COSA NE PENSA UN AUTORE..? – LA PROMOZIONE

Allora ragazzi… il post che avevo pensato di scrivere era diverso, ma dopo attente riflessioni, ho deciso di ripensarci su, e dare a tutti una cosa utile, anzi, direi necessaria.

Eccola: non fatevi mangiare vivi dall’ansia di promuovervi.

Il mercato italiano vi divora, vi mangia vivi, e pensate che solo spremendovi come un limone potete raggiungere i risultati. Sbagliato. Nemmeno spremendovi come un limone raggiungerete il grande pubblico.

Non faccio questo per demoralizzarvi, ma per aprirvi gli occhi, e per prendere la letteratura e lo scrivere come dev’essere presa, e cioè: come una passione. Non un passatempo, non un hobby, ma qualcosa che vi piaccia e che fate solo perché vi piace.

Non badate ai numeri, tenete lontana l’ansia che vi mettono addosso gli editori per le poche copie vendute, o per l’opinione che hanno degli autori (“non si danno mai da fare”): chi deve fare promozione sono in primis loro. Voi fate del vostro, ovviamente, contribuite, ma non esauritevi, perché non c’è una sola via utile al raggiungimento di questo fine:

– facebook non funziona: i vostri contatti potrebbero interessarsi ai vostri lavori, ma essendo conoscenti non li compreranno. Magari vi faranno complimenti, ma saranno di circostanza. Sono poche le persone che possono davvero sostenervi tra i vostri contatti, anche ad averne migliaia. E, soprattutto, un ”amico” di fb stressato più volte tende a non sentire più ciò che dite.

– anobii non funziona: anche cercando i lettori uno per uno, e ottenendo migliaia di contatti di gente che vi ha letto e vi apprezza, e inviando poi, a questi contatti, anteprime o dati, non otterrete nulla: chi vi ha letto lo ha fatto per farvi un favore, spesso, e spessissimo in forma gratuita (da parte vostra, soprattutto, e loro). Saranno pochissime le persone disposte a spendere, anche con MIGLIAIA di contatti. Ve lo dico per esperienza personale (6500 contatti. Risultato: 15 copie vendute contattandoli)

– youtube non funziona: la gente non guarda video lunghi e in cui doversi concentrare. E men che meno video sulla letteratura. La gente che guarda video sulla letteratura spesso FA letteratura, quindi raramente potrà finanziarvi.

– le presentazioni non funzionano: pochissima gente va a vedere presentazioni, e di questi solo un numero minuscolo compra poi il libro. Ve lo dice chi gestisce un’associazione che fa presentazioni. Fate voi.

– lo spam non funziona: la gente è ormai impermeabile a qualsiasi stimolo conosciuto. Fatevene una ragione.

In poche parole: NON perdete la testa dietro alla promozione. Fate con calma e per passione, lentamente, coi vostri tempi, e nei luoghi che ritenete più opportuni, tenendo bene a mente che, in primis, dovete arricchirvi nel cuore, e non nel portafoglio, e divertirvi. Le copie vendute sono un problema dell’editore, non vostro: a voi sta creare un libro di qualità, di cui siate fieri, e che arricchisca di esperienza la gente a cui arriva.

E, soprattutto, a voi sta godere del dono della scrittura.

Se scrivete per essere letti da tanti, riponete subito la penna.

Insomma, prendete la vita meno ansiosamente ( e ve lo dice uno che ha una fissa d’ansia incredibile, e un’ossessività nelle cose a dir poco spaventosa ).
E, come diceva qualcuno, poco poeticamente, SCIALLA.

Scrivete per voi, e per dare qualcosa.

Ma non aspettatevi mai, mai, di vendere in Italia.

Un abbraccio forte. E ricordate: fate cose per cui, alla sera, nel letto, possiate sorridere e di cui andare fieri.

Ivano Mingotti

https://i1.wp.com/marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/01/vendere-on-line.jpg

ps. giusto per questi motivi, d’ora in poi mi prenderò un bel pausone dalla letteratura e dallo scrivere. Meno promozione serrata, più tranquillità. Per carità di Dio, continuerò a farlo, nel mio piccolo, ma senza ammazzarmi. Se mi vedete meno in giro, sapete il perché.

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Informazioni su ivanomingottiautore

Autore di diversi romanzi, fondatore di LiberoLibro, curatore della collana Nuove Luci per Amande Edizioni, genio, filantropo, con le pezze al culo.
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25 risposte a COSA NE PENSA UN AUTORE..? – LA PROMOZIONE

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ la realtà, caro Ivano. Nient’altro che la realtà. Puoi avere 1.000.000 contanti, 1.000.000 di like su un prodotto e vendere 20/30 pezzi. I limiti della rete. Ecco perché parlavo, nel precedente post, di promozione editoriale al di fuori del web. Il web è una vetrina, soltanto una vetrina, un accessorio, come il fermacravatte. Null’altro che questo.

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    • è pazzesco però…la gente è refrattaria a tutto!!!

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      • Iannozzi Giuseppe ha detto:

        Non è poi così pazzesco. Già Schopenhauer subì lo stesso trattamento con quello che è poi diventato un classico della filosofia, “Il mondo come volontà e rappresentazione”. Finì al macero, nonostante gli estimatori. Ma non un critico che prese in considerazione la sua opera, questo perché l’editore non fece nessuna promozione, al tempo perlopiù basata su lettere da inviare ai critici. Non lo fece. E fece uscire il libro con un notevole ritardo, suscitando le ire di Schopenhauer.

