni, ho piacere di dichiarare che non posso apparire con il mio nome di Autrice per rispetto verso chi lavora per me, verso la mia CE e verso chi mi ha chiesto neutralità.

    Lei non mi conosce, quindi non può sapere se io abbia già espresso apertamente la mia opinione alla Artemide. Quindi il suo invito a farlo suona un tantino presuntuoso, mi perdoni.
    Anche qui non sono tenuta a chiarire la cosa con lei, eppure lo farò per educazione: ho detto molto chiaramente alla Artemide ciò che penso, che poi la persona in questione abbia fatto orecchie da mercante è tutto un altro discorso.

    La sua frase “oppure potrà rimediare una querela anche lei” è espressamente minacciosa e non la commenterò perchè (temo per lei) sia abbastanza esaustiva agli occhi di tutti.

    Parliamo delle prove.
    Molte lettrici della Artemide hanno postato, spedito, pubblicato testi di pagine intere del suo romanzo, affiancandole al testo del romanzo da cui è stato copiato: cambiano solo i nomi.
    L’autrice ha inoltre rimosso il romanzo dalla vendita.
    Se lei mi dice che non è una prova questa, significa che lei non si è informata prima di commentare qui. Oppure che lei è Elisa Artemide e sta cercando disperatamente di difendersi.
    Personalmente spero sia la seconda.
    Apprezzerei molto più una persona che si difende di fronte all’evidente errore, piuttosto che una che commenti senza avere idea di cosa stiamo parlando.

    Quanto alla legge… esiste e va rispettata.
    Tutto il resto che lei aggiunto è futilità: mi ha messo in bocca cose non ho detto e ha interpretato a suo comodo il mio commento, quindi non aggiungo altro e la invito a rileggere.

    L’autrice ha fatto un post in cui si è scusata. Non sono l’unica ad averlo letto.
    Quindi neanche qui aggiungo altro.
    Non sono tenuta a fornire a lei le informazioni in mio possesso.
    Se le preme la questione abbia l’assennatezza di provvedersele da sola, come abbiamo fatto, io e centinaia di altre persone.

    Io non l’ho accusata di vigliaccheria e mi conferma che lei non ha letto bene ciò che ho scritto.
    L’accusa di vigliaccheria è diretta a chi fa finta di non vedere la gravità di quanto è accaduto nonostante le prove evidenti che si trovano in rete.
    Lei è fra questi???

    Ultimo punto.
    Io non sono né mai sarò un leone da tastiera.
    Sono un’autrice che lavora sodo con grande successo.
    É fortemente irrispettoso che lei definisca con nomignoli ridicoli una persona che non conosce.
    Ma si sa. Laddove si rischia di cadere in torto si cerca di offendere per apparire più forte.

    In conclusione, gentile Anna, forse non-Anna, la ringrazio per la sua risposta.

    Se lei è Elisa Artemide, spero che si metta una mano nella coscienza e chiuda la questione esattamente qui. Diversamente, mi spiace per lei, temo che i commenti fatti da me e altri in questa sede siano esaurientemente espliciti di ciò che lei ha fatto.

    Buona giornata

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  29. Paladina della giustizia ha detto:

    Ho dimenticato un punto e me ne scuso.

    Ho scritto “mi risulta che la querela sia partita dall’altra autrice” e non che l’altra autrice ha fatto querela.
    C’è una bella differenza!
    MI RISULTA significa che così ho appreso e non che sia inconfutabilmente così.

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  30. Anna ha detto:

