SERENA, di Ivano Mingotti

Lo iato delle stesse voci
ancora e ancora e ancora
spiaggiata sul fondo dell’oceano
a sfogliarti come un libro
incastonandoti perle tra le pagine
dei denti tuoi così dolci mentre
agguanti una mela come la baciassi
di un morso

Tenevi i fiori tra dito e dito
e ti sbocciarono d’incanto
in un nero pomeriggio di gennaio
ad aspettare un treno mai arrivato
su una banchina inesistente

Eri tenera come il ruscello
quando vi appoggi il piede e senti
la primavera appena tornata
solleticarti le unghie
sotto i calzini

Un calore rarefatto
di un dondolare denso
ed esserci e volere
e solamente chiedere
un respiro.

©Ivano Mingotti

https://i2.wp.com/thumbs.dreamstime.com/t/mani-della-holding-delle-coppie-di-cerimonia-nuziale-27011941.jpg

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Informazioni su ivanomingottiautore

Autore di diversi romanzi, fondatore di LiberoLibro, curatore della collana Nuove Luci per Amande Edizioni, genio, filantropo, con le pezze al culo.
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4 risposte a SERENA, di Ivano Mingotti

  1. silviacavalieri ha detto:

    Bella lirica. Particolarmente mi incantano questi versi:
    “Eri tenera come il ruscello
    quando vi appoggi il piede e senti
    la primavera appena tornata
    solleticarti le unghie
    sotto i calzini”.
    🙂

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  2. macchinadelpopolo ha detto:

    quando sbocciano i fiori tra dito e dito, di tutte si fa la stagione più bella.

    Mi piace

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