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Un brano da “Nebbia” – DeD’A, 2013

“La redazione è silenziosa stamattina.
Fin troppo silenziosa.
Eppure, tutto è come al solito.
Clythia è al suo computer, Jerome alla sua postazione.
Tobie alla sua scrivania. Legge, tra le scartoffie.
Tutto come sempre.
Eppure.
Eppure c’è qualcosa di diverso.
Qualcosa di penetrante, di rilevante.
Qualcosa che serpeggia nell’aria.
Che passa come uno spiffero dalla porta.
Che si insinua, dentro.
Dentro gli occhi di Clythia.
Sulle sue mani tremolanti, sugli occhi lucidi.
Sul morale a terra di Jerome, sulla finta incuranza di Tobie.
Tobie ne è colpito. Ne è colpito come gli altri.
Una grande tristezza.
Una grande tristezza, di nuovo.
E’ successo di nuovo. Dovevano aspettarselo, d’altronde.
Perché qui a Beaumont village, ogni anno è così.
Perché qui a Beaumont village, ogni anno arriva.
Arriva, e si insinua sotto la porta. Tutti gli anni.
Insieme alla nebbia.
Non fa differenze, è sempre puntuale, non ignora mai i suoi compiti.
Sempre lì, ogni anno.
Sempre, sulle prime pagine.
La signora Portland è sparita.
La nebbia se l’è portata via, ieri.
Clythia sa già che non tornerà, mentre scrive l’articolo.
Clythia lo sa, come lo sanno tutti.
Tutti quanti, a Beaumont.
Questo pomeriggio andranno a fare visita alla famiglia.
Come ogni anno.
Come ogni fottuto, puntualissimo anno.
Non possono fare altro.”

https://i1.wp.com/johell.altervista.org/categorie/img/triste.jpg

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