    Non ha fatto altro che confermare tutto quello che ho scritto, parola per parola. Chiunque, in frangenti come questo, si esprima con “Mi risulta” e “Ho appreso”, conferma di essere un leone da tastiera, e non ci sarebbe neppure bisogno di aggiungere superficiale perché l’aggettivo è già compreso nel pacchetto leone da tastiera. Le querele dell’interessata invece sono verificabili, ma lei non ne parla. Che strano! Andiamo avanti. È vero, io potrei essere Cristina, Elisa, Loretta, Ilaria, e non Anna, ma al contrario di quanto ha fatto lei, io non ho accusato nessuno, quindi, anche se mi chiamo Anna, non è necessario per me fornire nome, cognome e codice fiscale. È lei che dovrebbe metterci la faccia e il nome, visto che è lei ad accusare. Ma per chi, come lei, è abituato ad esprimersi facendo congetture, e i “Mi risulta” e “Ho appreso” lo dimostrano, capisco che sia un concetto troppo complicato da comprendere. E che lei sia abituata ad esprimersi facendo congetture è dimostrato anche dal fatto che ha affermato, senza conoscermi, che non sono chi dico di essere, di sapere chi sarei e forse mi dirà anche chi potrei essere in futuro. Con quelle affermazioni ha qualificato il tipo di persona che è, una persona che vive di realtà virtuale, i fatti non fanno per lei. Chi accusa può anche sbagliare, ma se ci mette la faccia, in questo caso il nome, merita almeno un minimo di considerazione da parte di chi legge, mi riferisco alle persone serie naturalmente, perché se a leggere è un altro leone da tastiera, sarà facile trovare terreno fertile. Finché lei continuerà a parlare per “sentito dire” e a nascondersi, resterà a far parte di quella categoria. Poi sono io che invito lei a rileggere ciò che scrive o che ho scritto io. Lei ha affermato: “chi non parla (e lei mi ha chiaramente inclusa in questa categoria) permette a gente come lei (riferito all’interessata) di farla franca, quindi pecca di vigliaccheria e menefreghismo”. Come può vedere, è vero che mi ha accusata di vigliaccheria, come avevo già fatto notare. Cito un’altra sua frase: “Laddove si rischia di cadere in torto si cerca di offendere per apparire più forte.” Non ho scelto a caso questa frase, l’ho fatto perché è l’emblema dei suoi commenti, li descrive perfettamente. Ha anche detto che la mia frase “oppure potrà rimediare una querela anche lei” è espressamente minacciosa. Lei ha estrapolato la frase dal contesto, che è il seguente, come può verificare nel mio precedente commento: “Se crede di essere nel giusto, non avrà nulla da temere. Oppure potrà rimediare una querela anche lei. “Forse” è questo che la spaventa!” È una minaccia o una chiara constatazione? Da un’autrice con la A maiuscola non mi aspetto simili scivoloni. Meno male che è tutto nero su bianco in questa stessa pagina, altrimenti avrebbe potuto applicare le stesse regole che segue quando sprigiona il leone da tastiera che è in lei, cioè dire qualsiasi cosa pensando di non poter essere smentita. Ha anche scritto più di una volta che non deve chiarire le cose a me. Ma se sono stata io, almeno due volte, ad invitarla a rivolgersi direttamente all’interessata. È lei che ha scelto di commentare e accusare sotto falso nome, non l’ho mica chiamata io per telefono? Un’altra sua frase: “L’autrice ha inoltre rimosso il romanzo dalla vendita. Se lei mi dice che non è una prova questa, significa che lei non si è informata prima di commentare qui.” Visto che dice di essere così informata, al contrario di me, mi chiedo come mai abbia tralasciato di dire che l’interessata ha un suo sito personale con i suoi libri. Di quale prova sta parlando? O devo dedurre che, anche in questo caso, lei pensa di poter stabilire ciò che è giusto e ciò che non lo è. Come se il fatto di avere un sito nasconda chissà quali indicibili verità. Lei non fa altro che dire “abbiamo visto”, “abbiamo letto”, tipico di chi pensa che queste parole possano dare credibilità. Avrebbe anche delle informazioni in suo possesso. Sembra quasi che appena si accede al web vengano fuori notizie, a questo riguardo, inconfutabili e incontrovertibili. Non ha mai fornito uno straccio di prova o di link compromettente. Dice sempre che tutti sanno e tutti hanno visto. Tutto fumo, aggiungo io, perché i fatti e le prove sono tutt’altra cosa. Torniamo sempre al punto di partenza, tutto odora tanto di leone da tastiera. E a tal proposito c’è un passaggio davvero esilarante. Lei afferma: “ho piacere di dichiarare che non posso apparire con il mio nome di Autrice per rispetto verso chi lavora per me, verso la mia CE e verso chi mi ha chiesto neutralità.” e aggiunge “Lei non mi conosce, quindi non può sapere se io abbia già espresso apertamente la mia opinione alla Artemide. Quindi il suo invito a farlo suona un tantino presuntuoso, mi perdoni.” Ma con chi crede di stare parlando? Non sono nata mica ieri? Se lei avesse espresso la sua opinione apertamente all’interessata, verrebbe a cadere completamente ciò che ha affermato nella prima parte della sua affermazione, cioè che non può apparire, ecc. ecc. Perché, se avesse espresso la sua opinione all’interessata col suo vero nome, non ci sarebbe alcun motivo per non farlo anche qui. La sua non è una semplice contraddizione, ma un mero tentativo di arrampicarsi sugli specchi. Come si può facilmente constatare, non sono io a metterle in bocca cose che non ha detto, perché, le assicuro, ha fatto tutto da sola. Comunque, dal momento che avevo già capito che non c’è alcuna possibilità che lei possa raccogliere il mio invito a rivolgersi all’interessata col suo vero nome, come sarebbe opportuno, ho preso una decisione che semplifica le cose. Ho deciso di fornire all’interessata il link di questa pagina, contenente l’articolo e i relativi commenti, in modo che sapesse. Devo dire che in un primo momento non mi aspettavo la risposta ricevuta, poi mi sono resa conto che era tutt’altro che imprevedibile. Ha risposto che aveva già dato il link alle autorità quando ha cominciato a querelare, e che avrebbe aggiunto solo qualche screenshot per questi ultimi aggiornamenti. Complimenti, ho replicato, si agisce così con i leoni da tastiera. Le ho dato quindi il tempo di fare gli screenshots e poi ho risposto qui. Questo significa che quando arriverà il momento dell’analisi di questo articolo, l’amministratore dovrà anche rendere disponibili gli indirizzi email e gli elementi di tracciabilità che contribuiranno ad identificare gli autori dei commenti in questione. So benissimo come funziona perché in passato, come ho accennato in un precedente commento, anch’io ho dovuto fare ricorso allo strumento della querela in ambito social. E anche in quel caso chi scriveva a sproposito credeva, o fingeva di credere, di stare in una botte di ferro. Mi è successo due volte, in situazioni diverse e con persone diverse.E in entrambi i casi hanno dovuto ricredersi. Da quelle esperienze derivano tutte le riflessioni che ho descritto. I miei interventi si concludono qui perché, senza voler peccare di presunzione, riconosco al mio tempo un valore non eccessivo, ma tale da poterlo e doverlo impiegare in contesti differenti. E poi non pretendo di avere l’ultima parola, soprattutto quando ho a che fare con un leone da tastiera.

