Altro, Cosa ne pensa un autore..?

COME FINGERSI UN EDITORE NON A PAGAMENTO E FARLA FRANCA

Avete presente quegli editori che si dichiarano assolutamente free ma che in qualche modo vi fanno arrivare al naso quel leggerissimo tanfo stantio e volgare di editoria a pagamento? Ecco, oggi vi insegnerò come smascherarli. Tutti. Punto per punto.

piccolo appunto: esclusivamente per autori. Poi oh, se siete lettori e volete capire come funziona il mondo, leggere qua sotto non fa mai male

Punto primo

L’editore a pagamento che si finge free non vi chiede di acquistare copie, ve lo suggerisce caldamente. Afferma giubilante che acquistando tot copie ne avrete tot mila miliardi in più in omaggio, ma solo per voi eh, è così, e fa proprio di tutto per farvelo tenere a mente, per ricordarvelo, per riempirvi la testa con la sua meravigliosa offerta: perché un’offerta così, oh, non la si trova mica al mercato, siamo pazzi? Poi ecco, potete anche scegliere di non comprare nemmeno una copia eh, nessuno vi obbliga, ci mancherebbe, l’abbiamo detto tanto per, così, per darti un’opportunità in più, è più comodo, e poi è peggio per voi: ma lo sapevate che con altre tre copie ve ne mandavamo in omaggio addirittura un’altra????

Punto secondo

L’editore a pagamento che si finge free dà diritti d’autore SOLO SE. Solo se superate le 1000 copie vendute, le 1500, le 2000, le 3000, le 6000, l’Everest, e così via. Cioè, solo se diventate best-seller. Solo se fate un calendario. Solo se gridate OAAAAAIOOO dalla punta della torre Eiffel vestiti da Grande Puffo. Se no oh, amen. Che poi, toh, mi son scordato anche di mandarti il report delle vendite di quest’anno. Toh, anche il mese scorso me l’ero scordato. Toh, e quello prima. Toh.

Punto terzo

L’editore a pagamento che si finge free vi chiede milioni di volte di partecipare ai concorsi letterari più svariati, con un entusiasmo che rasenta l’illuminazione mistica. E pensate, c’è di più, è così magnanimo che si offre anche di pagare il 50% del prezzo di copertina di tuuuuuutte le copie che si dovrebbero inviare per partecipare! Che poi oh, voi siete importanti eh, quindi vi chiederà di prendere parte solo a concorsi che richiedano minimo 5 copie, se non di più eh, che a 30 copie l’entusiasmo diventa impresa storica, adunata, risorgimento, s’ha da fare! Sia mai che la casa editrice Canigattì07 quest’anno poi vinca il premio Bancarella, lo Strega e il Campiello all together, ragazzi!

ps. il 50% che paghereste per le copie è ben superiore al costo della stampa di TUTTI i volumi da inviare: insomma, un bel ricavino per l’editore mascherato che ai vostri occhi vuole sembrare solo un ottimo samaritano.

Punto quarto

L’editore a pagamento che si finge free caldeggerà un clima fraterno tra i suoi autori, tanto fraterno che sarà quasi impossibile per voi non comprare libri dei vostri colleghi di collana. Insomma, dai, come fai a non prendere il libro di Caio, l’abbiamo pubblicato ieri ed è proprio bravo, così bello! Guarda, te lo dico 600 volte su facebook e per mail, come fai a non comprarlo? Cioè, ieri ti ho mandato una lista delle nuove uscite, caro autore, come fai a non spulciare e acquistare? Dai, acquista. Dai, su. Vuoi sembrare cattivo a tutti gli altri? Dai, compra qualche copia, su.

Punto quinto

L’editore a pagamento che si finge free organizzerà GRANDI EVENTI a cui sembrerà dover partecipare il mondo letterario e accademico e dello spettacolo tutto, e che invece saranno frequentati solo dagli stessi autori dell’editore, e stop. Fiere, convention, presentazioni: tutte con l’unico scopo di vendere agli  autori stessi copie dei libri di loro colleghi di collana. Ma guardali che belli, sono lì esposti, dai. Che sei venuto a fare se no? Non vedi che non c’è manco un lettore, che siamo tutti scrittori qui? Ma dai, che dici, non siamo spudorati, è che ci teniamo ai rapporti tra i nostri autori, e poi guarda, guarda che bella famiglia siamo!

Punto sesto

L’editore a pagamento che si finge free imporrà regole di editing assurde, a cui l’autore stesso si dovrà attenere (ricordiamo: chi deve fare editing è l’editore, non l’autore) pena venire scartato anche se, oh, è un capolavoro quello che ci ha presentato! Se l’autore non riuscirà a seguire le istruzioni, l’editore mascarato avrà la gentilezza di suggerire un’agenzia letteraria a cui rivolgersi, chiaramente pagando eh, o chiederà direttamente soldi per svolgere un buon editing. Che poi l’agenzia a cui ci si potrà rivolgere sia o interna o comunque in ottimi accordi con l’editore poco importa: tanto loro pagano te, tu paghi una parte a me, almeno ci si guadagna entrambi, e l’autore si fa fesso.

