COSA NE PENSA UN AUTORE: DEDUZIONE FINALE SULLA PROMOZIONE

Cari amici autori e lettori, dopo tanto tempo sono finalmente giunto a conclusione su cosa sia effettivamente efficace per promuvere i propri libri. Andiamo a vedere cosa?

1. Non le recensioni, né le videorecensioni: se non vi si conosce già, non avranno alcun motivo per leggere o addirittura aprire la recensione che condividete. Al massimo, la recensione avrà motivo di essere solo per il recensore stesso, che utilizzerà il vostro bacino di ‘fan’ per avere visite al proprio blog/canale/sito. Se volete recensioni, non pensate di venderci: è importante per capire come viene recepito il vostro lavoro, tutto lì.

2. Articoli e recensioni sui giornali: a meno che siate un autore già conosciuto, i lettori tenderanno a saltare a pié pari, tranne in rarissimi casi, l’articolo che parla di voi. Su quei pochissimi che leggeranno, quanti davvero vorranno comprare il libro, e quanti invece lo faranno per mera curiosità?

3. Presentazioni: no, non ci siamo. Le presentazioni in Italia ormai sono finite, morte. E la gente che ci va, semplicemente, non va ad acquistare il libro. O non vi conoscono, e per puro culo vi compreranno il libro, o vi conoscono già, e lo avranno già comprato.

4. Social Network: NO. Facebook non funziona: né i gruppi, né il messaggio diretto. Diciamoci la verità: quanti utenti di un gruppo di libri sono davvero lettori interessati a comprare i libri che lì vengono promossi? Per una gran percentuale, che sfiora spesso la totalità dei casi, si tratta invece di soli autori, che appunto condividono propri post promozionali. E anobii, goodreads? Mi correggo rispetto all’articolo precedente: perdite di tempo, se volete vendere. Per conoscere gente, sì. Per ottenere recensioni, anche. Ma vendere? Non se ne parla. Sui 6000 che contatterete per proporgli il vostro libro, 5000 diranno che leggeranno l’anteprima; e su questi 5000, forse 500 lo faranno. Su questi 500, se solo 1 decimo compra il libro potete ritenervi fortunati: i più leggeranno forse le prime pagine, diranno che lo compreranno e poi puff, non li sentirete più. Se su 6000 trovate 10 possibili acquirenti, siete già fortunati.

L’unico metodo che funzioni è la VENDITA DIRETTA. Andare in libreria e fare dei bei firmacopie. Non c’è altro che funzioni, davvero. Avere la faccia tosta di proporsi al lettore DOVE vuole spendere per i propri libri. Il casino sarà quando tutto il sistema libraio sarà tutto online (e non ci vorranno molti anni, purtroppo).

Per il resto, buona fortuna. Non saprei dove altro mettere la testa, per vendere.

Ah, e per chi vorrebbe decantare le doti di amazon: amazon dà la possibilità al lettore di rendere il libro; su Amazon, i dati di vendita sono fortemente falsificati: quanti autori mettono le copie a download gratis per salire in classifica?
Dunque, una sola mossa è possibile: vendere direttamente.

Faccia di bronzo, e via andare.

Un saluto a tutti voi 🙂

ps. non apro parentesi su quanto gli editori mini o micro vendano da soli senza una buona distribuzione (e sono in pochissimi ad averne una) perché, altrimenti, mi viene la depressione. Vi dico solo che, del resoconto arrivatomi oggi per l’anno scorso, i libri venduti erano solo i miei, venduti direttamente.
Ivano

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Informazioni su ivanomingottiautore

Autore di diversi romanzi, fondatore di LiberoLibro, curatore della collana Nuove Luci per Amande Edizioni, genio, filantropo, con le pezze al culo.
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36 risposte a COSA NE PENSA UN AUTORE: DEDUZIONE FINALE SULLA PROMOZIONE

