Il Cenotafio di Simon Petit

Un brano da “Il Cenotafio di Simon Petit” – Leucotea, 2014

“Di Simon posso dir ciò che ho vissuto, e ciò che mi è stato raccontato.
Non molto, a dire il vero, su cui poggiar questa penna, questo mio ultimo ricordare.
Di Simon posso dire il poco che ho sentito sulla mia pelle, tra le mie lacrime, sulla mia bocca.
E posso dire quel che ho sentito, quel che ho capito, posso dire quel poco che ho pensato.
E posso dire quel poco che è rimasto di lui, quel poco che il mondo mi ha lasciato, donato, quel poco che il mondo mi ha lasciato intravedere.
E prendete tutto questo come un lontano ricordo, prendetelo come l’emozione già svanita, già nascosta, già sepolta di una giovane già vecchia, di una mano fragile e di dita già tre-manti, prendetelo come si prende una fiaba, o un pettegolezzo.
Prendetelo come un racconto, soltanto una parvenza dell’enormità di una vita vissuta, sgorgata in altri ed in altri fluita.
E onoratelo come si onora una tomba, onoratelo come si onora un sepolcro.
Di Simon non rimane che questo, un ricordo sbiadito, un sentire appoggiato al mio petto, ed il fremere ancora dei miei capelli al ricordarvi dentro le sue dita.
Di Simon posso dir ciò che ricordo, e ciò che penso di avere vissuto.
Ed il tremare incerto del battito di questo cuore, all’appoggiarsi dell’ennesima gelida lacrima sulla mia palpebra.  “

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