Punto settimo

L’editore a pagamento che si finge free fa COPERTINE DI MERDA. E chiede l’immagine all’autore, o ne scarica una gratuita da internet. Perché la copertina è un costo, e togliere un costo è un piacere. Che poi, tanto, la copertina può fare cagare, che tanto mica dobbiamo venderlo sto libro, il libro lo finanzia l’autore stesso con l’editing, o partecipando ai concorsi, o comprando copie per sé, o facendosi comprare il libro dagli amici autori di collana, o non ricevendo mai i suoi bei diritti d’autore. Tanto, cazzocene?

Ecco, se riconoscete il vostro editore, o un editore appena contattato, in tre o più di questi punti, avete un chiaro esempio di editoria a pagamento; se tra uno e tre, di qualcuno che cerca di vivacchiare di sotterfugi. Se di sette su sette beh, ragazzi miei, datevi una svegliata e statene alla larga. Ah, vi ha vincolati per dieci anni? Eh, allora cazzomene, cavoli vostri.

E ricordiamo sempre che un editore vero si fida dell’autore, e gli affida solo il grave compito di dare valore al testo, e non al testo un valore. Un vero editore rischia, magari poco o pochissimo, ma rischia: non fa il furbetto per darsi arie e crearsi una reputazione fasulla da smontare a bisogno. Il vero editore magari stampa solo 50 copie e poi ne vende 100 di ristampa: non dice di distribuirne 2000 – tra l’altro chiedendo prestiti per 6000 euro e ripagandoli solo grazie all’autore stesso – per poi venderne ufficialmente 100.

E rammentiamo sempre che in Italia, ogni giorno, escono 12 nuovi titoli. Di questi, 7 non venderanno nemmeno una copia.

Baby, questa è la giungla.

Buona lettura, e occhio

Ivano

 

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15 thoughts on “COME FINGERSI UN EDITORE NON A PAGAMENTO E FARLA FRANCA