  1. Stefania ha detto:

    Ciao, scusami se mi permetto di dirti che non sono d’accordo. Non condivido nessuno dei punti che hai elencato. Da lettrice che predilige la scoperta di autori esordienti e che ormai fa di tutto per cercare esclusivamente la qualità nei libri che scegli di leggere, ti posso dire che:
    1 – le recensioni aiutano, certo non ti fanno vendere quanto venderebbero Luciana Littizzetto o Fabio Volo ma…..hai già capito cosa voglio dire……. La recensione crea un passaparola che per un esordiente credo valga moltissimo;
    2 – per i motivi che ti ho già detto, io sono una che va proprio a cercarsi le recensioni degli autori sconosciuti e, credimi, siamo in tanti
    3 – partecipo a quante più presentazioni posso, perché mi piace molto conoscere veramente la persona che ha scritto qualcosa che mi è piaciuto molto o che mi ha incuriosita ancora prima di leggerlo e, anche qui, credimi, siamo in tanti a partecipare e, ogni volta, ce ne andiamo a casa con il libro che è stato presentato, se già non ce l’avevamo; conosco librai e case editrici che si sbattono un casino per organizzare presentazioni degne di tale nome e che ci riescono benissimo
    4 – è un passaparola che funziona alla grande; anche qui, credimi, siamo in tanti a seguire e farci incuriosire dalle novità e dalle case editrici per le quali abbiamo sviluppato fiducia.

    A mio parere, sai qual è la vera carta vincente?
    scrivere veramente dei bei libri, libri talmente belli da non aver bisogno di rivolgersi ad un editore a pagamento per farli pubblicare, perché un editore a pagamento non ha nessun interesse a promuovere un libro sul quale non ha investito più di tanto; invece un editore che sceglie di non essere a pagamento, un editore che fa questo mestiere con la vera passione che dovrebbe avere un editore, ci mette talmente tanto cuore a produrre ogni singolo lavoro che, dopo, eccome se si sbatte per farlo conoscere al mondo e ti assicuro che ci riesce. Fatti un giro sui siti degli editori indipendenti e senti come profumano di buono rispetto a quelli a pagamento.

    Ciao,
    Stefania (assidua lettrice di autori esordienti e accanita sostenitrice dell’editoria indipendente NON A PAGAMENTO).

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    • stefania, tu parti da un concetto errato, che non so come ti sia entrato in testa: io NON pubblico a pagamento. anzi, se leggessi il blog, troveresti che sono CONTRO l’editoria a pagamento. punto primo, e già qui cade tutto il tuo discorso (da lettrice, quindi ancora innocente e non disincantata come me o altri autori FREE).
      1. le recensioni NON aiutano se NON è un genere mainstream come il romance o vampiri e affini: la gente che legge e cerca quel genere magari finisce per comprarti, altri no. guarda me: se cerchi in giro RECENSIONE IVANO MINGOTTI trovi centinaia di recensioni, che hanno portato a risultati nulli. e sono tutte ottime recensioni! (e non ho pagato un centesimo a loro eh XD)
      2. questa storia del passaparola: è abusata. il passaparola esiste con una pubblicità costante. te lo dice uno che ha studiato nel ramo.
      3. io ORGANIZZO presentazioni, essendo presidente di un’associazione che DI QUESTO si occupa (ripeto, leggessi il blog lo sapresti). e ti dico: non gliene sbatte il cazzo a nessuno. non agli autori che vengono come fossero dio in terra, non ai lettori che manco ci vengono a)se non lo conoscono (che ci vengo a fare?) b)se lo conoscono personalmente (che ci vengo a fare? lo incontro spesso)
      4. entra in un gruppo qualsiasi di autori o libri su fb, e troverai che il 99 per cento della roba è SPAM che non ha nemmeno un like. questo è un dato di fatto, non è opinabile.

      A mio parere, sai qual è la carta vincente che si deduce dal tuo discorso? scrivere libri veramente COMMERCIALI (il bello che intendi è questo) che attirino gente che ha gusti COMMERCIALI (la maggioranza).
      Spiace Stefania, ma da uno che è da 5 anni nel ramo devi sentirti dire come stanno le cose davvero.
      E non parliamo poi delle librerie!

