La verità su tutto ciò che avete scritto, state scrivendo o scriverete

Con i libri non si diventa famosi, né si fanno soldi. I soldi si fanno con gli autori.

Metto subito le mani avanti: questo è un discorso tra e per autori di libri cartacei, che il mondo dell’editoria digitale non mi piace, non lo intendo e francamente mi puzza anche di buffonata truffaldina (perché se posso prendere un ebook gratis su amazon e poi renderlo subito dopo beh, inficio un bel po’ la serietà delle statistiche di vendita).

Partiamo subito con la cifra fondamentale della cosa: quanti libri avete pubblicato, e da quanto tempo siete nel magico mondo dell’editoria? Perché se dopo uno, due, tre, cinque anni cominciate a sentirvi disillusi e fragili e frustrati beh, vi rivelo un segreto: non c’è nessunissima luce alla fine del tunnel. Non diventerete famosi coi vostri libri, se siete partiti da un piccolo o medio editore. No no, ma proprio per niente. Rassegnatevi. Chi parte da un grande editore può anche avere qualche chance, viste le enormi campagne pubblicitarie, la presenza nelle innumerevoli librerie di catena, ma voi, voi no, voi decisamente no. Perché se faticate ancora, dopo anni, a ficcare il vostro libro a scaffale, perché se ancora, cercando il vostro nominativo su internet, compaiono meno di centinaia di migliaia di link, perché se non avete alle spalle una major che spinga sulla vostra promozione, beh, è finita ancora prima di nascere.

Ragazzi, possiamo raccontarcela come vogliamo. Un autore scaltro e intraprendente, se si muove da solo, può anche riuscire a vendere cento, duecento, addirittura cinquecento copie da solo, ma finisce lì. Perché l’editore piccolo o medio non ha le forze per fare promozione, ma proprio zero, e soprattutto non può indebitarsi per farlo (cosa che il grande può fare tranquillamente: pensiamo a un enorme editore con la M e andiamo a vedere quanto debito ha accumulato negli anni, debito che però può permettersi di trascinare avanti). Diciamolo: l’editore piccolo o medio non entra nelle librerie di catena, e se ci entra non ottiene niente: perché chi se ne fotte del vostro libro, dico io; chi se ne fotte, io sono entrato per farmi un giro, per perdere tempo, mica per comprare il libro di uno sconosciuto, che ha pure una brutta copertina.

Cosa ci avete guadagnato nel mettere il vostro libro in vetrina o a scaffale in una piccola libreria indipendente? Ve lo dico io: dopo tanti anni che sta là, proprio là sopra, non avete guadagnato niente. Perché chi se lo incula il vostro libro, la gente entra per altro.

Cosa ci avete guadagnato nel fare presentazioni e vedere sempre la stessa scena: o conoscenti che vi comprano una copia per mantenere le apparenze o sconosciuti che ve la comprano e la dimenticano poi su un tavolino, ritrovandola dopo anni e tentando di rivenderla su un gruppo fb qualunque in un lotto di 50 libri a 15 euro?

Cosa ci avete guadagnato nel fare tremila firmacopie, vendendo bene, certo, però solo per vedere che di quei potenziali vostri lettori non ne avete più sentito mezzo, perché nemmeno mezzo vi ha ricontattati per darvi un’opinione, un feedback, non so. Perché, di quel bel gruppetto, nessuno ha letto, e se lo ha fatto ha già dimenticato: perché non siete la Tartt o Saramago, santo Dio, non lo siete: avreste già pubblicato con Feltrinelli, o Mondadori, altrimenti.

Cosa ci avete guadagnato nel farvi recensire gratis da migliaia di persone su internet? Niente, perché le recensioni si basano sull’autore, sul recensore, ma certo non sul libro. Se state simpatici, se state antipatici, se davvero il recensore ha letto, se davvero il recensore ha capito, se vuole fare con voi una bella figura o se vi vuole demolire apposta, se non ha voglia e spara quattro cagate che continua a ripetere per ogni libro, se ha voglia e crede di essere a sua volta scrittore e del libro non parla mezza volta, ma vedessi come l’ha scritta bene sta recensione. E poi, qualcuno davvero legge recensioni di sconosciuti libri su sconosciuti blog o vlog o chissà che? Dai, andiamo.

