LE INTERVISTE

LE INTERVISTE – Debora Paolini, La rosa degli Ashtah

Oggi intervistiamo Debora Paolini per il suo La rosa degli Ashtah, edito da Nulla Die Edizioni.

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Allora Debora, bando alle ciance: scegli tre parole per farci capire chi sei. Tre eh, mi raccomando.

Sole, Universo, Anima. Dì la verità: dopo sole, hai temuto di trovarti a dover leggere cuore e amore, vero?

Non mi piacciono le cose prevedibili. Dai, seriamente: sole perché cerco di vivere ogni giorno illuminando e riscaldando la vita delle persone che incontro. Universo perché sento di non avere confini né appartenenze precise. Anima perché metto tutta me stessa, anima compresa, in tutto ciò che faccio.

Se dovessi scegliere una parola per spiegare perché scrivi, quale sarebbe? E perché?

Legittima difesa. Sì, lo so, sono due, ma non posso spiegare in altro modo ciò che mi ha spinto a iniziare. E parlo di legittima difesa perché ero costretta a nascondere la parte più vulnerabile, ma anche più vera, di me stessa, pur di mostrarmi meno fragile di quanto in realtà fossi. Scrivere mi aiutava a tener vivo ciò che non potevo mostrare liberamente. Poi, negli anni, c’ho preso gusto.

Difficile, facile, migliore o peggiore di quanto ti aspettassi: com’è il mondo della letteratura? Lo consiglieresti a qualcuno?

Non facile per certi versi, ma migliore di quanto mi aspettassi, soprattutto se tengo conto di alcuni aspetti come gli incontri con lettori e altri autori. Devo dire che mi sento estremamente più ricca di quanto non fossi prima d’imbarcarmi in quest’avventura. Non sono mancati i problemi, ma il bilancio è sicuramente positivo. Chiedi se consiglierei a qualcuno questo mondo? Certamente, purché lo si viva restando con i piedi per terra, cercando di prenderne ciò che davvero ci fa comodo senza lasciarsi abbattere da quelli che potrebbero apparire come insuccessi.

Raccontaci un evento legato ai tuoi libri che ti ha fatto stare particolarmente bene, e uno che ti ha fatto stare particolarmente male.

Una cosa che non dimenticherò mai è legata alla mia beta reader. Dopo aver letto il romanzo, ci siamo fatte una chiacchierata riguardo certi suoi problemi personali e mi ha stupito che lei stessa vi avesse trovato soluzione adottando il punto di vista di Stephan, uno dei protagonisti del libro. Le cose che mi hanno fatto star male risalgono al periodo in cui contattavo gli editori per proporre il mio progetto. Uno in particolare voleva sapere da me quanti libri avrei venduto e quanti ne avrebbe venduti lui. Non sto a raccontare l’arrabbiatura epica dovuta a una discussione che, dal mio punto di vista, non aveva capo né coda.

Ora passiamo al tuo libro, La Rosa Degli Ashtah. Si tratta di un fantasy, vero?

Un fantasy solo sotto alcuni aspetti, in realtà. Linguaggio e struttura sono senz’altro tipici di questo genere, ma per altri versi credo si debba far riferimento ad altri generi, come fantascienza, romance, distopico. Il concetto sul quale si basa è la rivisitazione di una parte della mitologia terrestre in chiave ufologica, concetto attorno al quale ruotano una storia d’amore particolare e quella di un’amicizia rara. I due volumi che compongono il progetto, inoltre, sono costruiti ciascuno su una parte del Tao: La Prescelta è la parte di bianco, di Luce, ovvero lo Yang, mentre La Profezia di Adamanthia, che sto scrivendo, rappresenta il nero, il male, cioè lo Yin. Non essendo possibile tracciare un confine netto tra l’una e l’altra, la trama si snoda tra intrighi e scelte inevitabili, tra Male che contamina il Bene e Bene che contamina il Male.