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      • Stefania ha detto:

        No commerciali no, assolutamente no. Littizzetto e Volo erano solo una provocazione.
        Scusami, ma le case editrici con cui hai pubblicato i tuoi libri sono ANCHE a pagamento.
        E disincantata non è proprio l’aggettivo che più mi si addice. Non sai che cosa ho studiato io e non sai che cosa faccio io nella vita. E non te lo verrò a dire, perché al contrario di te, di cui si sa praticamente tutto (io sono, io ho fatto, io faccio, io di qua, io di là), non ne ho bisogno.
        Se poi alla tua giovane età ti senti già così sicuro di te stesso, ti senti già arrivato, ti senti di poter sapere così tanto, allora, beh, chapeau.
        E’ solo che scrivere libri non fa necessariamente essere degli scrittori.

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      • guarda, ti posso dire che sì, ho iniziato con libri a pagamento (eh sì, sono una merda, poveraccio, perché a ben 18 anni non sapevo nemmeno dove iniziare e son cascato nelle mani di editori a pagamento), ma non ho più pagato un centesimo da un bel pezzo. quindi stare a dire che, esempio, leucotea o ded’a o alterego o nulladie sono A PAGAMENTO non è solo sbagliato, è DIFFAMAZIONE (e se vuoi, nel caso, le avviso).
        nel caso, comunque, sei disincantata e, a questo punto, disinformata anche se io dico IO IO IO IO. a quanto pare troppi IO ti stordiscono e non ti fanno arrivare alle caselline qua sopra che dicono: associazione – fa presentazioni, quindi sa che vuol dire una presentazione; radio – intervista autori FREE, quindi sa che dicono gli altri autori (e sono tanti tanti tanti); collana editoriale: ha in mano una collana di un editore, quindi sa cosa dicono e fanno i piccoli editori, dall’interno. Una cosa è essere arroganti, un’altra è essere sicuri del lavoro che si fa, e io lo faccio. non è che se faccio il benzinaio e un cliente mi dice che la benzina esce dal terreno io gli dico sì: esce dalla pompa. mi sembra più che chiaro.
        non sono sicuro di me stesso, sono sicuro di come vanno le cose. perchè le vivo.
        e mai detto che fa essere degli scrittori, anzi, ci mancherebbe. ma è anche da persone non proprio fatte a buon modo andare a dire agli altri cosa sono o non sono senza informarsi e partendo da stereotipi (che poi, detto in tutta sincerità, sei comparsa ora sul blog e non ti ho mai vista, e sai tutto su di me? miracolo! mi sento stalkerato!)

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  2. SaraTricoli ha detto:

    Uffi però … Questo è quello che mi ha detto anche una mia parente: “inizia a girarti 20 librerie e portati altrettante copie da autografare e dai una parte del l’incasso al negoziante (quasi tutto lei suggeriva) così ti promuove” … Io a dire il vero l’ho trovata un’idea dispendiosa che si accomuna all’editoria a pagamento… Che dici? Sono condannata all’anonimato ? ☺ però hai ragione, io ho un blog e una pagina Facebook, sono in più gruppi ma credo di non vendere un gran che(non so il resoconto è a fine anno) però sto conoscendo persone meravigliose 😍 quindi chissene 👍❤️😘

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    • concordo sulle persone 🙂 però sì, è l’unica strada…e non c’entra nulla con l’editoria a pagamento: sei tu a promuoverti direttamente, e non ci perdi nulla…a parte il tuo tempo 😉

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      • SaraTricoli ha detto:

        … il tempo lo dedicherei, ma le copie da regalare o quasi?
        Che mi dici, tu come la intenderesti? Tipo vai in una libreria e poi…
        Perché non fai un bell’articolo raccontando il tuo approccio… un sorta di manualetto… ^_^ Scusa pretendo troppo 😛 puoi mandarmi anche tranquillamente a quel paese *_*
        Intanto di auguro una buona serata 🙂

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      • no! ma dove regalare? XD le devi vendere a chi entra!!!
        scriverò anche quello, però ho un po’ paura che qualcuno entri e mi tacci come autore a pagamento solo perché faccio firmacopie..sai com’è..(leggi qua sopra)