        Ci sono poi le famose fascette, quelle che certi editori appiccicano ai libri dicendo che in un mese 500mila copie. Non sono altro che uno specchietto per le allodole. Qualcuno ci crede però, e il libro, bello o brutto che sia, vende un po’ di più. Non credere poi alle classifiche dei libri più venduti: perlopiù sono un po’ falsate, diciamo pure così.

        Ho letto libri di esordienti o quasi che meriterebbero di essere accolti nel catalogo di un grande editore. Questo non accade perché l’editore grande preferisce pubblicare i soliti, anche se non vendono., Ho visto libri Mondadori che non si trovano neanche nei negozi Mondadori. Libri pubblicati per grandi editori che non valgono neanche la carta su cui sono stampati. Perché allora vengono pubblicati? Perché sono giornalisti, ad esempio: prova a leggere “Il confine di Bonetti” di Giovanni Floris. Non si capisce una emerita mazza. E’ meno di un romanzetto scritto da un adolescente. Ovviamente i commenti negativi, tanti, a questo libro, su un certo canale, sono stati prontamente cancellati per essere sostituti con altri commenti, di lodi più o meno sperticate.

        Credo d’aver risposto a qualche tua perplessità.

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      • in realtà sono cose che sapevo già..ma mi resta incredibile il tutto. troppo irrazionale e inverosimile la situazione..

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  2. domenicomortellaro ha detto:

    Perchè qualcuno ci credeva ancora?

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  3. gianni ha detto:

    Dai dai è solo per passione che si fa, un po’ come la pesca, dove liberi ogni cosa che tiri su. Unico spirito da usare è: fare bene, come se il libro fosse realizzato per le librerie!!
    Gli esordienti sono e saranno sempre snobbati ed a ragione oserei dire. Sono pochi i prodotti validi, troppi quelli auto-prodotti con editing approssimativo e refusi al limite dell’impresentabile.
    Quindi? Se è vero che nascono 50 libri al giorno di 49,999 orrendi poi è normale che i lettori si rivolgano al mercato affermato.

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  4. raffaelespera ha detto:

    Hai ragione e pensare che in giro vi sono opere edite da mondadori che dire fanno schifo gli fai un complimento

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  5. poetessadirose ha detto:

    Mi piace il tuo spirito^^ è un punto di vista sano questo e l’unico vero. Dono della scrittura, arricchire gli altri e sè stessi…tutte cose verissime. D’altro canto esiste la dura realtà economica e personalmente ti sono grata per aver condiviso quello che hai imparato. Anche l’esperienza di chi ha commentato rinverdisce i prati della consapevolezza editoriale:) Insomma, post utilissimo^^

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  6. Russel Ray Photos ha detto:

    Thanks for letting me camp out in your blog for a little while today. I had a great time and tried to leave my campsite as good as when I arrived. I’m following you, so I’ll be back! Happy Holidays!

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  7. poetessadirose ha detto:

    Ciao Ivano! Ho deciso di scrivere a te perchè hai esperienza. Ascolta: sto dando un’occhiata ai concorsi letterari sia di narrativa che di poesia (non scrivo romanzi, non ancora) e mi fanno una rabbia cieca, perchè ti costringono a cedere OGNI strafottuto diritto. Vale a dire, se vinci tra migliaia FORSE ti paghiamo con un premio in denaro che PERO’ devi ritirare personalmente. Io sono di Roma, e tutti i concorsi interessanti sembra che li facciano solo al Nord..ma vabbè, cercherò meglio. Comunque, in secondo luogo, se il tuo racconto è pubblicato in antologia e viene regolarmente messo in vendita tu come scrittore/scrittrice non percepirai un’emerita mazza. Insomma, qualcuno ci guadagna al posto tuo, e solo grazie a te!! Oppure vinci, hai una targa (sempre solo se ci sarai alla premiazione) ma poi se vuoi il libro che TU hai contribuito a scrivere te lo devi pure comprare, dopo averlo ceduto GRATUITAMENTE. E tutto questo pagando somme allucinanti di partecipazione (tipo 10 o 15 euro a sezione…). Insomma: può essere utile partecipare a questi concorsi per farsi conoscere e per guadagnare? Le vetrine internet tipo Lulu sono un migliore investimento? In ogni caso leggerò tutti i tuoi articoli;) Ma mi sembrava utile sottoporti il problema direttamente, a te che ne sai di più. Ps: mi sembra di essere come gli attori di inizio Novecento, quelli come Stanllio e Onllio che sono morti in povertà perchè i produttori ce magnavano sopra…parliamo di situazioni e cifre ben diverse, ma il meccanismo è lo stesso!!! Come fanno i grandi scrittori a diventare tali? E non solo per qualità (che ci DEVE essere, e parlo da lettrice accanita e incazzata con gli incompetenti) ma anche per guadagni onesti. Scrivere è faticoso, è un parto della creatività, della sensibilità, dell’intelligenza, della tecnica e della disciplina, mica bazzecole! Grazie per ogni risposta o pensiero che vorrai condividere! Silvia

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  8. Enea Tonon ha detto:

    Ho letto con piacere queste osservazioni che sono del tutto coerenti e realistiche. Il tutto, scritto in maniera scanzonata e leggera. Complimenti.

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