RAGGI, di Ivano Mingotti

Fontana di strade
che gridano il tuo nome ancora
mi vengono incontro
al calar delle palpebre
come sbuffi di ali

Tentenna la lingua
e solo si trova il ricordo
di pagine bianche e smarrite
in un tempo lontano

Vibra
incessante, inclemente
il viaggio di quell’inventore
che ti disse tempesta
per non dover vederti
come acqua sulfurea
o sospiro
o getto di santo respiro

Sentono i raggi
queste anime vaghe
che tremano al bianco mattino
che viene
lasciandoci soli.

©Ivano Mingotti

https://ivanomingottiautore.files.wordpress.com/2014/11/ca6f7-img_1265.jpg

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Informazioni su ivanomingottiautore

Autore di diversi romanzi, fondatore di LiberoLibro, curatore della collana Nuove Luci per Amande Edizioni, genio, filantropo, con le pezze al culo.
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4 risposte a RAGGI, di Ivano Mingotti

  1. annaayse ha detto:

    il penultimo verso è spettacolo …

    Mi piace

  2. marzia ha detto:

    A me piace questo passaggio 🙂
    il viaggio di quell’inventore
    che ti disse tempesta
    per non dover vederti
    come acqua sulfurea
    o sospiro
    o getto di santo respiro

    Mi piace

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