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      • SaraTricoli ha detto:

        A venderle non regalare. 😅 la mia parente (che tra l’altro lavorava nel campo tempo fa) mi aveva detto di regalarne delle copie alla libreria in cambio della serata😳 e qui non capivo cosa intendessi… Quindi tu dici che ci sono librerie che mi ospitano per una serata, che mi vendono il libro pagandomi il costo? Che poi è tutto perché sul cartaceo non guadagno nada…Sarà… sinceramente non so. Sono perplessa. Ci devo ragionare. Comunque io trovo il tuo articolo interessante e spiegato con cognizione … Lascia perdere chi non tollera l’altrui opinione. L’editoria è un mondo difficile, a presto ☺️

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      • no, aspetta. tu porti i tuoi libri (fai una decina, chiedendoli all’editore in conto vendita) o li fai ordinare da loro. poi vai lì, in un angolino con un banchetto, o vicino alla cassa, e cerchi di proporlo a chi entra, a chi passa..insomma, cose così. prima o poi te lo comprano. ti dico, io in un paio d’ore riesco a venderne più o meno 10. è un ottimo risultato..

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      • SaraTricoli ha detto:

        Ok grazie ma non è applicabile a me… Io ho un editore eBook che ha fatto il cartaceo credo in collaborazione con Amazon 😅 non so bene come funziona… Però io potrei anche comprarle se poi rientro del costo… Comunque grazie mille per le info 😍☺️

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      • ah! beh sì, secondo me ti conviene! le compri in sconto autore (di solito è tra il 30 e il 50% sul prezzo di copertina) e le rivendi a prezzo intero, tenendoti un margine e lasciando il 20 alla libreria. fidati, non rifiutano mai di farlo (se poi sei brava a vendere, sono ancor più ingolositi 🙂 )

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      • SaraTricoli ha detto:

        Non ho sconto😅😅😅 e credo mi diano tipo 0,50 roba così… Però non abbandono l’idea ci penso e magari… Dopo le ferie provo a contattare la casa editrice magari ci può essere un accordo ☺️

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      • SaraTricoli ha detto:

        ☺️ vediamo ☺️ buona serata intanto, poi se ti fa piacere, ti dirò 😘

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      • ma certo 🙂 a presto 😀

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      • comunque grazie per i complimenti 🙂 è che tanta gente è sicura di avere la verità in mano, e non se la sente di venire a patti con la realtà. 😛

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      • SaraTricoli ha detto:

        Bisogna avere pazienza.. Io l’ho imparato con l’età 😂😂😂 sembro mia nonna 😂😂😂 comunque un po’ è vero L’ho imparato in un paio di corsi … Dove spiegavano di non prendere mai di petto le persone ma farle ragionare.. Va beh … Così dicevano ☺️

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      • eh ma il casino è che più tenti di farle ragionare, più si inasprisce il dibattito…credo ci sia uno studio psicologico in questo, che dice che quando cerchi di spiegare un’opinione contraria, rinforzi soltanto la resistenza all’opinione contraria. devi procedere per ‘sì, hai ragione, ma…’, ‘sì, hai totalmente ragione, però’….quindi XD

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      • SaraTricoli ha detto:

        Si si è proprio quello che dicevano al corso 😂😂😂

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  3. SaraTricoli ha detto:

    Ops era solo per parlare, grazie dei consigli ☺️

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  4. Evaporata ha detto:

    Ho pubblicato il primo libro nel 1992. Dal 2009 a oggi ne ho pubblicati altri 5, un paio con un editore poiché la pubblicazione era il premio per la vincita di concorsi letterari (quindi non ho pagato), e altri con il selfpublishing. Risultato: ho venduto solo quelli autopubblicati poiché gli altri non sono mai stati distribuiti. Quest’anno ho voluto provare con una piccola casa editrice locale NON A PAGAMENTO: risultato vende solo nell’unica libreria di proprietà della casa editrice, quindi chi vuole il mio libro (e c’è tanta gente che lo vorrebbe in giro per l’Italia) deve farselo spedire contrassegno dalla libreria medesima. Risultato vendite solo ai residenti poiché la spedizione contrassegno costa più del libro. Le vendite col selfpublishing on line sono impossibili da verificare poiché ho la documentazione fotografica di gente, che abita lontanissima da me, con i miei libri tra le mani ed io non ho neppure ricevuto una notifica di vendita.
    Deduzione logica: se non entri nell’ingranaggio dell’editoria paracula puoi scrivere anche il più grande capolavoro di tutti i tempi, ma oggi sei destinato a rimanere nell’oblio.

