Cosa ne pensa un autore..?

COSA NE PENSA UN AUTORE..? – Perchè diffidare dalla pubblicazione con acquisto copie.

Il discorso è molto semplice.

Esiste la pubblicazione “free”, che non chiede contributo all’autore, in nessuna forma, per il suo romanzo.

Esiste la pubblicazione “con contributo”, che chiede un contributo minimo all’autore, parziale delle spese, per il suo romanzo.

E poi, esiste la pubblicazione a pagamento.

Ora, veniamo al dunque.

Molti editori (non riporto nomi) si considerano “non a pagamento” per il semplice fatto di non chiedere direttamente la somma all’autore che vuole pubblicare, ma un generico “acquisto copie”. Spesso sono editori medio-piccoli, e da qui – seguite il ragionamento – deve venire il diffidarne:

se l’acquisto copie obbligatorio, per l’autore, va dalle 50 alle 100 unità, è molto probabile che questa somma sia l’intero numero di copie stampate in prima edizione.

Cosa vuol dire?

Che se io, editore che mi definisco “non a pagamento”, ti chiedo, per la pubblicazione, SOLO di comprare 100 copie, ebbene, ti sto chiedendo di coprire il costo nudo della stampa di TUTTE le copie del tuo libro.

Non di una parte, non di una percentuale, ma di TUTTO.

Non me la sto prendendo con gli editori a pagamento, né con gli editori a contributo: semplicemente questo è un dato da esporre a chi è incerto sul da farsi.

Ripeto: se pubblicate con acquisto copie obbligatorio, state, nella maggior parte dei casi, PUBBLICANDO A PAGAMENTO.

Cheers.

Attendo vostri commenti 😉

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22 thoughts on “COSA NE PENSA UN AUTORE..? – Perchè diffidare dalla pubblicazione con acquisto copie.

      • Le mie personali esperienze sono state negative anche con quelle ecco perchè ho scelto quella via. Ho scritto un post in merito proprio qualche giorno fa sul mio blog. La maggiorparte delle volte mi è stato chiesto di cambiare ogni cosa del libro….dovevo snaturarmi. Non ho mai accettato e forse mi sono preclusa ogni cosa. Pazienza ma preferisco che i miei libri siano autentici e che mi facciano arrivare al cuore del lettore. Come se fossero specchi fedeli della mia vita e del mio cuore.

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  1. Poniamo il caso che il prezzo di copertina venga fissato intorno ai 14 Euro, l’acquisto di 100 copie da parte dell’autore sarebbe uguale a 1400 euro. Direi che è davvero tanto. Il costo nudo della stampa è al di sotto di questa cifra. Preferisco di gran lunga essere pagato perché un editore abbia i miei libri, che è poi la mia filosofia.

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      • Esatto, proprio così. L’importante è che un autore certe cose le sappia e che scelga. Talvolta ho letto opere mirabili pubblicate da editori a pagamento, o con contributo che dir si voglia. E c’è da dire, sottolineandolo, che l’editoria non a pagamento non è assolutamente sinonimo di qualità: ho letto boiate che i non lettori non possono neanche immaginare, roba impubblicabile anche a pagamento.

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      • assolutamente. Però attenzione a non fare tutta l’erba un fascio, e a non partire a spron battuto contro tutti gli emergenti pensando si credano novelli Rimbaud solo per il fatto che hanno un proprio stile e che non vogliono abbandonarlo 😛

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  2. Lelly ha detto:

    Ho da poco inviato il mio ultimo manoscritto a qualche editore!!!! Vedremo un po’ (se mai avrò risposte) di che tipo saranno. Sono ovviamente contro la pubblicazione a pagamento o acquisto di copie ( richiesto una volta per la pubblicazione di alcune poesie, ma in quel caso era una truffa :D) Ho usato anche il self publishing e all’inizio sembrava entusiasmante, ora non molto. Finirò per scrivere solo per il piacere di sentirmi soddisfatta o per chi mi apprezza (anche se amici e parenti sono i primi a non darti soddisfazioni e capirti). Mestiere difficile quello dello scrittore 😛

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  3. Mi sto sentendo male, qualche mese fa ho pubblicato il mio primo libro e l’ho auto pubblicato, all’inizio la cosa sembrava carina, ma poi…a parte la qualità della stampa, della carta e della copertina che lasciano a desiderare, manca proprio la voglia di far girare i titoli a meno che ti affidi ai loro blog, a pagamento, alle loro iniziative, a pagamento…Ho iniziato a spedire file a case editrici, essendo il mio un romanzo di fantascienza, ho fatto una cernita fra quelle che potevano essere interessate. Mi hanno risposto in tante, da quelle veramente grandi, alle vie di mezzo per finire alle più piccole, ma tutte e dico tutte, mi hanno chiesto acquisto di copie, da chi ne pretendeva almeno un migliaio a chi duecento e così via…ho iniziato a contrattare con due che mi sono sembrate le più fattibili, una pretendeva l’acquisto di duecento copie l’altra di cinquanta. Quest’ultima non ha più risposto al mio tentativo di dribblare l’acquisto, l’altra mi ha fissato un appuntamento e ci siamo messi a tavolino. L’offerta prevede oltre all’acquisto, sceso a cento copie scontate del 40% sul prezzo di vendita solo per una volta, una prima tiratura di duecento copie, recensione sul loro canale televisivo, programmazione di una serie di presentazioni a loro spese. Insomma per farla breve ho firmato e scucito la prima metà dei soldi, la prossima al visto si stampi ed ora leggo che è un bluff…Davvero mi sento male ditemi una parola di conforto altrimenti vado in paranoia. Ho fatto una stupidata?
    Graziella

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  4. Quando un editore chiede a un autore l’esborso di una somma è un editore a pagamento. Sia che chieda il pagamento dei “servizi editoriali”, sia che chieda l’acquisto di copie. La promozione, poi, è carente (per usare un eufemismo).

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  5. Ma perché continuate ad affannarvi per far accettare il vostro romanzo alle case editrici? E perché accettare il ricatto dell’acquisto di copie? Ma non ci sono i blog dove potete pubblicare le vostre creazioni artistiche senza rendere conto a nessuno? Io non vi capisco…e non capisco neppure me 🙂 che pure mi son dato da fare per far conoscere alle case editrici cio’ che avevo prodotto e tutte hanno ignorato alla grande quello che avevo loro presentato! Cosi’ ho scelto di pubblicare sul blog, con licenza Creative Commons, e non chiedo soldi a chi fa download, e vivo facendo un altro mestiere, ma dedico la mia creativita’ ai momenti di pausa dal lavoro, e questi ultimi sono i momenti piu’ belli e appassionanti della mia vita; gli altri li dimentico rapidamente.
    Cosi’ ho raggiunto un punto di equilibrio, fra l’aspirazione al successo e la modestia di una vita semplice ma appagante.

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