Se dovessi paragonare il tuo libro a un piatto, quale sarebbe?

Da buona toscana, non posso che rispondere Cacciucco. Tanti ingredienti e colori che provengono per lo più dall’elemento primordiale che ha originato la vita: l’acqua. E poi tanti sapori in armonia, da gustare uno per uno senza dimenticarsi di fare la scarpetta.

L’ultimo libro che hai letto?

Di Famigghia, scritto da Catena Cancilleri ed edito da Nulla Die.

Raccontaci in breve cosa secondo te ha spinto l’autrice a scrivere quel libro.

L’autrice, siciliana, credo abbia voluto farci capire cosa davvero significa la parola Mafia. Tutti noi conosciamo gli eventi eclatanti legati a questa organizzazione criminale, ma solo chi vive questa quotidianità, solo chi cresce in mezzo a certe regole può aiutarci a capire perché sia così difficile sconfiggere la Piovra.

In che modo ti ha arricchito quest’ultimo libro letto?

Mi ha ricordato ancora una volta, casomai ce ne fosse stato bisogno, la forza delle donne e dei ragazzi. Una parte della lotta alla Mafia, forse quella più silenziosa e della quale non sentiremo parlare troppo spesso, è condotta da ragazzi, dalle loro madri, dalle sorelle che si ribellano. Soggetti spesso ritenuti più deboli e assoggettabili, ma che possono smuovere intere montagne, se vogliono. Mi ha colpito particolarmente il fatto che una forma di ribellione consiste nella rivendicazione del diritto allo studio. Qualcosa su cui meditare attentamente.

Facci il nome di un autore emergente secondo te in rampa di lancio, pronto quindi per il grande salto, e di un autore emergente che, invece, secondo te, non merita il successo che sta avendo.

Per quanto riguarda l’autore in rampa di lancio, senza indugio faccio il nome di Marco Chiaravalle. A breve uscirà il suo primo romanzo e credo che sentiremo parlare di lui. Ha delle ottime qualità, almeno secondo me. Potrei farne molti altri, in realtà, perché negli ultimi tempi ho letto romanzi davvero be scritti e strutturati. Un autore emergente che non merita il successo che ha? Posto che, in questo caso, per successo sono costretta a intendere una valanga ingiustificata di recensioni positive su Amazon e che dire emergente forse è esagerato, faccio senza indugio il nome di Lucia Tommasi. La sua Alfieri Series, della quale ho tentato di leggere il primo volume, è qualcosa che non dovrebbe essere pubblicata nemmeno in self. Ma non è l’unico. E che ora parta il linciaggio!

Ok, ora buttiamoci sul 50 e 50. Rispondi sinceramente, d’impulso: Renzi o Salvini?

Entrambi. Ai lavori forzati, ovviamente.

Legno o metallo

Legno.

Costa azzurra o Dolomiti?

Dolomiti.

Gelato o sorbetto?

Gelato

Brioche o biscotti?

Brioche

Nero o verde?

Nero. Sai com’è? Snellisce.

Birra o coca cola?

Birra, birra, birra!

Salieri o Ghali?

Salieri

Mascarpone o anguria?

E me lo chiedi con il caldo di questi giorni? Anguria, ovviamente!

Dove possiamo trovare il tuo libro? Dacci qualche link

Si può trovare in tutti gli store online, sul sito della CE Nulladie.com e si può trovare nelle librerie. Se non c’è, arrabbiatevi e ordinatelo!

Consigliaci il libro di un altro autore emergente.

Solo uno? Dura scegliere, ma dato che devo farlo, vi consiglio un noir esoterico bellissimo scritto da Eleonora Epis: Urano In Scorpione. Credetemi, vale la pena leggerlo.


Beh, che dire? Andate a cercarvi una copia di La rosa degli Ashtah, Debora Paolini, Nulla Die Edizioni.

E, come sempre… buona lettura!


Ivano

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