Un brano da “Il Paese dei Poveri” – Edizioni Rei, 2014

“Non capisce perché ci sia un cartello all’ingresso di quella che pare una doccia, non capisce perché la luce sia così diafana e fredda, sterile, sterilizzata.
E non capisce perché l’uomo che gli sta davanti, appoggiato allo spigolo dell’entrata della doccia, gli stia davanti davvero.
L’uomo in divisa, che ci pare, a questo punto, una guardia, bardato com’è e pronto a reagire come sembra, ha lo sguardo perso, basso, pare aspettare, pensare.
Il rumore bianco ronza ancora sui muri, sul mattonato coperto di grigio pallore, sulle lampade dondolanti e minacciose, sul cartello, sulle dita sporche dell’uomo trasandato, sulle sue unghie nere.
Ha i piedi scalzi, l’uomo trasandato, e notiamo solo ora che è nudo.
I glutei pelosi lasciati tremare all’aria fredda dello stanzone, il pene a ciondolare tra le gambe strette, il petto cadente, molle, scuro.
L’uomo trasandato non capisce perché si trovi qui, ma capisce perché si trovi nudo davanti a una Vasca.
Non ha mai vissuto questa situazione, eppure sa già perfettamente come andrà a finire, come noi stessi intuiamo.
La guardia solleva leggermente lo sguardo, gli occhi gli cadono sui piedi scalzi dell’uomo, sulle gambe, e all’arrivare al pene dell’uomo pare vedergli in faccia un brivido, un tremore, quasi un conato.
L’uomo trasandato stringe i pugni, ha freddo, nelle orecchie ha ancora il ronzante rumore bianco che pervade ogni mattone di questa stanza. ”

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Informazioni su ivanomingottiautore

Autore di diversi romanzi, fondatore di LiberoLibro, curatore della collana Nuove Luci per Amande Edizioni, genio, filantropo, con le pezze al culo.
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2 risposte a Un brano da “Il Paese dei Poveri” – Edizioni Rei, 2014

  1. tommasopapais ha detto:

    Mi piace molto come, nel delineare e scoprire gli accadimenti un passo alla volta, questa scrittura apra uno spazio e un tempo che mi permettono di guardarmi e scoprirmi a mia volta.

    Mi piace

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