  1. Piacere di conoscerti Ivano, bellissimo e utilissimo articolo, spero svegli chi crede nelle favole. Spero inoltre che non mi massacriate….Sono da un anno un microscopico Editore, in precedenza solo scrittore e ne ho viste e sentite tante… Inoltre sono reduce da un post su FB dove mi hanno insultato perché sostenevo che trovare un Editore Free al 100 % è quasi impossibile!!! (il tuo articolo capita a fagiolo…) nell’editoria No EAP qualche inghippo c’è sempre… Io per essere chiari chiedo subito (nel mio sito al menu “manoscritti c’è scritto chiaramente…) che l’autore acquisti almeno 50 copie e gli riservo uno sconto del 40% sul prezzo di copertina. Se l’interno è a colori sconto solo del 30 %.circa, di solito ci si accorda. Ma non uso pressioni queste sono condizioni contrattuali che si concordano. Senza illusioni e avverto che vender libri è quasi impossibile oggi dì.. Quelli che dicono il contrario sono in malafede. Può capitare che certi titoli se si è trovato il canale giusto facciano un po’ di vendite però, niente illusioni ragazzi….
    Perché un Editore microscopico come me, oppure piccolo editore o anche uno medio si trova costretto a chiedere di acquistare all’autore un po’ di copie? È presto detto: quei 250-300-400-500 euro (dipende dalle pagine) sono un bell’aiuto per tirare avanti… contrariamente si chiude in due mesi… Ho aperto da un anno e a fronte di solo 5 pubblicazioni sono in rimessa di alcune migliaia di euro. (Certo ho in casa dei libri… che forse non riuscirò nemmeno a vendere… bella prospettiva…) Il mercato è saturo, la gente legge poco, perché distratta dai social dove resta ore a cazzeggiare…
    Un altro motivo per cui ritengo che l’autore debba dotarsi di un po’ di libri è la sua promozione. L’autore deve fare presentazioni firmare copie e ovviamente venderle, ricavando qualche soldo…
    D’altra parte occorre rammentarsi che l’editore un imprenditore e come tale ragiona.
    Ma anche l’autore nel suo piccolo è un libero professionista e come tale anch’egli un imprenditore, che deve fare la sua parte. L’autore quando arriva alla pubblicazione non deve sedersi, perché non è finita, anzi è da quel momento che inizia il lavoro più gravoso: “Promuoversi” fare presentazioni, rilasciare interviste, andare in TV e su radio locali, postare sui social, partecipare a rassegne letterarie, concorsi (qui se è riservato a opere edite, l’editore moralmente dovrebbe inviare lui i libri e a sue spese, io l’ho fatto?)
    Anche l’editore deve fare la promuovere dell’opera attraverso la Distribuzione (sempre più esosa e sempre più carente nel diffondere il nostro libro…, riprendo dopo l’argomento che va sviscerato)
    Il piccolo editore, ma anche quello medio grosso non ha vendite, quindi non ha fondi per campagne pubblicitarie.
    Proprio oggi, in un TG di una rete privata, hanno trasmesso un servizio sull’ultimo libro di Dan Brown “Universo” ( o qualcosa del genere) dichiarando che sarà il fenomeno letterario dell’anno 2017. Uscirà in autunno ma il martellamento è iniziato di già e continuerà per tutta la primavera e l’estate, presumo…. Chi potrà permettersi di fare altrettanto, io non di certo, non so voi? Vedrete che il libro immagino valido, sarà un successo, ma anche non fosse valido sarà un successo ugualmente, perché in tanti correranno a comprarlo non fosse altro per dire: “Io l’ho letto!!!”
    Tornando all’argomento pagamento o non pagamento
    Chiedere soldi tanto per chiederli, a fronte della fregola di un autore di vedere il suo libro pubblicato, non è mai una bella cosa. Ma chiedere di acquistare un po’ di copie ritengo non sia una vigliaccata. Quando ero solo un autore io l’ho fatto e senza imposizioni, mi proposero 50 copie ne chiesi 100 ed imposi io lo sconto da applicare altrimenti ciccia.. Non esageriamo, ma come autori impariamo la contrattualità, ragioniamo alla pari con l’editore, mica ci mangia ( anche se tante volte lo vediamo come un Dio irraggiungibile… Qui si aprirebbe un altro inciso “La sudditanza degli autori nei confronti degli editori… “, e il commento si allegherebbe. potremmo scrivere un trattato e non finiremo di certo in 100 pagine…)..
    Scusandomi per averne approfittato, voglio spendere due parole sulla Distribuzione (probabilmente Ivano ne è a conoscenza, altri presumo di no!):
    A) Il distributore ha i libri in conto deposito e li invia alla libreria a richiesta della stessa;
    B) La libreria a i libri in conto vendita;
    C) La libreria quando vende un libro lo paga al Distributore (se invenduto dopo qualche mese il libraio lo rende al Distributore)
    D) I libri se venduti vengono pagati dopo mesi e di conseguenza questo si ripercuote anche sull’autore che non sa mai se il suo libro abbia avuto vendite e questo può essere oggetto di furberie…
    Il distributore pretende dall’editore sconti che vanno dal 55 a 60 % sul prezzo di copertina (poi riserva alla libreria sconti del 25-27 %) e carica libreria anche dei costi di spedizione. Ad esempio un libro con prezzo di copertina di 10,00 euro viene pagato all’editore 4,50 euro da cui va tolta la stampa 1,80 -3 euro (dipende dalla rilegatura interno a colori o B/N) quando va bene resta da dividersi fra Editore e Autore ben poco …
    Quindi capite che il mercato del libro attraverso una filiera distributiva “marcia” sia un disastro per tutti… tranne che per il distributore che in ogni caso si becca la fetta più alta…
    Ed è da qui che l’editore o si da all’ippica e va a raccogliere cartone o cerca di sopravvivere, però i sotterfugi non sono giustificabili.
    Scusate gente, non vuole essere uno sfogo ma un semplice commento, con la speranza sia utile a qualcuno. Se dovete pubblicare non abbiate fretta guardatevi attorno prima o poi un editorucolo lo trovate e ricordate di leggere bene i contratti e non cadere nelle lusinghe, Ma una parte della promozione spetta proprio a voi, dovete firmare copie, lo fanno in special modo i grandi.
    Un augurio che il vostro prossimo libro sia un successo mondiale.

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    • del fatto che ci si debba far promozione da soli ho già parlato in altri articoli, così come della filiera della distribuzione etc etc… però niente giustifica il fatto di dover comprare copie per pubblicare, come ho già scritto in un altro articolo più approfonditamente (esempio: con la collana che gestisco non lo faccio: non chiediamo acquisto copie, accompagniamo l’autore e puntiamo sulla sua promozione affiancata)

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    • Flavia Giordano ha detto:

      Perdonami, Gabriele: non sono molto d’accordo sul fatto che dotare l’autore di un po’ di libri per l’auto promozione debba necessariamente significare fargliene acquistare un certo numero (anche a prezzi agevolati).
      Io pubblico con una casa editrice medio/piccola e le mie dieci copie omaggio sono garantite nel contratto. Nessun pagamento. Nessun obbligo di acquisto successivo. Sicuramente possono essere giudicate “poche”, nell’ottica di una promozione continua e su larga scala. Ma preferisco un Editore che pubblichi meno copie e cerchi di venderle avvalendosi di ogni canale a sua disposizione (autori compresi, che devono sempre fare la loro parte!) ad uno che promette grandi tirature che poi, per un terzo se non di più, dovranno essere coperte con un mio acquisto sotto varie forme.
      Questo non sarà sicuramente il tuo caso, ma richiedere l’acquisto di 50 copie è già, a mio avviso, tanto.
      Tantissimo.

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