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    • raccontalo anche alla dama qua sopra che mi dà del non autore per il solo fatto che dico come stanno le cose XD purtroppo il mondo è questo, se si pensa di emergere solo per aver scritto un capolavoro, non si emerge.

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      • Stefania ha detto:

        scusami, la dama chiede dov’è che ti avrebbe dato del non autore. continui a difenderti attaccando, come mai?

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      • guardami, a essere una merda perché da giovanissimo ho pubblicato con un pagamento ok, me lo prendo, ma a darmi dello stupido perché, secondo te, non capisco un discorso deduttivo molto molto semplice no, non me lo prendo in saccoccia. se ti permetti di dire che uno che scrive non è per forza uno scrittore qui sulla mia pagina, in un dialogo tra noi due, non ci vuole molto a dedurne il significato. oppure, cara mia, usi male le tue parole. decidi tu quale delle due cose.

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      • Stefania ha detto:

        sto solo cercando di farti capire cosa penso io, in generale. ti ho già ribadito che non mi permetto di giudicarti, non avendo letto ciò che hai scritto, e, perdonami, ma insisto anche nel dire che non mi sono permessa darti della merda perché ti è capitato di pubblicare a pagamento. prova solo ad accettare che io non la penso come te su ciò che hai detto nel tuo post, tutto qui. Non dobbiamo per forza essere d’accordo, ma non per questo bisogna sfociare nella maleducazione o nell’attacco per difendersi. Non ci conosciamo nemmeno, la pensiamo diversamente, pace e amen, viviamo bene ugualmente. Non voglio convincerti a cambiare idea su ciò che pensi tu, come non credo tu voglia convincere me del contrario. Abbiamo solo idee diverse, ma io, ripeto, non credo né di averti attaccato, né di averti offeso e se in qualche modo pensi che io l’abbia fatto, mi dispiace e ti chiedo scusa. E’ solo il mio pensiero, tutto qui.

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      • ok stefania, e accetto le scuse, ma ci sono fatti che non sono opinabili, purtroppo.
        ci sono tantissimi piccoli editori che, al contrario di quanto hai detto, non fanno alcuna promozione, e sono FREE. non ti dico i nomi, ma sono in molti tra quelli con cui ho pubblicato (e con cui hanno pubblicato gli autori che ho presentato o intervistato): la maggior parte degli editori non fa alcuna promozione, se non lo standard dei comunicati stampa. è tutto sulle spalle dell’autore, e capisci che, se facebook è intasato, se anobii non funziona, se questo e quello, allora trova sfogo solo con la vendita diretta in libreria. è così, non è opinabile. ti posso fare una lista di editori e di autori che così DEVONO fare (altro che passaparola) perché altrimenti il libro nemmeno esisterebbe. ti ripeto, io ho centinaia di recensioni, 6000 contatti anobii, contatti di giornali, di istituzioni, tante belle critiche e pareri positivi (al limite dell’assurdo da quanto sono spinte in alto, e non è arroganza, è un altro dato di fatto), ma questo non collima con le vendite, affatto; anzi, se ti facessi vedere il report delle vendite, capiresti che ho ragione. cerca su google, ho migliaia e migliaia di risultati. come tanti, tantissimi altri autori che si devono sbattere perché gli editori FREE, e lo sottolineo, non si sbattono. ma non cambia nulla, gli effetti sulle vendite non ci sono. un conto è parlare di editori free come marcosymarcos o e/o, che io considero però MEDI EDITORI, non piccoli, né micro, un altro è parlare di leucotea, deda, rei, alterego, nulladie, edizionicreativa, etc etc etc (faccio questi nomi perché sono i primi micro-mini editori che mi vengono in mente, anche se nulla die è ormai, fortunatamente, un medio editore). gli editori indipendenti PICCOLI, anche con tutto il passaparola del mondo, non ti garantiscono vendite se non ti sbatti. e per questo scrivo vademecum per noi piccoli, piccolissimi autori, che se raggiungiamo risultati dobbiamo solo ringraziare noi stessi. vedere che addirittura si viene attaccati, o peggio, perché si cerca di aiutare in una situazione drammatica non è giusto. e se cominciamo a fare l’elogio dei medi editori, beh, qui si apre un mondo di storie, storielle e controstorie che è meglio non iniziare (agenzie letterarie, richieste ‘strane’, contatti ahumma ahumma, conoscenze, etc etc etc)