E cosa ci avete guadagnato dalle mille foto, dai post a valanga, da tutte quelle puttanate inutili su social e blog e vlog e youtube e blablabla? Niente. Perché in mano non vi resta la fama, un feedback, un contatto, zero.

Volete sapere come si guadagna nel mondo della letteratura? Sugli autori. Punto. Sugli autori che necessitano aiuto per la promozione, per l’editing, per la traduzione. Sugli autori che ti vengono in libreria e a cui chiedi una percentuale, sugli autori che ti vengono all’evento e ti fanno vendere qualche drink a conoscenti e amici che si portano appresso, sugli autori che promuovono un post su facebook spendendo qualche decina di euro, sugli autori che vendono le copie del romanzo che gli hai pubblicato e così ti riempiono le tasche senza che tu muova un dito. Tutte cose nobili e giuste eh, alcune le faccio anch’io, è professionismo: io ti faccio un lavoro, tu mi paghi. Ma la triste realtà è questa: se non sei di Mondadori & co, sappi che fama e successo sono e saranno sempre lontani da te. Ti potrai togliere lo sfizio di vedere un libro editato bene, invece che una merda, o di avere un’affascinante traduzione in inglese o spagnolo o chissà che, invece che trovarlo solo nella tua lingua natale e stop, o di partecipare a un X factor letterario in cui magari ti piglieranno anche per il culo, quando sarai on stage, ma almeno per una sera qualcuno vedrà la tua faccia  e la assocerà alla professione più nobile del mondo.

Quindi sapete cosa? Pubblicate. Anche con l’editore più misero, che tanto tra piccolo, minuscolo e medio non cambia molto: nessuno vi caga, fate tutto da soli. Pubblicate e sentitevi liberi, il più possibile, di dire e scrivere quel che vi pare. Provate gusto in quello che fate, e se non lo provate, cambiate editore, o modus operandi, ma fatelo sempre e solo per piacere personale.

Perché se volete diventare ricchi e famosi, avete sbagliato lavoro. A dare qualche calcio a un pallone in più, da piccoli, magari a quest’ora eravate messi meglio.

Buona lettura e buona scrittura

Ivano

 

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Informazioni su ivanomingottiautore

Autore di diversi romanzi, fondatore di LiberoLibro, curatore della collana Nuove Luci per Amande Edizioni, genio, filantropo, con le pezze al culo.
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2 risposte a La verità su tutto ciò che avete scritto, state scrivendo o scriverete

  1. Renzo Marrucci ha detto:

    Se scrivi per diventare ricco e famoso o viceversa, è meglio che smetti di scrivere e ti dedichi a qualche cosa di diverso da attività di questi tipo. Se lo fai lo fai… se ci trovi soddisfazione puoi farlo ma stai attento che gli editori contano di vendere il libro soprattutto a te, a tuo padre e atua madre di lì… Tu sei il compratore e il miglior cliente dell’editore. Oggi è così a prescindere da quello che scrivi. Se poi hai conoscenze e amici che possono aiutarti a fare conoscere il tuo lavoro puoi sperare in una progressione di mercato e entrarci in qualche modo con il tuo lavoro… sia che tu scrivi una cazzata oppure un buon libro, è più o emno uguale, uguale.! Oggi si vive in una specie di Jungla del disonore culturale… La qualità del mercato è bassa e oltretutto è inquinata, resa perversa da una serie di ragioni che si conoscono ormai bene. Con ciò non voglio scoraggiare nessuno certo, lungi da me provvocare scontento… tuttavia è bene avere chiaro il problema di fronte, si vive meglio.

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