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    • ragazze, ma basta. ma c’è bisogno di tutto questo casino per un fatto banale come questo? io ho ricevuto minacce di morte per aver detto che il genere erotico/romance suddetto è spazzatura, ma certo non mi sono messo a querelare. chiaro, se l’autrice decide di farlo ben venga, e io, se necessario, fornirò quel che la legge mi richiede (indirizzi, tracciabilità, etc), ma sicuramente non è un atteggiamento saggio, stante il fatto che il giudice, per provare se gli altri articoli (il mio è volutamente messo con frasi come Sarebbe, Potrebbe, Nel caso perché ho pochi elementi di prova ed ho solo copincollato i commenti suddetti trovabili su Amazon) sono veritieri o meno, e quindi per capire se sia diffamazione o meno deve analizzare se il testo stesso è un plagio o meno. se è definito come plagio, sono C+++I amari per l’autrice, voglio ribadirlo. Se, chiaramente: questo non sta certo a me dirlo, è per questo che ho parlato di “la magistratura valuterà e prenderà una decisione in merito”, perché certo non sono io, né nessuno di voi, a decidere. però basta, sul serio. detto questo, sicuramente non si deve aver paura di dire la propria opinione, se non lesiva dell’immagine altrui, pena fantomatiche Denuncie. buona serata a tutti.