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  5. Stefania ha detto:

    io ho detto ANCHE non chi, non tutte, e non ho detto che sei una merda, non mi permetterei mai, non ho nemmeno letto i tuoi libri, quindi, per favore, non mettermi in bocca parole che non mi appartengono e non disturbarti a denunciare le mie diffamazioni a nessuno perché io non ho diffamato proprio nessuno, non ho fatto alcun nome, non ho puntato il dito. certo che se una povera disincantata lettrice non può nemmeno dirti che cosa pensa senza farti sentire attaccato da una stalker (ps. di te si sa tutto in due minuti e mezzo perché questo è il tempo necessario a leggere la tua lista di IO IO IO) allora mi sa che sei uno di quelli che “solo chi scrive libri sa e può parlare di libri, gli altri no”….. Ok, ciao.

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    • beh, di libri no, ma del mestiere di scrivere libri direi di sì. gli autori, gli editori, i librai, i distributori. certo non posso saperlo i ‘lettori puri’. 🙂

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    • che poi, veramente, con sta storia del bollare gli autori se sono mai caduti nell’editoria a pagamento…ma smettiamola. un autore si giudica dal suo lavoro, non dagli errori o dalle cadute che ha fatto. come se mi truffassero per lo specchietto una volta, e da allora in poi fossi sempre e solo un coglione. ma basta.
      la gente non sa molto di editoria, e quando è giovane o inesperta tende a fare errori. questo non vuol dire che fa schifo. partire prevenuti dicendo che, dato che nel paleolitico hai pubblicato a pagamento (e poi ne hai pubblicato altri dieci non a pagamento, ma chissà perché non viene calcolato questo) allora sei una merda, non va assolutamente bene. dimostra scarsa apertura mentale e seri limiti di critica e giudizio. io odio l’editoria a pagamento, ma questo atteggiamento butta, ad esempio, la merini e svevo nel cesso. solo per fare due nomi. e immagino che loro si sian resi conto, dopo, di aver commesso l’errore. ma questa non è stata loro colpa, e non deve essere loro marchio.

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  6. lucafavaroMassimo ha detto:

    Concordo con te Ivano quando parli di piccoli editori che non fanno nessuna promozione. Bisogna sfatare il mito che il piccolo editore free, proprio perché non chiede soldi all’autore, si sbatte per vendere più copie possibili per rientrare delle spese di stampa. Gran parte di loro, dal momento che esiste la stampa digitale che consente di stampare anche solo una copia alla volta, stampa solo poche copie (che in genere compra l’autore) e poi si affida alla stampa su richiesta. Non rischiano quindi molto di più di un editore a pagamento. Diciamo che ci tengono di più al catalogo, quello sì, quindi sono molto più selettivi e in genere i loro autori possono essere tenuti d’occhio da qualche big, interessato a nuovi talenti, ma per quanto riguarda la promozione, è inesistente nella maggioranza dei casi.

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    • concordo su ogni tuo punto 😉 il punto è che i lettori questo non lo sanno, e partono con la certezza che se un piccolo editore non chiede soldi, allora ha un rischio d’impresa. purtroppo, o per fortuna, non è più così.

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