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      • Anna ha detto:

        Avevo detto che non sarei più intervenuta, ma visto che si tratta dell’autore dell’articolo, posso fare un’eccezione. E sarà anche l’unica.
        Premetto che non mi interessa minimamente se lei, come autore dell’articolo, dovrà rendere conto davanti a un giudice o meno, anche se sarà inevitabile. Sono d’accordo con lei quando dice basta, solo che basta lo si doveva dire un po’ di tempo fa. Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, ho visto che la storia andava avanti già da un pezzo. Sono d’accordo anche quando dice che non si deve aver paura di dire la propria opinione, se non lesiva dell’immagine altrui. Ma in questo caso non si tratta di opinioni, bensì di diffamazione, quindi si lede l’immagine altrui. E proprio su questo voglio soffermarmi. Lei ha affermato un paio di cose che, anche se non la conosco, stento a credere che possa crederci veramente. Per esempio, dice di aver fatto un copincolla. Ma il fatto di non aver verificato la veridicità di quanto riportato è un’aggravante e non un’attenuante, come pensa lei. Non solo, ha anche aggiunto, riferendosi al suo articolo: “il mio è volutamente messo con frasi come Sarebbe, Potrebbe, Nel caso perché ho pochi elementi di prova…” Secondo lei quindi è sufficiente usare il condizionale per non commettere diffamazione? Non ci credo che lei lo pensi veramente. Quindi chiunque potrebbe accusare chiunque altro di qualsiasi cosa, usando il condizionale, e un giudice si concentrerebbe sul modo verbale utilizzato e non sulle accuse. Si farebbe prima ad abolire il reato di diffamazione, perché non esisterebbe più. E invece il reato di diffamazione a mezzo stampa c’è tutto, qui come altrove. Le dirò di più. Nessuno può accusare qualcuno di un reato, in questo caso di plagio, se non c’è stata una sentenza che provi quel reato, semplicemente perché nessuno può sostituirsi ad un giudice. Si chiama diffamazione e tutte le accuse fatte prima di una sentenza di condanna lo sono. Se ci fosse verità in quelle accuse, si sarebbe dovuto agire in modo diverso e soprattutto legale. Chi, se non un’autrice plagiata, avrebbe maggiore interesse a querelare un eventuale plagio? Quindi coloro che pensavano di avere prove di chissà quali sconcertanti verità, avrebbero dovuto informare l’autrice che ritengono plagiata e aspettare. Se poi questa autrice avesse ravvisato il plagio e deciso di querelare e si fosse giunti ad una sentenza di condanna a carico dell’interessata, allora avrebbero potuto dire quello che hanno detto. Ma neanche proprio tutto quello che hanno detto, perché ho letto commenti che fanno configurare reati che vanno oltre la diffamazione. Per questi motivi le persone querelate sono destinate a perdere quando si arriverà in giudizio, probabilmente perché hanno agito con troppa leggerezza. Però riceveranno un insegnamento di cui potranno fare tesoro. Un’ultima annotazione. Lei ha parlato di “fantomatiche Denuncie”, anche se si scrive senza la ”i”, non se la prenda per la correzione. Io invece ho parlato di querele verificabili da parte di chiunque, quindi anche da parte sua. Se poi non vuole perdere neanche un secondo del suo tempo per verificare, è un altro paio di maniche, è una sua scelta. Ma se dovesse decidere di verificare, si accorgerà che di fantomatico non c’è niente. Saluti

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      • guarda anna, e poi chiudiamo qui la questione: appunto, non siamo noi a dover giudicare, nel caso, ma il magistrato (a meno che le due denunce non siano state archiviate). il mio articolo voleva essere un commento sulla reazione dei lettori del genere, se noti infatti si parla più dei lettori di romance che non dei fatti, supposti o veritieri, riguardanti la Artemide (ma, appunto, lasciamo la parola ai giudici). detto questo: cancellerò ogni commento nuovo che verrà postato, da chiunque, perché appunto per me questa storia è chiusa. ad ogni modo, se davvero la Artemide si sentiva offesa da questo articolo (anche se mi chiedo come) sarebbe bastato chiedermi di rimuoverlo, e l’avrei fatto. Ma così non è stato. buon fine settimana a tutti!

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  31. Paladina della giustizia ha detto:

    Per la signora Anna
    Perdoni la sincerità, ma non leggo il suo ultimo commento perchè non mi interessa continuare.
    E ripeto, buona giornata!

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